Inter Brozovic-dipendente? I numeri agli antipodi delle gestioni Conte e Inzaghi

Fulcro del gioco per entrambi i tecnici, il peso specifico del croato all'interno della squadra si è però modificato nel passaggio da un allenatore all'altro: ecco perché
Inter Brozovic-dipendente? I numeri agli antipodi delle gestioni Conte e Inzaghi
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Resettare. È questa la missione che attende l’Inter che alla ripresa del campionato ospita la Roma in uno degli anticipi del sabato dell’ottava giornata. Resettare una prima fetta di stagione da dimenticare in Serie A, ma anche le polemiche che hanno scandito la sosta, tra la contestazione dei tifosi alla proprietà e le tensioni con la Croazia per l’infortunio occorso a Marcelo Brozovic.

Inter, Brozovic a rischio anche per la Juve

Il regista croato dovrà stare lontano dai campi per almeno 3-4 settimane dopo la lesione muscolare subita contro l’Austria in Nations League. Per i tifosi nerazzurri e Simone Inzaghi, oltre al danno della grave assenza, si è aggiunta la beffa delle allusioni provenienti dalla Federcalcio croata e dallo staff del ct Dalic, che auspicano che il recupero di Brozo non venga affrettato con il rischio di fargli perdere il Mondiale. L’Inter ovviamente non guarda così in là, perché le urgenze dei nerazzurri sono ben altre. La realtà è che il fulcro del gioco nerazzurro dovrà saltare tre delle partite chiave della prima parte di stagione, le due di Champions contro il Barcellona e appunto quella contro la Roma, senza avere la certezza di recuperare per la gara del 6 novembre a Torino contro la Juventus. Un problema enorme per Inzaghi, perché è vero che, a differenza della scorsa stagione, in rosa c’è un alter ego del croato, Kristjan Asllani prelevato in estate dall’Empoli, ma i numeri non inducono all’ottimismo, almeno quelli della passata stagione.

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Inter, i numeri senza Brozovic durante le ere Conte e Inzaghi

Nell’anno dello scudetto bis sfiorato, infatti, il primo di Inzaghi sulla panchina dell’Inter, la squadra ha vinto il 69% delle partite in cui Brozovic ha giocato, 29 su 42, senza invece mai riuscire a portare a casa i tre punti nelle tre gare saltate dal croato, per squalifiche e infortuni: 0-2 in casa contro il Sassuolo e 1-1 contro Torino e Fiorentina, tutte partite racchiuse nello spazio di quel mese, tra febbraio e marzo 2022, nel quale l’Inter si è di fatto giocata lo scudetto. Insomma, è un’Inter Brozo-dipendente? Risposta affermativa, ma solo se si prende in esame l’era Inzaghi, dove comunque il rendimento di Brozovic è andato in flessione in particolare in questo primo scorcio di stagione, come suggerito dal dato, piuttosto anomalo, delle cinque ammonizioni raccolte nelle prime sette giornate che avevano fatto scattare la squalifica per Brozovic, la cui assenza contro la Roma sarebbe stata quindi sicura anche senza l'infortunio. È allora curioso e significativo notare come nell’anno dello scudetto con Antonio Conte in panchina i nerazzurri fossero riusciti a vincere tutte e cinque le partite giocate senza Brozovic: tenendo da parte la passerella contro l’Udinese all’ultima giornata e la goleada interna contro il Benevento, il croato mancò all’andata contro il Torino, partita rimontata dall’Inter dallo 0-2 al 4-2, e nel doppio, difficile confronto contro il Sassuolo e in particolare nel 3-0 dell’andata al Mapei Stadium, una delle gare-chiave dell’anno del tricolore proprio insieme a quella contro i granata.

Inter, perché Brozovic è indispensabile per Inzaghi

A fare le veci del numero 77 in quelle occasioni furono Barella, spostato regista in due circostanze, e Gagliardini, ovvero le medesime soluzioni provate da Inzaghi lo scorso anno in assenza di Brozovic (proprio contro il Sassuolo a San Siro il sardo fu schierato play), ma senza successo. Non è quindi questione di sostituti o di profondità dell’organico, e neppure legata alla presenza del “totem” Perisic, presente anche nelle gare dello scorso campionato in cui Brozovic non ha giocato, ma evidentemente di assetto e di caratteristiche di gioco: Conte era riuscito a creare una squadra capace di andare oltre le assenze, ma più in generale aveva trasmesso alla squadra una mentalità differente, meno portata al palleggio e alla costruzione, nella quale Brozovic si faceva valere soprattutto per il lavoro tattico come recuperatore di palloni che per quello di costruttore e per questo più surrogabile da Barella e Gargliardini. Una squadra che tendeva a far passare tutte le azioni dai piedi del proprio regista, il contrario rispetto a Inzaghi, che non ha trovato nei due italiani distributori di gioco all'altezza di Marcelo. La trasformazione tattica voluta dal tecnico piacentino ha pagato un prezzo elevato nella scorsa stagione. Ad Asllani il compito di spazzare via la Brozo-dipendenza inzaghiana.

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