Paratici: "La mia Juve vent'anni avanti agli altri. Gente come Mourinho e Cristiano Ronaldo..."
"Ho firmato un contratto lungo perché voglio vedere dieci ragazzi cresciuti qui dentro arrivare in prima squadra, e altri diventare comunque professionisti. Quando Ferrari e Goretti sono venuti a Londra era metà dicembre e la Fiorentina aveva 6 punti: ho subito detto che la classifica non mi preoccupava". Così, al Corriere della Sera, Fabio Paratici ha esplicitato che tra i motivi che lo hanno portato a scegliere di assumere il ruolo di direttore sportivo della Fiorentina c'è stato anche il Viola Park. "Qua ti senti davvero al Real".
Paratici: "Con il Milan avevo chiuso. Squalifica? Non mi sento colpevole di niente"
Paratici ha dato sicurezza sulla gestione della Fiorentina: "La famiglia Commisso non ha intenzione di vendere. La scomparsa del presidente ha ulteriormente rafforzato il legame affettivo tra la famiglia, e parlo del figlio Joseph ma anche della signora Catherine, e il club". Il direttore sportivo è reduce da una squalifica sportiva di 30 mesi per il caso plusvalenze, quando lavorava alla Juventus. "Non mi sento colpevole di nulla, se è questo che vuole sapere. E' stata un’esperienza molto pesante perché l’indagine penale è durata cinque anni e mezzo, e per sostenerla è stato necessario essere forti. Sono stato condannato per una strategia tecnico-finanziaria che ha riguardato molti nazionali, le cito Rovella, Orsolini, Spinazzola. È stato applicato un principio contabile mai visto prima e che sto aspettando di rivedere". Al termine della squalifica era in trattativa con il Milan: "Avevamo chiuso. Mancava solo la firma. Poi mi hanno detto che non se ne faceva più niente".
"La mia Juve venti anni avanti a tutti. Su Ronaldo..."
Tornando al suo periodo alla Juventus, Paratici ha spiegato come i bianconeri siano riusciti a vincere nove scudetti di fila: "Eravamo vent’anni avanti tutti gli altri. Un presidente visionario, un direttore sapiente, il talento che mi riconosco nel “vedere” i calciatori, gli allenatori più preparati, i giocatori più seri. E anche le difficoltà delle milanesi nel gestire il declino delle grandi famiglie proprietarie". Mentre sull'arrivo di Cristiano Ronaldo: "Prezioso. Importante per tutti come fu poi Mourinho alla Roma. Un campionato ha bisogno di grandi personaggi". Un arrivo fatto per un chiaro obiettivo: "Volevamo la Champions. Il primo anno avremmo potuto vincerla: l’eliminazione dall’Ajax mi resta ancora qui. Cristiano rese troppo facile la vita ai compagni, che peraltro avevano già vinto tanto. Per questo cambiammo allenatore, per provare una shakerata". Nessun problema, però, con Allegri: "E' il più intelligente di tutti: la sua capacità di relazione con i giocatori fa la differenza. Qualche difficoltà la ebbe all’inizio Sarri, più integralista tatticamente, ma poi si adattò. E vinse lo scudetto anche lui".
Paratici: "Kean? Speriamo di trattenerlo"
Fabio Paratici ha risposto anche alla domanda sulla permanenza di Moise Kean. "Spero di sì, ha una clausola d’uscita importante, ma in Europa ne conoscono il valore". Ma non solo, il direttore sportivo ha voluto aggiungere anche un altro nome: "Fagioli, un centrocampista da Barcellona che gioca in Italia".