Malagò in corsa per la presidenza della Figc dopo Gravina: c'è solo un ostacolo da superare

L'ex numero uno del Coni piace ai club di vertice, ma non a tutta la politica: saranno decisivi i voti di dilettanti e calciatori
Giorgio Marota

Pubblicato il 03.04.2026, 08:06 (Aggiornato il 03.04.2026, 10:54)

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I voti delle componenti del calcio

Serie A e Serie B in qualsiasi caso convergerebbero su un unico nome, mentre la Serie C guidata da Marani è sempre stata più vicina alle posizioni della LND. I calciatori, con il loro 20%, storicamente votano insieme agli allenatori (10%). Non è un segreto che la posizione di Gravina fosse politicamente solidissima grazie al sostegno di dilettanti e atleti, alle quali aveva assegnato le due cariche vicepresidenziali (Ortolano da un lato, Calcagno dall’altro): sono le uniche componenti che messe insieme fanno la maggioranza (34%+20%). L’urna del 22 giugno potrebbe anche scegliere la strada della rottura. Solo che per sfasciare è necessaria una volontà demolitrice comune. E le correnti del calcio che Gravina, non senza compromessi, aveva faticosamente incollato, arrivano all’appuntamento divise e pronte a far valere anti che rivalse.