Lazio-Inter, Sarri cambia: ci saranno cinque novità rispetto al flop in campionato© Getty Images

Lazio-Inter, Sarri cambia: ci saranno cinque novità rispetto al flop in campionato

Le scelte del tecnico biancoceleste in vista della finale di Coppa Italia, che vivrà in tribuna per la squalifica
Daniele Rindone
5 min

La Coppa Italia è irresistibile, brilla fra i rottami della stagione degli orrori, è un miraggio nel deserto per Sarri e la Lazio: «La squadra ha attraversato il deserto senz’acqua. Sono orgoglioso della stagione e dell’atteggiamento dei ragazzi più che di me stesso. E’ stata sbagliata qualche partita, vero, ma la Lazio non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti e questa finale ha una motivazione in più, è per i giocatori. Loro meritano la vittoria». L’umanità dolcissima di Sarri rimanda un’immagine nuova, tenera di Mau. E’ stato un padre patriottico per la Lazio. Lui, il calimero degli allenatori per l’estate senza mercato, è arrivato fin qui e non si autoproclama eroe. Questa finale per lui è un’impresa paragonabile al lungo viaggio di Ulisse contro mostri, maghe e ira divina. Si è riempito le orecchie di cera per non sentire le sirene, per resistere agli attacchi interni, per non perdere la bussola.

 

 

Sarri squalificato: sarà in tribuna

E’ stato un viaggio simbolico. Peccato dover vivere la finale in tribuna per la squalifica, in panchina ci sarà il vice Ianni. «Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come giocatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto», l’orgoglio di Sarri. La citazione omerica serve per vivere questa notte che richiede una Lazio epica. L’immagine scelta da Mau è della Lazio assetata, arrivata ad una finale che è una sperduta oasi: «Bisogna crederci fino alla follia», il motto scelto, sembra uscito dai romanzi di Charles Bukowski, il suo scrittore preferito. Sarri alla squadra ha detto e dirà poche parole: «Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante la finale, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola diventa superflua». Sarri ha perso due finali di Coppa nazionale in Inghilterra e in Italia con Chelsea e Juve: «Io ne ho già perse due, soprattutto quella in Inghilterra al settimo rigore contro il Manchester City. E’ un grande rimpianto. Questo è un trofeo e deve esserlo per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per la gente non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita vincere o perdere. Ma sarebbe bello dare una gioia a tutti».

Sarri e la partita

Sarri ha salutato Chivu: «Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l’ha sfruttata nella maniera giusta». La Lazio di sabato non avrebbe chance, la Lazio più vera sì: «Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato - ha avvertito Mau - la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità, difendiamo con un occhio, ma non attacchiamo gli spazi, allora non si fa nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso». I laziali di nuovo all’Olimpico, il dodicesimo uomo: «Sicuramente fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente. Il ritorno dei tifosi può aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non lo so quanti punti ci è costato non avere i tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi ci possono aiutare». Prima la finale, poi il derby. Sarri, al Quirinale, ha votato per lunedì: «Meglio giocare di lunedì. È meglio per tutti, anche per noi che abbiamo 24 ore di riposo in più. Ma anche perché 4 squadre che si stanno giocando 50 milioni con la Champions non credo debbano farlo alle 12.30. In Lega troppi errori, nessuno sa sentire l’odore dell’erba».

 


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