Pavoletti a cuore aperto: "Cagliari mi ha conquistato, ma a Napoli ho fallito. Su Gasperini e Ranieri..."

L'attaccante classe 1988 ha ripercorso la sua carriera e i suoi anni in Sardegna: "Me la sono goduta"
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Leonardo Pavoletti si è raccontato senza filtri nella nuova puntata di Giorgia’s Secret, il format condotto da Giorgia Rossi e disponibile su DAZN. L'attaccante livornese, che ha recentemente chiuso la sua lunga esperienza con il Cagliari, ha ripercorso le tappe principali della propria carriera, soffermandosi sui momenti più significativi vissuti dentro e fuori dal campo.

Pavoletti: "Cagliari ci ha conquistato, i miei figli sono nati qui"

Nel corso dell'intervista, Pavoletti ha parlato del profondo legame costruito con la Sardegna e con il popolo rossoblù: "Cagliari ci ha conquistato. I miei figli sono nati qui. Il primo anno non avevo sentito niente di speciale, ma poi i sardi ti studiano, ti capiscono e ti amano. Il rapporto cambiava, non per i gol ma per il rispetto". L'ex attaccante ha ricordato anche il percorso che lo ha portato a imporsi nel grande calcio, arrivato dopo una lunga gavetta: "In Serie A sono arrivato tardi ma me la sono goduta. Ricordo l’emozione unica di avere la maglia personalizzata col numero 8, in onore di Zlatan Ibrahimovic".

 

La stima per Gasperini e Ranieri

Tra gli allenatori che hanno segnato la sua carriera c'è senza dubbio Gian Piero Gasperini, incontrato ai tempi del Genoa. Pavoletti ha raccontato così quel periodo: "A Genoa svoltai: c’era Gasperini che è il numero 1. Soprattutto con gli attaccanti. Gasp ha il suo caratterino: ricordo la prima ‘sveglia’ che mi diede con un video tattico tutto contro di me [...], ma servì. Io capii, migliorai, fin quando mi disse alla fine di un allenamento: ‘Pavo, ci siamo’. E da lì in poi iniziai a segnare". Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri, tecnico con cui ha condiviso momenti importanti al Cagliari: "Ranieri è un altro grandissimo. Aggiusta le situazioni, mette ordine. Ognuno con Ranieri deve fare il suo lavoro, i ruoli sono chiari e distinti. Ranieri è pazzesco in partita perché ha delle intuizioni pazzesche, a volte inspiegabili".

Napoli, Palestra e i fratelli Esposito

Pavoletti ha poi ripercorso la parentesi vissuta a Napoli, ammettendo le difficoltà incontrate in quel periodo: "A Napoli ho fallito un po'. Stavo perdendo la passione e il fuoco per il calcio. Avevo tanta paura. Ero terrorizzato. Quando ho messo da parte la paura, me la sono goduta. Il popolo napoletano è straordinario. In quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico. Più si va su come qualità, più i giocatori sono persone migliori. Ciro Mertens e Pepe Reina li porto nel cuore". Non sono mancati i complimenti per alcuni giovani talenti del calcio italiano. Su Marco Palestra ha dichiarato: "Marco è fortissimo. Deve capire che sarà una vita a combattere contro se stesso, che ogni giorno deve essere meglio del Palestra di ieri. Può fare una carriera che ancora non immagina. È già pronto per l’Inter". Mentre su Sebastiano Esposito ha aggiunto: "Seba Esposito è un fenomeno. Ha dei colpi da campioncino vero. Deve diventare professionista: mi ha promesso che rimarrà se stesso, ma migliorerà. Lui e Pio Esposito potrebbero diventare la coppia della Nazionale, hanno un rapporto unico". Infine, uno sguardo al futuro dopo la conclusione della sua avventura in rossoblù: "Cavoli, è finita, devo pensare a cosa fare da grande, finisce un capitolo della vita. Ora voglio fare il padre, poi il resto lo costruirò, cercando di ascoltare dritte da persone più brave ed esperte di me".

 


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