Gattuso: "Ci siamo complicati un po' la vita. Ansia per la finale? Non ce l'avremo solo noi"

Le parole dell'allenatore degli Azzurri a caldo dopo la vittoria contro l'Irlanda del Nord a Bergamo

La partita della vita, quella più importante per la sua carriera d'allenatore. Così Rino Gattuso aveva profetizzato Italia-Irlanda del Nord e per fortuna il sogno Mondiale degli Azzurri continua. Il 2-0, grazie alle reti di Tonali al 56' e di Kean all'80' del secondo tempo, regala alla Nazionale la finale playoff tanto desiderata, da giocare martedì 31 marzo contro la Bosnia-Erzegovina dell'ex Roma Edin Dzeko al Bilino Polje di Zenica (orario ancora da definire). C'è soddisfazione ma anche tanta sincerità nelle parole del ct dell'Italia a fine partita, visto i tanti errori commessi.

Gattuso e la frase alla panchina prima del raddoppio di Kean

"Il primo passo lo abbiamo fatto, un attimo prima del raddoppio mi sono girato verso la panchina e ho detto 'questa la portiamo a casa'? Sì, c'è stato da faticare e non è stato per nulla facile, ci hanno sorpreso perché ci aspettavamo che venissero in  verticale ma poi hanno provato a palleggiare. Nel primo tempo potevamo fare meglio però c'è stata concentrazione. Locatelli si è abbassato troppo e venivano a schiacchiarci, sviluppavamo sempre con una linea di 4 e non l'avevamo preparata così. Però siamo stati bravi perché li abbiamo affrontati e non era scontato. Ci siamo complicati un po' la vita ma alla fine il secondo tempo abbiamo dato più ritmo alla partita, li abbiamo tenuti là e la palla circolava in maniera più veloce.

Ora andiamo a giocare sta finale, recuperiamo bene e sappiamo che sarà difficile ma lo sapevamo già da prima, anche questa di oggi lo era. Galles o Bosnia? Sarà complicato lontano da casa, ma la tensione che sentiamo noi la sentono anche gli altri. Sono due squadre diverse, due atmosfere differenti. Adesso ci godiamo questo, già da domani pensiamo però a martedì e a quello che dobbiamo fare. Ci voleva questa vittoria per togliersi di dosso la negatività e i cattivi pensieri. La Bosnia ha giocatori d'esperienza, troveremo uno stadio caldo. Loro giocano 4-4-2, giocatori d'esperienza, è una squadra con tanti giocatori esperti. Il Galles era totalmente diverso. Sanno chiudersi bene, si appoggiano sugli attaccanti. Bisogna recuperare energie, non dobbiamo inventarci nulla ma recuperare il prima possibile. Abbiamo fatto un passettino, ora manca scalare la montagna, lo sappiamo, ci giochiamo tanto. Oggi il formicolio ce l'avevano tutti, ci manca l'ultima partita per completare l'opera. Ringraziamo Bergamo per l'ennesima volta. Anche all'intervallo ho sentito pochissimi fischi e siamo entrati negli spogliatoi con tanti applausi. Grazie ai tifosi, all'Italia e alla città. Ora andiamo a giocare questa finale", ha detto il ct azzurro ai microfoni Rai.


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Gattuso e la scelta di escludere Orsolini, Bernardeschi e Zaniolo

"Dobbiamo ringraziare i ragazzi, sento solo grandissime responsabilità e devo dire che nel primo tempo abbiamo fatto tantissima fatica, ma lo sapevamo - ha aggiunto Gattuso a Sky -. Nessuno ci mette i tappeti rossi, a questi livello non contano i campionati dove giocano i calciatori. Erano avvelenati ma il nostro errore più grosso è stato quando Locatelli si è abbassato per costruire, eravamo troppo piatti. Quando poi hai varietà per la distribuzione dei palloni vengono fuori prestazioni come quelle del secondo tempo. Anche le scelte che ho fatto le ho basate su quello che pensavo. Non volevo perdere energie. Ho lasciato a casa tantissimi giocatori che meritavano, come Orsolini, Bernardeschi e Zaniolo, ma l'importante è parlare tutti la stessa lingua. Il gruppo è molto unito? Bastoni oggi non doveva scendere in campo al 99%, Mancini si è allenato con dolore. Vicario era oggi allo stadio, così come Di Lorenzo e Zaccagni. Non ho chiesto nulla a nessuno, ma sono voluti venire e dimostrano grande attaccamento. Vogliamo migliorare, questo è vero, ma oggi la palla scottava e devo ringraziare i tifosi che ci hanno dato una grande mano. Non ho sentito mai fischi, solo applausi e incitamento.

