De Rossi, battesimo di fuoco in Europa: lo stadio lo conosce bene

Il tecnico della Roma pronto alla doppia sfida contro il Feyenoord, con l'andata in programma al 'De Kuip' di Rotterdam: tutti i dettagli
Roberto Maida

ROMA - Non è una prima visita ma è una prima volta. Daniele De Rossi viaggia alla scoperta dell’Europa cominciando da uno stadio che ben conosce: «Troveremo un’atmosfera molto calda» ha sottolineato riferendosi allo stadio De Kuip, la tana del Feyenoord, dove l’Italia di Totti perse un Europeo al golden gol e la sua Roma vinse una partita importante nove anni fa, sempre a febbraio e sempre all’altezza dei sedicesimi, con un monumentale Gervinho incurante delle banane gonfiabili tirate in campo dai tifosi olandesi. Ah: Gervinho, come N’Dicka, aveva appena vinto la Coppa d’Africa.

Roma, contro il Feyenoord esame europeo per De Rossi

Solo che all’epoca l’allenatore era Rudi Garcia mentre stavolta tocca a lui pensare, organizzare, guidare una squadra che ha appena incassato quattro gol dall’Inter. Come tutte le esperienze nuove, anche questa sarà stimolante. Ma De Rossi sa bene che in campo internazionale si giocherà una buona fetta della sua credibilità. In meno di un mese ha già dato un’impronta visibile alla Roma, ha vinto le partite che doveva vincere e perso l’unica che poteva perdere. Però la doppia sfida con il Feyenoord, un vortice di incertezza determinato da un brutto girone di qualificazione sul quale ovviamente De Rossi non aveva modo di intervenire, offrirà ai Friedkin l’occasione di un piccolo consuntivo sul lavoro del sostituto di Mourinho.

De Rossi e la gestione delle rotazioni

La trasferta non si annuncia semplice, come del resto un anno fa quando una buonissima Roma tornò a casa con una sconfitta pericolosa e conquistò la semifinale soltanto grazie a un virtuosismo di Dybala che la accompagnò ai supplementari. Ma è un test anche di tenuta mentale e fisica, che passa per Rotterdam e si aggancia alla successiva partita a Frosinone. Mai De Rossi ha dovuto allenare tante partite ravvicinate e quindi ricorrere alle rotazioni: tra Cagliari e Inter ha cambiato solo un giocatore nella formazione titolare, Huijsen per Llorente, e per precauzione, non per scelta. Stessa cosa era accaduta nella settimana precedente: tra Salerno e Cagliari, dentro Paredes per Bove più il nuovo arrivato Angeliño per l’adattato Kristensen. Stop. Da ora scopriremo anche le doti di De Rossi come gestore di risorse umane.


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La Roma di De Rossi in corsa su due fronti

«Per ora pensiamo al Feyenoord ma noi siamo la Roma e non dobbiamo temere nessuno». Con queste parole ambiziose DDR apre il secondo fronte stagionale, che si presenta complicato almeno come nel 2023. Nella scorsa edizione la Roma eliminò il Salisburgo, la Real Sociedad, il Feyenoord e il Bayer Leverkusen. Tre di queste avversarie hanno giocato poi i gironi di Champions e la quarta sta dominando la Bundesliga con Xabi Alonso, allenatore cercato (anche) dai Friedkin, ed è già qualificata agli ottavi di Europa League. Inoltre restano in corsa per la finale di Dublino club come Liverpool, Milan, Atalanta, Benfica, tanto per citare alcune squadre che possono frequentare qualunque palco. Insomma il tabellone è tosto e può condizionare, nella migliore delle ipotesi e quindi passando qualche turno, il rendimento in campionato, dove la Roma è provvisoriamente sesta ma rischia di scivolare a parità di partite a -7 dal quarto posto.

Roma, l'ampiezza della rosa a disposizione di De Rossi

Proprio per evitare di trascurare uno degli obiettivi De Rossi sfrutterà la profondità della rosa da ora in poi. Più volte si è detto soddisfatto del gruppo a disposizione, per qualità e per quantità, e ora può attingere alla benzina rimasta nel serbatoio: in primis il nuovo investimento Baldanzi, «che prima o poi voglio far giocare con Dybala», ma anche Aouar e Renato Sanches, due calciatori finora rimasti a guardare o quasi nel suo primo mese alla Roma.


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ROMA - Non è una prima visita ma è una prima volta. Daniele De Rossi viaggia alla scoperta dell’Europa cominciando da uno stadio che ben conosce: «Troveremo un’atmosfera molto calda» ha sottolineato riferendosi allo stadio De Kuip, la tana del Feyenoord, dove l’Italia di Totti perse un Europeo al golden gol e la sua Roma vinse una partita importante nove anni fa, sempre a febbraio e sempre all’altezza dei sedicesimi, con un monumentale Gervinho incurante delle banane gonfiabili tirate in campo dai tifosi olandesi. Ah: Gervinho, come N’Dicka, aveva appena vinto la Coppa d’Africa.

Roma, contro il Feyenoord esame europeo per De Rossi

Solo che all’epoca l’allenatore era Rudi Garcia mentre stavolta tocca a lui pensare, organizzare, guidare una squadra che ha appena incassato quattro gol dall’Inter. Come tutte le esperienze nuove, anche questa sarà stimolante. Ma De Rossi sa bene che in campo internazionale si giocherà una buona fetta della sua credibilità. In meno di un mese ha già dato un’impronta visibile alla Roma, ha vinto le partite che doveva vincere e perso l’unica che poteva perdere. Però la doppia sfida con il Feyenoord, un vortice di incertezza determinato da un brutto girone di qualificazione sul quale ovviamente De Rossi non aveva modo di intervenire, offrirà ai Friedkin l’occasione di un piccolo consuntivo sul lavoro del sostituto di Mourinho.

De Rossi e la gestione delle rotazioni

La trasferta non si annuncia semplice, come del resto un anno fa quando una buonissima Roma tornò a casa con una sconfitta pericolosa e conquistò la semifinale soltanto grazie a un virtuosismo di Dybala che la accompagnò ai supplementari. Ma è un test anche di tenuta mentale e fisica, che passa per Rotterdam e si aggancia alla successiva partita a Frosinone. Mai De Rossi ha dovuto allenare tante partite ravvicinate e quindi ricorrere alle rotazioni: tra Cagliari e Inter ha cambiato solo un giocatore nella formazione titolare, Huijsen per Llorente, e per precauzione, non per scelta. Stessa cosa era accaduta nella settimana precedente: tra Salerno e Cagliari, dentro Paredes per Bove più il nuovo arrivato Angeliño per l’adattato Kristensen. Stop. Da ora scopriremo anche le doti di De Rossi come gestore di risorse umane.


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De Rossi, battesimo di fuoco in Europa: lo stadio lo conosce bene
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La Roma di De Rossi in corsa su due fronti