Grosso vuole Kean: il tecnico lo blinda e Paratici gli fa da sponda

La Viola conta di ripartire nel segno dell’attaccante, simbolo di rinascita. Come lui anche Fagioli, Ndour, Mandragora e Comuzzo
Francesco Gensini
6 min

Fiorentina in costruzione a tinte azzurre, secondo quella che è sempre stata una prerogativa voluta e indicata da Rocco Commisso e che sarà portata avanti da Paratici nel tentativo di rilancio dopo una stagione da dimenticare, e anche da ricordare. Però, uno tra i calciatori italiani presenti in organico e teoricamente in arrivo ha inevitabilmente gli occhi e le attenzioni addosso, e non solo dei tifosi viola: Moise Kean, ovviamente. Il centravanti da venticinque gol complessivi (diciannove in campionato) nel primo anno a Firenze, il centravanti da nove gol totali (otto in Serie A) nel secondo e la differenza si è trasformata in dubbio. Per tanti, ma non per tutti, e di sicuro non per Fabio Grosso: per il nuovo allenatore la nuova Fiorentina dovrà essere nel segno di Moise.

Futuro Kean, garantisce Grosso

E se sarà come sarà in parte essenziale a tinte azzurre, chi meglio del più rappresentativo che ci si possa immaginare in tempo di Mondiali può essere il depositario del progetto che passa dalla conferma di Fagioli e Comuzzo, di Ndour e Mandragora, certamente di qualcun altro tra Brescianini, Piccoli, Fabbian e Fazzini che adesso sono sospesi, e soprattutto da quella di Kean? Il pezzo pregiato, il (possibile) simbolo del riscatto, l'attaccante con i gol e la capacità che pochi hanno di interpretare al top sul campo l'essenza del ruolo: e perché Grosso se ne dovrebbe privare? Chiaro: ci fossero esigenze stringenti di bilancio, dovrebbe allinearsi. Ma non ci sono.

Fiorentina, a quanto ammonta la clausola rescissoria di Kean

Ci fosse una società che soddisfa la clausola rescissoria da sessantadue milioni, dovrebbe rassegnarsi alla partenza. Ma è improbabile a quella cifra. Quindi, per il tecnico romano la Fiorentina ripartirà con e da Moise Kean, consapevole che la sua richiesta ha trovato e troverà la sponda di Paratici per le declinazioni al negativo delle ipotesi di cui sopra: Grosso ha allenato Kean alla Primavera della Juventus, Paratici ne è stato il direttore sportivo nel momento dell'affermazione nazionale e internazionale, e due che lo conoscono così bene sono l'ideale per gestire e rilanciare il centravanti classe 2000. A tutto beneficio della Fiorentina.

Fiorentina, meglio con Kean che senza

Anche perché viceversa significa vendere (bene: di svendere nemmeno a pensarlo) Moise e trovare poi uno che sia più bravo e che garantisca a scatola chiusa un rendimento migliore: due condizioni difficili, difficilissime da mettere insieme, senza accontentarsi in un caso e senza rischiare nell'altro. Sinceramente: chi glielo fa fare a Paratici prima e a Grosso poi di avventurarsi in un compito dall'esito incerto quando esiste una soluzione conosciuta e sicura?

Se è una questione di rendimento, il primo anno di Kean vale come e più del secondo, mentre se è una questione fisica le visite specifiche nel corso dell'estate diranno se le vacanze (che Moise sta sfruttando anche allenandosi) avranno avuto il potere di annullare il problema alla tibia, che in pratica ha tolto di mezzo l'ex Juventus nel girone di ritorno e privato Vanoli della risorsa più importante nella caccia alla salvezza. Se è una questione di gestione ci pensa Fabio Grosso (e garantisce Paratici): con Kean è sempre meglio che senza Kean parlando di ambizioni e obiettivi.


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