Fabregas: "Non sapevo nulla del Como, il debutto con la Juve è stata la chiave"

L'allenatore spagnolo a tutto campo dopo la storica qualificazione in Champions League

"Essere allenatore significa essere solo in tanti momenti, prendere decisioni. L'allenatore sta poco in casa e quando è a casa pensa a tante cose. Col corpo sei a casa, con la testa no". Cesc Fabregas ha concesso un'intervista a Sky. L'allenatore del Como ha ripercorso le tappe che lo hanno portato dall'arrivo da giocatore alla promozione in Serie A da allenatore fino alla conquista della Champions League"Quando ho firmato il contratto ed è stata una bella sorpresa perché non mi aspettavo così tanta gente. L'ho ripetuto tante volte: io andavo a Como in vacanza, ci sono stato anche per un matrimonio. Insomma, l'ho frequentata spesso, ma non sapevo assolutamente che ci fosse una squadra di calcio, non ne avevo mai sentito parlare. Per questo, quando sono arrivato e ho visto tutte quelle persone mi ha fatto tantissimo piacere. Ne sono stato felice perché io sono fatto allo stesso modo: sono una persona molto passionale che tante volte si lascia trasportare dalle emozioni, ed è stato bellissimo. Mi ha dato la certezza di essere nel posto giusto"

Fabregas: "Al debutto in Serie A abbiamo capito che c'era da spingere sul mercato"

La prima panchina in Serie A all'Allianz Stadium contro la Juve: "Abbiamo perso 3-0 ed è stata tosta, davvero tosta, perché è stato un bagno di realtà. Penso che in quel momento la nostra fosse ancora, a tutti gli effetti, una squadra di Serie B. Però ci ha fatto riflettere e ci ha fatto capire che quello che pensavo durante l'estate era corretto: o alziamo il livello, oppure in Serie A possiamo fare ben poco. Credo che in quel momento lo abbia capito anche il presidente. Abbiamo provato a spingere un po' sul mercato e abbiamo trovato soluzioni con ragazzi giovani come Nico Paz e Perrone, aggiungendo poi l'esperienza di Kempf e la velocità di Fadera. Credo che in questo modo abbiamo alzato il livello per poterci giocare la salvezza fino a gennaio, quando poi, come ho detto ieri, abbiamo spinto ancora di più". A Cremona si è materializzato il sogno Champions"Ero da solo, non sapevo nulla di com'erano i risultati nelle altre partite. Volevo stare tranquillo, non sentire gente parlare di palo o di gol"

Fabregas: "Nico Paz è cresciuto tantissimo. Abbiamo un rapporto importante"

Proprio all'Allianz Stadium, Fabregas è tornato e ha vinto una partita chiave per staccare il pass per la massima competizione europea per club. Parole al miele per Nico Paz: "Quella partita in casa contro la Juventus è stata una vittoria fantastica. Nico Paz è cresciuto tantissimo. È stata davvero un'emozione forte, ma è un'emozione che ho sempre provato con lui, abbiamo un rapporto importante. Lui si fida di me, io mi fido di lui e alla fine lottiamo sempre insieme. Per questo è stato un abbraccio di cuore a un ragazzo che aveva fatto una grandissima partita e che deve continuare a crescere".

Fabregas sui VIP al Sinigaglia e l'incontro col Papa

Sui VIP al Sinigaglia e l'incontro col Papa, Fabregas ha poi aggiunto: "È bello da vedere, perché si nota l'emozione che provano e ho avuto modo di conoscere alcuni di loro. All'inizio Mirwan mi diceva sempre chi sarebbe venuto allo stadio, ma alla fine gli ho detto: 'Dai, per me non è importante saperlo prima, io mi focalizzo sulla partita; poi, se vinciamo, vengo a salutarli e lo faccio con grande piacere'. Però sì, è bello che persone così importanti in tanti ambiti possano venire qui a godersi una bellissima giornata festeggiando una vittoria del Como".

"Rispetto all'incontro con il Papa sono molto, molto felice per me e per la mia famiglia, perché avevamo provato per anni ad andare in Vaticano a vedere il Papa, e io e mia moglie non eravamo mai riusciti a farlo. Finalmente, il giorno in cui siamo andati a Roma a giocare contro la Lazio, il presidente ci ha detto che c'era questa possibilità, che si poteva organizzare con tutto lo staff e la dirigenza del Como. È stato veramente uno dei giorni più belli della mia vita. Parlo per me e per la mia famiglia, perché noi crediamo tanto in Dio, siamo molto credenti, e per noi conoscere il Papa, potergli parlare e stringergli la mano è stato davvero speciale. Ce lo ricorderemo per sempre"


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

Fabregas sull'episodio che ha fatto discutere in Milan-Como: "Ho sbagliato"

Sull'episodio accaduto in Milan-Como: "L'ho detto pubblicamente, sono stato io il primo a dirlo in conferenza stampa, o meglio, in un'intervista. Non hanno neanche dovuto chiedermelo. Noi sappiamo sempre quando sbagliamo o quando facciamo le cose bene. Poi, c'è chi vuole giustificarsi e chi vuole accettare l'errore: io l'ho accettato con totale naturalezza, perché quando si sbaglia non si deve per forza essere sempre giudicati o attaccati".

