© EPA Caso razzismo contro Vinicius, Prestianni si difende ma Infantino si dice "scioccato"
Continua a far discutere quanto successo durante Benfica-Real Madrid. La partita è stata interrotta per dieci minuti dopo che il direttore di gara Letexier ha attivato il protocollo antirazzismo su segnalazione di Vinicius. Il brasiliano ha accusato l'argentino Prestianni del Benfica di averlo chiamato "mono", in italiano "scimmia", con accezione razzista. Da lì ne è scaturito un accesso contrasto tra le parti, conclusosi in campo dopo una decina di minuti, ma che sta continuando fuori. Prima con la difesa di Mourinho, poi con il tweet di Mbappé, e sta proseguendo anche con la voce del protagonista Prestianni che ha detto la sua su X.
Prestianni si difede: "Non inventate altro"
Il giocatore del Benfica ha ricondiviso il messaggio del suo club che afferma che i giocatori del Real Madrid fossero troppo distanti per ascoltare le presunte offese. Prestianni ricondividendo scrive: "Tutti puntano il dito contro di me perché nascondo la bocca con la maglietta, quando è risaputo che tutti i giocatori di calcio si coprono la bocca per parlare. Non inventate altro".
Infantino: "Scioccato e rattristato, non c'è spazio per il razzismo"
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Fifa Gianni Infantino: "Sono rimasto scioccato e rattristato nel vedere l'episodio di presunto razzismo nei confronti di Vinícius Júnior nella partita di UEFA Champions League tra SL Benfica e Real Madrid CF. Non c'è assolutamente spazio per il razzismo nel nostro sport e nella società: abbiamo bisogno che tutte le parti interessate agiscano e chiedano conto ai responsabili. Alla FIFA, attraverso la Global Stand Against Racism e il Players' Voice Panel, ci impegniamo a garantire che giocatori, dirigenti e tifosi siano rispettati e protetti e che vengano adottate misure appropriate in caso di incidenti. Mi congratulo con l'arbitro François Letexier per aver attivato il protocollo antirazzismo, utilizzando il gesto del braccio per interrompere la partita e affrontare la situazione. La FIFA e il calcio mostrano piena solidarietà alle vittime di razzismo e di qualsiasi forma di discriminazione. Continuerò sempre a ribadire: No al razzismo! No a qualsiasi forma di discriminazione!".