Quanti cambi penso di fare nella prossima partita? Vediamo, abbiamo cinque giorni. Andremo a Coverciano, a casa nostra. E vedremo. Oggi con i 5 cambi hai il 50% di possibilità di cambiare le partite. Abbiamo ragazzi vivi, non mi lamento di nulla. Dispiace per la batosta presa con la Norvegia, potevamo perdere ma non in quel modo. Al primo episodio ci scioglievamo con neve al sole ma oggi non è andata così. Ci abbiamo lavorato e io non volevo mettere pressione urlando e sbraitando. L'ho gestita bene anche io".


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Gattuso e il discorso all'Italia nello spogliatoio a fine primo tempo

"Che gara è stata stasera? Nel primo tempo al di là della pressione abbiamo sbagliato anche noi. Dovevamo cercare di più i due attaccanti, giocavamo solo su Politano e su Dimarco una volta ogni tanto. Nel primo tempo oltre alla pressione il problema è stato di mentalità e tattico, eravamo troppo prevedibili. Cosa ho detto nello spogliatoio? Nel primo tempo sono stato tranquillo, molto tranquillo. Nell'intervallo abbiamo spiegato bene che dovevamo cercare i due attaccanti e non abbassarci in quel modo. Queste sono gare in cui senti la tensione, ti giochi tanto. Anche la scelta di venire qui, di scegliere uno stadio più piccoli, ma se oggi eravamo in uno stadio di 70-80mila persone qualche fischio in più lo sentivamo. È stato fondamentale il fatto di non far sentire più pressione ai miei ragazzi", ha ammesso Ringhio in conferenza stampa.

"Gli acciaccati hanno dovuto forzare un po'? Bastoni non si allenava da quasi tre settimane, bisogna solo ringraziarlo. L'ho tolto anche perché era stato ammonito. C'è solo Scamacca con piccoli problemi, ma credo sarà dei nostri anche lui. Ci sono piccoli acciacchi, ma i giocatori sono a disposizione. Stasera torniamo a Coverciano, ci mettiamo lì e lavoriamo. Bisogna recuperare energie, non dobbiamo inventarci nulla e recuperare al meglio. Abbiamo fatto un passettino, ora dobbiamo scalare l'Everest. Ci giochiamo tanto. Il formicolio oggi lo avevamo tutti, anche io Buffon e il presidente. Retegui? Vediamo, metteremo in campo la squadra migliore. Cinque cambi è quasi il 50%, la corsa più importante è mettere la squadra migliore in campo e fare meno danni è possibile. Retegui ha combattuto, ha avuto una occasione e poteva fare gol. Per me rimane un ragazzo e un calciatore eccezionale come tutti gli altri, poi sta a me decidere e valutare chi far partire dal primo minuto.

Tonali? Se mi faceva vedere la tazza che ha con la mia foto e se la portava a Coverciano mi preoccupavo... Conosco la storia, quando andò al Milan mi chiamò per chiedermi se poteva prendere la mia numero 8, una chiamata che mi sorprese. Io ero al Napoli, provai a portarlo da me ma il Milan fu più bravo. Negli anni il rapporto tra noi è proseguito, c'è stata sempre stima reciproca. È un giocatore completo, io sapevo fare solo una cosa mentre lui sa fare più cose.

