"Chiedete ai portieri se sono felici", i dubbi di Seedorf dopo Psg-Bayern. Il confronto con Milan-Juve è spietato
Per il mondo è stata la partita del secolo, almeno in Champions League. Per altri una sfida a calcetto tra amici il sabato pomeriggio. Non ci sono mezze misure quando la mattina dopo (e a freddo) ci si ritrova a commentare il 5-4 più spettacolare della storia di questa competizione. Psg-Bayern divide il mondo a metà: da una parte c'è chi ci ha visto adrenalina, giocate senza senso a 2x, ritmi assatanati e alabarde spaziali e chi, invece, ha visto solo una partita accettabile solo alla PlayStation. La stampa stranieria elogia la semifinale di ieri e la definisce "un antidoto alla noia del calcio di oggi, fatto di difensivismo e gol sui calci piazzati" (BBC). Per l'Equipe, si tratta di 'Calcio totale per intensità e occasioni da gol', mentre lo spagnolo Sport parla di "Un'ode al calcio". Il tedesco Kicker di 'Giganti d'Europa'. Sul web però le opinioni contrastano. Non c'è il plebiscito che si legge sulla stampa straniera. "Siamo sicuri che questo sia il meglio che il calcio può offrire?", recitano in tanti sulla piattaforma X. L'ex attaccante di Juve e Arsenal Thierry Henry in sede di commento ha esagerato: "Resti in pace chi non ha assistito al match di ieri". Noi italiani, reduci dal terrificante 0-0 di Milan-Juve siamo meno sognatori e più pragmatici: "Lo sanno che nel calcio è importante anche organizzare bene la fase difensiva? Ieri il reparto arretrato non pervenuto", si legge sempre sui social.
Le differenze con il calcio italiano sono spietate
La verità è che vincere 5-4 nel nostro calcio sarebbe piaciuto forse solo a Zeman e a pochi altri. La quasi totalità degli allenatori italiani avrebbe fatto il diavolo a quattro. Questo perché in Italia la difesa è sacra e l'idea di restare corti e togliere spazi alle giocate delle squadre avversarie è l'unica via percorribile. Ieri sera a Parigi le due squadre in campo non coprivano gli attacchi avversari ma pensavano solo ad attaccare e puntare l'uomo in modo ossessivo e a velocità folle, senza mai rifiatare. Da noi i giocatori sprecano energie soprattutto nella fase di copertura per creare densità in determinate zone del campo. E poi c'è l'aspetto dei falli da non sottovalutare. Ieri le interruzioni sono state poche, l'arbitro ha fischiato il necessario e questo ha aiutato tantissimo lo spettacolo perché interrompere così poco fa correre di più la palla e a beneficiarne è soprattutto il ritmo.
