L’impronta della Premier sul Mondiale: 64 giocatori

L’Inghilterra espressione fedele del campionato: soltanto Bellingham gioca fuori Kane punta a battere le stelle del Psg. I convocati di Argentina e Brasile: 48 su 52 in Europa
L’impronta della Premier sul Mondiale: 64 giocatori© Getty Images
6 min
Fabrizio Patania

Dio salvi il re e forse anche il calcio. Kane e l’Inghilterra, la patria del football, sabato sera canteranno «God save the king» allo stadio Al Bayt, costruito e progettato prendendo la forma di una tenda beduina. Chissà cosa si augurano l’emiro Tamim bin Hamad Al Thani e la famiglia reale. Dovessero uscire di scena Mbappé e i campioni uscenti della Francia, resterebbero Neymar o Messi per celebrare uno dei tre assi del Psg nella finale di domenica 18. Il tabellone degli ottavi suggerisce il contrasto di storia, di tradizione e di principi: da una parte c’è il calcio inglese, mai più vincente dal 1966, dall’altra il sogno degli sceicchi, declinato in francese, in brasiliano o in argentino. Si può interpretare il concetto in altro modo: è un Europeo allargato a cui manca (purtroppo) solo l’Italia. Sarebbe stordente se i nipotini di Banks, Moore, Jack e Bobby Charlton ribaltassero qualsiasi pronostico, peraltro nell’anno in cui è venuta a mancare la Regina Elisabetta.

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Futuribili

Eppure ci sono dei segnali da non sottovalutare. Gli inglesi ci arrivano con un patrimonio tecnico elevatissimo, nel momento più favorevole della stagione (non a giugno, quando sono cotti da 70 partite) e una dote sconosciuta alle concorrenti: sono l’espressione più fedele del proprio calcio, una nazionale altamente rappresentativa. Pensate: Southgate ha convocato solo giocatori della Premier, 25 su 26, escluso Bellingham, il gioiellino (classe 2003) lanciato dal Birmingham e ora di proprietà Borussia Dortmund che il Liverpool vorrebbe riportare a casa. E’ un record, togliendo l’en plein del Qatar (26 su 26) che si preparava da anni e ha partecipato (da padrone di casa) senza lasciare tracce. I vice campioni d’Europa, tra le otto qualificate, sono i più giovani (età media 26,4 anni) del torneo dietro alla sorpresa Marocco. Futuro, in qualsiasi caso, garantito: Foden (2000), Saka (2001), Rice e Mount (1999) e non c’è bisogno di elencare gli altri nomi, nel pieno della maturità, non ancora pensionabili.

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In Europa

Argentina (27,8 anni di età media) e Brasile (27,9) sono le squadre più vecchie con alcune distinzioni: la Seleccion (Messi, Di Maria all’ultima opportunità) sta chiudendo un ciclo, la Selecao saluterà Tite con la certezza di possedere un pozzo senza fondo di alternative. Dopo essere scomparse negli ultimi vent’anni, sono tornate protagoniste, favorite per il titolo, perché su 52 convocati ben 48 giocano nei migliori club europei. Armani, portiere del River Plate, è l’unico convocato da Scaloni in Argentina. Everton e Pedro (Flamengo), più Weverton (portiere del Palmeiras) giocano in Brasile. Non esistono più un calcio argentino e un calcio brasiliano. Ci sono talenti a cui in Europa (e in Italia) abbiamo trasmesso la tattica, la disciplina, l’organizzazione. Dodici stelle verdeoro, guarda caso, divertono la Premier. L’elenco fa spavento: Alisson, Casemiro, Paquetà, Fred, Richarlison, Fabinho, Bruno Guimaraes, Gabriel Jesus, Antony, Ederson e Martinelli sono cresciuti e hanno acquisito esperienza giocando in Inghilterra e in Champions nella maggior parte dei casi.

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In Premier

Non è poco e viene in mente cosa ripete Mancini a Coverciano da quando è maturata la seconda eliminazione consecutiva dell’Italia: servono coraggio e fiducia, i nostri giovani devono guadagnare spazio e alzare il livello. Tonali, Donnarumma e ora Raspadori hanno appena cominciato a misurarsi in Champions. E’ ancora presto per sollevare lo sguardo e lo dimostra anche lo screening con gli organici delle 32 finaliste in Qatar fornito dalla Fifa: gli 832 convocati iscritti nelle liste ufficiali si sono ridotti a 208 dopo gli ottavi. Volete sapere la provenienza? Ben 64 sono tesserati in Premier, di gran lunga il campionato più bello e ricco d’Europa, anzi del Mondiale, perché raccoglie il 30,7% (quasi un terzo) dei talenti che si giocheranno il titolo da qui a domenica 18. Seguono la Liga (33), la Serie A (23), la Bundesliga (18), l’Eredivisie (12, tutti convocati da Van Gaal) e la Liga Portugal (9).

Psg e CR7

Altre curiosità. Regragui ne ha pescati 3 su 26 in Marocco. La sorpresa nasce dalla mescolanza di talento, di origini e di esperienze: Bounou del Siviglia, Ziyech del Chelsea. Hakimi del Psg. Al club di proprietà del fondo sovrano, in territorio francese, appartengono 7 stelle qualificate agli ottavi. Occhio al gruppo formato da Fernando Santos: 9 in Premier, 7 in Portogallo. Classe, senso di appartenenza. Nel conto non entra Ronaldo, unico free agent del Mondiale. Del resto, è abituato a mettersi in proprio.


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