Vlahovic, il sogno inizia con la sfida agli amici del Brasile

Domani l’esordio al Mondiale: «Credere che un giorno sarai grande come i tuoi sogni». Ma contro si troverà Bremer, Danilo e Alex Sandro
Vlahovic, il sogno inizia con la sfida agli amici del Brasile
4 min
Filippo Bonsignore
TagsvlahovicSerbiaMondiali 2022

La clessidra scorre inesorabile. Il momento atteso da una vita si avvicina e sta per diventare realtà. Domani sera, Vlahovic debutterà ai Mondiali e contro un avversario tutt’altro che comune, il Brasile. Chissà quante volte il Dusan bambino, che inseguiva il pallone con il proposito di diventare un campione, avrà pensato al suo esordio in coppa del Mondo, a come sarebbe stata la prima volta nel torneo che tutti puntano a giocare almeno una volta in carriera. Adesso potrà viverle per davvero quelle sensazioni finora soltanto immaginate, giovane punta di diamante di una Serbia che vuole sorprendere. Il pensiero dell’antivigilia l’ha affidato ai social: «Tutto inizia con un sogno più grande di te e tutto quello che devi fare è credere che un giorno sarai grande come il tuo sogno». Parole chiarissime che evidenziano la voglia enorme di DV9 di essere protagonista, fin da subito, fin dall’incrocio con la Seleçao del fenomeno Neymar e dei tantissimi campioni, alcuni dei quali suoi compagni di squadra nella Juve. Sarà una sfida mondiale a forti tinte bianconere: Vlahovic e Kostic con la Nazionale serba contro Danilo, Alex Sandro e Bremer, ovvero la difesa della Signora, per l’occasione vestita di verdeoro. Quella difesa che in campionato è tornata un muro, la migliore in Italia e la terza in Europa dietro a Psg e Real Madrid, e che ora intende ripetersi in Qatar. 

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Fermo un mese

Dusan voleva fortemente il Mondiale, tanto che non appena si è manifestato un potenziale rischio non ha voluto forzare il suo rientro. A conti fatti il bomber è fermo da un mese, dalla rovinosa notte di Lisbona, quando si è accomodato in panchina al 70’, scuro in volto, toccandosi l’inguine. Pubalgia, si scoprirà qualche giorno dopo; una infiammazione subdola, con tutte le incognite del caso, per il dolore che va e viene, che permette di rivedere la luce in allenamento ma poi si manifesta e frena il percorso di recupero. Un tira e molla che non dà certezze, insomma. La conseguenza è presto detta: Vlahovic ha saltato le ultime cinque partite prima della pausa; l’ultima di Champions contro il Psg e le quattro di campionato con Lecce, Inter, Verona e Lazio. Per fortuna della Juve, la risalita in classifica è arrivata comunque, tanto che i bianconeri sono arrivati alla sosta balzando al terzo posto, ma è indubbio che dover rinunciare al suo cannoniere non è stato facile per Max Allegri. Ad ogni vigilia, il tecnico si è confrontato con il suo attaccante senza però riceverne la disponibilità per la convocazione. Logico immaginare che l’attaccante abbia ragionato con la massima prudenza proprio in ottica Qatar. Vlahovic ha chiuso la prima parte di stagione con 7 gol in 15 presenze, l’ultimo dei quali è la zampata che ha deciso il derby, lo scorso 15 ottobre. Ora il problema fisico sembra risolto, come ha dimostrato il collaudo nell’amichevole giocata contro il Bahrein: nel 5-1 serbo, Dusan ha segnato un gol e fornito due assist. Il sorriso è tornato, quindi: il bomber è pronto per il Mondiale, prima di ripensare alla Juve e alla (impossibile?) rimonta scudetto e all’Europa League. Il bello inizia adesso con la sfida al Brasile degli amici juventini. «Vlahovic è fortissimo e ha un potenziale incredibile - ha riconosciuto Danilo -: lo ha dimostrato alla Fiorentina e ora alla Juve; sta migliorando ed è pericoloso perché ha personalità». Chi la spunterà?

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