In Bosnia può bastare l'Italia del secondo tempo? Sarà un'altra partita, noi dobbiamo arrivarci con la condizione giusta e con la giusta mentalità. Ogni gara ha la sua storia. Oggi la priorità non era giocare bene, ma portare la vittoria a casa. La posta in palio era alta, ci sta giocare col freno a mano tirato. Bastava un piazzato sbagliato e ci facevano secchi, invece siamo stati sul pezzo e bravi. Non mi importava la prestazione, ma non mi importa nemmeno in Bosnia. Dobbiamo saper annusare il pericolo e stasera l'abbiamo fatto bene. Cosa mi lascia questa notte? Nella mia carriera poco, fossero andate male le cose sarebbe stato un macigno. Invece a livello di squadra entusiasmo e voglia. Vedere Di Lorenzo che si allena stamattina e poi viene qui, oppure Vicario col gruppo. Vedere Zaccagni, Gabbia e altri giocatori che mi hanno chiamato. Questa per me è una vittoria perché so che per tantissimi anni è stata la forza di tutti noi, il fatto di avere gruppi che stavano bene insieme. Non siamo stati mai i più forti, a far la differenza è stata una squadra solida con una buona mentalità. Il merito è dei ragazzi e questo atteggiamento mi riempie di gioia.

Cosa ho pensato quando è finita la partita? Ho chiesto a Buffon, Bonucci e Riccio cosa stavano facendo gli altri... Ora dobbiamo metterci l'elmetto, mentalmente essere pronti per raggiungere il nostro obiettivo. L'obiettivo che sogniamo tutti quanti, sia io che i miei giocatori. Sappiamo che dobbiamo andare a fare questa impresa".


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La partita della vita, quella più importante per la sua carriera d'allenatore. Così Rino Gattuso aveva profetizzato Italia-Irlanda del Nord e per fortuna il sogno Mondiale degli Azzurri continua. Il 2-0, grazie alle reti di Tonali al 56' e di Kean all'80' del secondo tempo, regala alla Nazionale la finale playoff tanto desiderata, da giocare martedì 31 marzo contro la Bosnia-Erzegovina dell'ex Roma Edin Dzeko al Bilino Polje di Zenica (orario ancora da definire). C'è soddisfazione ma anche tanta sincerità nelle parole del ct dell'Italia a fine partita, visto i tanti errori commessi.

Gattuso e la frase alla panchina prima del raddoppio di Kean

"Il primo passo lo abbiamo fatto, un attimo prima del raddoppio mi sono girato verso la panchina e ho detto 'questa la portiamo a casa'? Sì, c'è stato da faticare e non è stato per nulla facile, ci hanno sorpreso perché ci aspettavamo che venissero in  verticale ma poi hanno provato a palleggiare. Nel primo tempo potevamo fare meglio però c'è stata concentrazione. Locatelli si è abbassato troppo e venivano a schiacchiarci, sviluppavamo sempre con una linea di 4 e non l'avevamo preparata così. Però siamo stati bravi perché li abbiamo affrontati e non era scontato. Ci siamo complicati un po' la vita ma alla fine il secondo tempo abbiamo dato più ritmo alla partita, li abbiamo tenuti là e la palla circolava in maniera più veloce.

Ora andiamo a giocare sta finale, recuperiamo bene e sappiamo che sarà difficile ma lo sapevamo già da prima, anche questa di oggi lo era. Galles o Bosnia? Sarà complicato lontano da casa, ma la tensione che sentiamo noi la sentono anche gli altri. Sono due squadre diverse, due atmosfere differenti. Adesso ci godiamo questo, già da domani pensiamo però a martedì e a quello che dobbiamo fare. Ci voleva questa vittoria per togliersi di dosso la negatività e i cattivi pensieri. La Bosnia ha giocatori d'esperienza, troveremo uno stadio caldo. Loro giocano 4-4-2, giocatori d'esperienza, è una squadra con tanti giocatori esperti. Il Galles era totalmente diverso. Sanno chiudersi bene, si appoggiano sugli attaccanti. Bisogna recuperare energie, non dobbiamo inventarci nulla ma recuperare il prima possibile. Abbiamo fatto un passettino, ora manca scalare la montagna, lo sappiamo, ci giochiamo tanto. Oggi il formicolio ce l'avevano tutti, ci manca l'ultima partita per completare l'opera. Ringraziamo Bergamo per l'ennesima volta. Anche all'intervallo ho sentito pochissimi fischi e siamo entrati negli spogliatoi con tanti applausi. Grazie ai tifosi, all'Italia e alla città. Ora andiamo a giocare questa finale", ha detto il ct azzurro ai microfoni Rai.


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Gattuso: "Ci siamo complicati un po' la vita. Ansia per la finale? Non ce l'avremo solo noi"
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Gattuso e la scelta di escludere Orsolini, Bernardeschi e Zaniolo
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