"Si può ammettere di aver sbagliato, si può imparare e si può migliorare. Se invece stiamo sempre ad aspettare il momento in cui una persona sbaglia, perde o fa una cosa inesatta solo per attaccarla e massacrarla... purtroppo viviamo in questo tipo di società, ma io non sono fatto così. Ho sbagliato, l'ho accettato e andiamo avanti. Spero di non commettere più lo stesso errore e di continuare a crescere".


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"Essere allenatore significa essere solo in tanti momenti, prendere decisioni. L'allenatore sta poco in casa e quando è a casa pensa a tante cose. Col corpo sei a casa, con la testa no". Cesc Fabregas ha concesso un'intervista a Sky. L'allenatore del Como ha ripercorso le tappe che lo hanno portato dall'arrivo da giocatore alla promozione in Serie A da allenatore fino alla conquista della Champions League"Quando ho firmato il contratto ed è stata una bella sorpresa perché non mi aspettavo così tanta gente. L'ho ripetuto tante volte: io andavo a Como in vacanza, ci sono stato anche per un matrimonio. Insomma, l'ho frequentata spesso, ma non sapevo assolutamente che ci fosse una squadra di calcio, non ne avevo mai sentito parlare. Per questo, quando sono arrivato e ho visto tutte quelle persone mi ha fatto tantissimo piacere. Ne sono stato felice perché io sono fatto allo stesso modo: sono una persona molto passionale che tante volte si lascia trasportare dalle emozioni, ed è stato bellissimo. Mi ha dato la certezza di essere nel posto giusto"

Fabregas: "Al debutto in Serie A abbiamo capito che c'era da spingere sul mercato"

La prima panchina in Serie A all'Allianz Stadium contro la Juve: "Abbiamo perso 3-0 ed è stata tosta, davvero tosta, perché è stato un bagno di realtà. Penso che in quel momento la nostra fosse ancora, a tutti gli effetti, una squadra di Serie B. Però ci ha fatto riflettere e ci ha fatto capire che quello che pensavo durante l'estate era corretto: o alziamo il livello, oppure in Serie A possiamo fare ben poco. Credo che in quel momento lo abbia capito anche il presidente. Abbiamo provato a spingere un po' sul mercato e abbiamo trovato soluzioni con ragazzi giovani come Nico Paz e Perrone, aggiungendo poi l'esperienza di Kempf e la velocità di Fadera. Credo che in questo modo abbiamo alzato il livello per poterci giocare la salvezza fino a gennaio, quando poi, come ho detto ieri, abbiamo spinto ancora di più". A Cremona si è materializzato il sogno Champions"Ero da solo, non sapevo nulla di com'erano i risultati nelle altre partite. Volevo stare tranquillo, non sentire gente parlare di palo o di gol"

Fabregas: "Nico Paz è cresciuto tantissimo. Abbiamo un rapporto importante"

Proprio all'Allianz Stadium, Fabregas è tornato e ha vinto una partita chiave per staccare il pass per la massima competizione europea per club. Parole al miele per Nico Paz: "Quella partita in casa contro la Juventus è stata una vittoria fantastica. Nico Paz è cresciuto tantissimo. È stata davvero un'emozione forte, ma è un'emozione che ho sempre provato con lui, abbiamo un rapporto importante. Lui si fida di me, io mi fido di lui e alla fine lottiamo sempre insieme. Per questo è stato un abbraccio di cuore a un ragazzo che aveva fatto una grandissima partita e che deve continuare a crescere".

Fabregas sui VIP al Sinigaglia e l'incontro col Papa

Sui VIP al Sinigaglia e l'incontro col Papa, Fabregas ha poi aggiunto: "È bello da vedere, perché si nota l'emozione che provano e ho avuto modo di conoscere alcuni di loro. All'inizio Mirwan mi diceva sempre chi sarebbe venuto allo stadio, ma alla fine gli ho detto: 'Dai, per me non è importante saperlo prima, io mi focalizzo sulla partita; poi, se vinciamo, vengo a salutarli e lo faccio con grande piacere'. Però sì, è bello che persone così importanti in tanti ambiti possano venire qui a godersi una bellissima giornata festeggiando una vittoria del Como".

"Rispetto all'incontro con il Papa sono molto, molto felice per me e per la mia famiglia, perché avevamo provato per anni ad andare in Vaticano a vedere il Papa, e io e mia moglie non eravamo mai riusciti a farlo. Finalmente, il giorno in cui siamo andati a Roma a giocare contro la Lazio, il presidente ci ha detto che c'era questa possibilità, che si poteva organizzare con tutto lo staff e la dirigenza del Como. È stato veramente uno dei giorni più belli della mia vita. Parlo per me e per la mia famiglia, perché noi crediamo tanto in Dio, siamo molto credenti, e per noi conoscere il Papa, potergli parlare e stringergli la mano è stato davvero speciale. Ce lo ricorderemo per sempre"


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