Adriano ricorda la 'sua' Inter: "Ancora non ci credo che per i tifosi fossi L'Imperatore"

L'ex attaccante nerazzurro protagonista del format "Careers" sulla tv ufficiale del club: "La punizione che mi ha reso famoso contro il Real Madrid? In realtà doveva batterla Materazzi..."
Adriano ricorda la 'sua' Inter: "Ancora non ci credo che per i tifosi fossi L'Imperatore"© Inter via Getty Images
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Un'immagine dietro l'altra tratta dall'album dei ricordi, i gol - molti dei quali di una "potenza" inaudita - e l'affetto dei tifosi nerazzurri. Adriano è il protagonista della prima puntata del format "Careers" in onda su Inter Tv.

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Adriano: quella punizione spacca-porta in Real Madrid-Inter

Il primo ricordo rimanda alla celeberrima punizione "spacca-porta" contro il Real Madrid, che lo ha presentato al mondo del calcio: "E' stata la mia prima partita con la maglia dell’Inter, avevo 19 anni, è la punizione contro il Real Madrid e me la ricordo benissimo. La settimana prima in allenamento ci eravamo fermati a tirare delle punizioni io e Seedorf e lui aveva visto che calciavo forte. È stato lui a suggerire che la battessi io perché in realtà la voleva tirare Materazzi ma lui ha detto 'Questa è di Adri' e avere questa fiducia è stato importante. Ero appena arrivato all'Inter e per fortuna ho fatto un bel gol. Quando ho segnato non ci credevo, avevo 19 anni e per me era un sogno giocare nell’Inter: c'erano con grandi campioni e io ero lì a fare parte di quella squadra. Ho avuto molta fortuna a giocare con quei calciatori, per me e la mia famiglia è stato molto importante. La volontà di dimostrare quello che potevo fare era tanta e mi ha dato la giusta fiducia".

Adriano: "Io, Ronaldo e Seedorf: che onora aver giocato in una Inter piena di campioni"

Quindi, una foto in compagnia di Ronaldo e Clarence Seedorf prima dell'inizio di una partita di campionato: "Ero piccolino anche qui. Avere vicino campioni così è stata un’emozione incredibile, anche adesso quando rivedo le foto mi sembra strano. Se ho sentito il paragone con Ronaldo? No, non c’è paragone, lui è un Fenomeno, lo ha dimostrato nella sua carriera ma non possiamo essere uguali. Lui mi portava alla Pinetina perché per un po’ ho abitato a casa sua e ricordo che mi diceva sempre che se volevo arrivare lontano dovevo lottare, guardando sempre avanti per aiutare la mia famiglia, è stato come un fratello maggiore per me".

Adriano: "Il mio gol in quell'Inter-Udinese? Stavo davvero bene"

Un altro gol famoso per la sua straordinarietà, quello a San Siro contro l'Udinese: "Riguardando certi gol ancora non ci credo. In quel momento stavo bene e facevo delle cose che mi venivano in automatico, quando stai così bene di testa e fisicamente anche cose incredibili ti vengono naturali, è stato un bel gol quello contro l’Udinese. Prima di quella partita ero di ritorno dal Brasile e con il fuso avevo riposato poco, ma volevo giocare. Cosa pensavo in quel momento? Ad andare verso la porta, c’erano tre giocatori, il primo l’ho saltato subito, gli altri due erano in area di rigore, quindi sono andato a sinistra e l’ho messa all’incrocio...non c’era nulla da fare. Con il gol in finale di Copa America questo è uno dei più belli che ho fatto credo. Nella mia vita sono sempre stato me stesso e ho sempre ascoltato tutti e questo è molto importante. Dobbiamo ascoltare gli altri perché c’è sempre qualcosa da imparare: dobbiamo essere umili per migliorarci sempre di più".

Inter, Adriano: "Il derby? Una responsabilità grandissima"

E poi c'è la stracittadina col Milan: "Il derby è una responsabilità grandissima, c’è tutto in quella partita, tante emozioni tutte insieme. Quando sono tornato allo stadio per il derby mi è passato tutto un film nella testa, è stato molto emozionante. È difficile spiegare come si vive questa partita, chi l’ha giocata lo sa, prima della sfida siamo tutti concentrati e agitati per fare bene, ma la stracittadina è anche una responsabilità immensa. Quando stavo bene era difficile prendermi, Materazzi delle volte quando non giocavo al massimo e poi facevo una grande partita diceva “È tornato l’Imperatore”. L’importante per me è che quando ero in campo ho sempre fatto tutto per aiutare la mia squadra. Quando ho passato momenti difficili l’Inter mi è stata sempre vicina e avere degli amici che mi hanno visto non solo come un giocatore ma anche come un fratello è stato molto importante e ringrazio tutti".

Adriano: "Ancora non ci credo che, per i tifosi dell'Inter, io fossi l'Imperatore"

Infine, il riconoscimento dei tifosi. Che dura ancora oggi: "Devo ringraziare i tifosi che hanno avuto sempre un grande affetto per me, voi mi avete dato questo nome, 'Imperatore' e anche oggi faccio fatica a rendermi conto che era per me. Ogni volta che vengo in Italia sento che mi vogliono bene ed è una grande soddisfazione, questa sarà sempre la mia seconda casa".

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