Inter-Milan, è un derby intercontinetale: 13 italiani in rosa e 19 Paesi in campo

Mancano solo Asia e Africa per coprire tutto il globo: tutti i dettagli
Pietro Guadagno
5 min

Diciannove nazioni distribuite su tre continenti. Vero che mancano Asia (Taremi non c'è più...) e Africa (hanno salutato Bennacer e Chukwueze ma qualche doppio passaporto non manca…) per coprire tutto il globo, il prossimo derby tra Inter e Milan però sarà certamente mondiale. Le due squadre, infatti, sono andate a scandagliare i mercati di 12 differenti Paesi ciascuna per costruire i rispettivi organici. E per fortuna che da padrone la fanno ancora gli italiani. Tuttavia, sommando le due rose per un totale di 47 elementi complessivi, sono comunque appena 13. Vale a dire nemmeno un terzo: ci assestiamo al di sotto del 28%. Chiaro, è il segno dei tempi. È l’Inter, comunque, a contare su più azzurrabili, 8 contro 5, e soprattutto sono anche maggiormente protagonisti rispetto a quelli rossoneri. Almeno 3 (Bastoni, Dimarco e Barella), infatti, saranno tra i titolari domenica sera, mentre il Milan potrebbe fermarsi ad uno (Gabbia). Del resto, negli ultimi anni, con Elliott e poi RedBird al comando, il Diavolo ha guardato sempre più all’estero. 

Inter e Milan sul podio

In comune, Inter e Milan hanno anche il terreno di caccia preferito al di fuori dei nostri confini, ovvero la Francia. Che, infatti, è la seconda nazione più rappresentata nella stracittadina della Madonnina. Il totale di giocatori transalpini arriva a 7, con leggero vantaggio per Allegri, che ne ha 4 a disposizione contro i 3 di Chivu. Volendo completare il podio, con un pizzico di sorpresa, al terzo posto si piazza la Svizzera, la cui colonia sotto il Duomo, quest’anno, è salita a 4 componenti, equamente distribuiti. Quelli nerazzurri, però, ovvero Sommer e l’ultimo arrivato Akanji, sono veterani e cardini della formazione base. Quelli rossoneri (la scorsa estate è stato ceduto Okafor), invece, vale a dire Jashari e Athekame, sono giovani di prospettiva. Anche se il primo, reduce da un lungo infortunio, è stato comunque pagato una quarantina di milioni.

Le differenze 

Le altre nazioni in comune tra le due squadre sono Croazia - Sucic da una parte e Modric dall’altra - e Germania – rispettivamente Bisseck e Odogu -, per il resto la “pesca” è stata fatta in mari o fiumi differenti. In casa nerazzurra, ad esempio, per tradizione piacciono gli argentini e, infatti, alla Pinetina c’è l’accoppiata Lautaro-Palacios, con i due componenti, però, che hanno un peso diametralmente opposto per le fortune della squadra. Sono apprezzati anche i brasiliani, seppure con i risultati alterni: vedi la coppia Carlos Augusto-Luis Henrique. Apprezzati pure gli olandesi, con il duo Dumfries-De Vrij. Il Milan, invece, si è concentrato sull’Inghilterra, “importando” prima Tomori e poi Loftus-Cheek, ma un anno fa c'erano anche Abraham e Walker. Fiducia pure nella scuola belga, guidata da Saelemaekers, con a ruota De Winter. Il Diavolo, peraltro, a differenza dell’Inter, oltre all’America del Sud, con l’ecuadoregno Estupinan, si è allargato pure a quella del Nord. Trovando un vero e proprio jolly in Pulisic, soprannominato guarda caso Capitan America. Per Cardinale e RedBird, evidentemente, non può che essere un simbolo, alla luce anche dell’eccellente rendimento in campo. Oaktree, invece, almeno per il momento non ha un suo rappresentante “americano”. E allora chissà che questo vuoto non venga colmato in una delle prossime stracittadine. 

 

 

 


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