Pagina 3 | "Spogliatoio rustico e bolgia infernale": così Pjanic descrive lo stadio dove giocherà l'Italia in Bosnia

L'ex centrocampista di Roma e Juventus avvisa gli Azzuri in vista della finale play-off per accedere al Mondiale

Intervenuto a Sky Sport Unplugged, Miralem Pjanic ha fatto il punto sul momento della Bosnia, proiettandosi verso la sfida per accedere al Mondiale contro l’Italia e soffermandosi anche sul proprio futuro.

La rinascita della Bosnia

L’ex centrocampista di Juventus e Roma ha sottolineato quanto sia stata importante l’ultima vittoria per ritrovare fiducia e compattezza all’interno del gruppo. "C'era tanta voglia di riscatto. Penso che, visto che ci sono sempre stati tantissimi giocatori bosniaci che militano o hanno militato in Italia, siano stati tutti contenti di ritrovarsi sul campo in questa bella finale con un morale diverso. C'era bisogno di una scossa e la vittoria ha riportato serenità e fiducia in tutto l'ambiente, che per noi è fondamentale". Un successo che ha permesso alla Bosnia di lasciarsi alle spalle un periodo complicato e di arrivare all’appuntamento contro gli Azzurri con uno spirito completamente diverso.


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L’Italia e la “bolgia” di Zenica

Guardando alla sfida imminente, Pjanic ha evidenziato sia i meriti della sua nazionale sia le difficoltà che attendono l’Italia, soprattutto dal punto di vista ambientale. "Sarà prima di tutto una bellissima partita tra due squadre che hanno fatto un percorso di qualificazione molto buono. La Bosnia ha finalmente ritrovato autostima. È un gruppo che suda molto, che si sacrifica in campo. L'allenatore ha fatto un grandissimo lavoro psicologico e tattico, e si percepisce un forte senso di appartenenza". Ma il vero fattore potrebbe essere lo stadio di Zenica, noto per la sua atmosfera particolare: "I posti sulla carta sono 11.000, ma vi assicuro che quando sei là dentro sembra che ce ne siano 25.000 o 30.000. Lo stadio è un po' vecchio, strutturalmente molto diverso dagli impianti moderni. Le squadre avversarie entrando si sentiranno forse un po' scomode e impaurite; persino lo spogliatoio è molto rustico. C'è tantissima pressione e il pubblico è a ridosso del campo. Non c'è un vero e proprio settore VIP separato e tranquillo, anche le autorità stanno in piedi a cantare. Sarà una vera bolgia, i tifosi faranno un tifo infernale fino al fischio finale". Nonostante ciò, Pjanic riconosce la forza degli Azzurri: "I giocatori dell'Italia sono tutti di livello top e sono abituati a gestire la pressione di queste partite. L'allenatore ha ripreso la squadra in mano in modo eccellente e con il suo staff, dove ci sono figure come Gigi Buffon e Bonucci dietro le quinte, trasmettono un senso di appartenenza e una serietà incredibili".

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Tra giovani talenti e certezze

Analizzando i protagonisti in campo, Pjanic ha speso parole importanti per il giovane Alajbegovic, considerato uno dei prospetti più interessanti. "Conosco molto bene lui e la sua famiglia. È un ragazzo d'oro che ha fatto la scelta giusta andando a giocare in Austria per svilupparsi e prendere minuti veri in campo. È un talento puro, cristallino, su cui la Nazionale conterà sicuramente per i prossimi 15 anni. Quando riceve palla va subito a puntare l'uomo con personalità, non ha paura di crossare o di provare il tiro". Accanto ai giovani, resta fondamentale il contributo dei leader più esperti, a partire da Edin Dzeko: "Abbiamo diverse individualità che possono fare la differenza, ma Edin rimane il punto di riferimento assoluto. È l'uomo che sblocca la partita nei momenti più difficili, sa tenere la palla per far salire la squadra e sa segnare anche quei gol sporchi che valgono tre punti. Risolve le partite da solo, la sua intelligenza calcistica è intatta nonostante l'avanzare dell'età".


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Il futuro tra procuratori e nuovi idoli

Infine, uno sguardo al futuro personale, con Pjanic che ha già iniziato a costruire la sua seconda carriera nel calcio. "Ho iniziato a lavorare un po' come procuratore e intermediario. Mi sono calato in quel mondo, studiando e imparando le dinamiche. Per ora vado piano piano, ma stiamo già preparando dei colpi interessanti per il mercato estivo". E sui giocatori che più lo affascinano oggi, le idee sono chiare: "Uno che ammiro tanto e con cui ho anche giocato è Pedri. Assomiglia veramente a Iniesta per come gioca. E mi piace moltissimo anche Vitinha, apprezzo molto quello che sta facendo".

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Tra giovani talenti e certezze

Analizzando i protagonisti in campo, Pjanic ha speso parole importanti per il giovane Alajbegovic, considerato uno dei prospetti più interessanti. "Conosco molto bene lui e la sua famiglia. È un ragazzo d'oro che ha fatto la scelta giusta andando a giocare in Austria per svilupparsi e prendere minuti veri in campo. È un talento puro, cristallino, su cui la Nazionale conterà sicuramente per i prossimi 15 anni. Quando riceve palla va subito a puntare l'uomo con personalità, non ha paura di crossare o di provare il tiro". Accanto ai giovani, resta fondamentale il contributo dei leader più esperti, a partire da Edin Dzeko: "Abbiamo diverse individualità che possono fare la differenza, ma Edin rimane il punto di riferimento assoluto. È l'uomo che sblocca la partita nei momenti più difficili, sa tenere la palla per far salire la squadra e sa segnare anche quei gol sporchi che valgono tre punti. Risolve le partite da solo, la sua intelligenza calcistica è intatta nonostante l'avanzare dell'età".


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