Italia, dieci motivi per crederci: dallo spirito, alla tattica al Ct apparso lucido
FIRENZE (dall'inviato) - Coraggio Italia, sognare il Mondiale si può e ci sono almeno dieci buoni motivi per crederci. Basterà scaraventare la paura all’incrocio dei pali, un po’ come è successo a Bergamo. Tonali ha schiaffeggiato il pallone e gli irlandesi con un destro al volo dal limite dell’area e Kean ha spento ogni apprensione con il raddoppio. Due colpi da ko.
L'autostima riguadagnata dall'Italia
Ecco la prima verità: quattro anni dopo, a una distanza di 900 chilometri in linea d’aria, ci bloccava il fantasma della Macedonia. Dal punto di vista emotivo e mentale, pesava il timore di ripetere la notte di Palermo. L’Italia affrontava la semifinale con un solo vero allenamento e venendo dal crollo di San Siro a metà novembre con la Norvegia. Ora è diverso. Questa è una finale da dentro o fuori. Le tensioni condizioneranno anche i bosniaci. Gli azzurri hanno ripreso confidenza con il campo e riguadagnato autostima. Potevamo segnare più di due gol all’Irlanda del Nord.
