Caso Acerbi, le sue parole imbarazzano l'Inter: il motivo

Il club è garantista ma non ha gradito le dichiarazioni di lunedì. Provvedimenti severi se risulterà colpevole
Pietro Guadagno

Acerbi resta fermo sulla sua posizione: nelle parole rivolte a Juan Jesus durante Inter-Napoli non c’era alcun intento discriminatorio o razzista. Il difensore lo ha ribadito anche nel confronto avvenuto ieri in mattinata con i dirigenti del club nerazzurro. Ed è stato particolarmente determinato e perentorio nel difendere il suo comportamento. L’Inter avrebbe anche provato a insistere, per capire se ci fosse spazio per una correzione di rotta. Ma il difensore non si è mosso di un millimetro: ha escluso qualsiasi possibile addebito, garantendo, peraltro, di confermare tutto anche davanti alla Procura Federale. In viale Liberazione, inizialmente, c’era l’idea di diffondere un comunicato, facendo seguito a quello trasmesso lunedì. Per ragioni di opportunità, invece, la scelta è stata di rimanere in silenzio, sostanzialmente passando la palla al Giudice Sportivo. Che emetterà la sua sentenza in base al materiale che gli fornirà la Procura Federale. A tal proposito, Acerbi ancora non è stato ufficialmente convocato per la sua audizione (avverrà in videoconferenza), ma il giorno giusto potrebbe essere domani, probabilmente direttamente alla Pinetina, visto che è in programma la ripresa degli allenamenti.


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Caso Acerbi, la posizione della società nerazzurra

Ad ogni modo, lo scenario che si è costituito è l'effetto di posizioni diametralmente opposte. Se il difensore nerazzurro ha ribadito, infatti, di essere totalmente innocente – lo aveva già fatto una prima volta con il suo club, poi con Spalletti e pure davanti a taccuini e microfoni una volta rientrato a Milano, dopo essere stato “liberato” dalla Nazionale –, Juan Jesus, nella serata di lunedì, via social, non solo ha confermato le accuse, ma le ha pure circostanziate. Evidentemente, quella nerazzurra è una linea garantista: quasi obbligata alla luce della situazione che si è venuta a creare. Ed è chiaro come dentro Viale Liberazione ci sia pure imbarazzo. Non a caso, allo stesso Acerbi è stato fatto notare come sarebbe stato opportuno non rilasciare dichiarazioni davanti ai giornalisti. Le sue parole, infatti, hanno ulteriormente alzato il livello della tensione. Ad ogni modo, si può dare per certo che l'Inter agirà e prenderà provvedimenti solo nel momento in cui l’episodio sarà stato ricostruito in tutti i suoi aspetti e, qualora, Acerbi dovesse risultare colpevole. Ma se sarà quella la conclusione della vicenda, allora c’è da credere che la reazione nei confronti del difensore sarà particolarmente ferma e dura.


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Inter, i precedenti in cui la società ha preso posizione

Del resto, il tema del razzismo è sempre stato sensibile in casa nerazzurra. Un anno fa, tanto per cominciare, ci fu la levata di scudi per Lukaku, in seguito il trattamento ricevuto allo Juventus Stadium, con tanto di grazia da parte di Gravina per la seconda ammonizione ricevuta in seguito all'esultanza davanti ai tifosi bianconeri dopo il gol dell'1- 1. Nel gennaio 2019, invece, dopo gli ululati di San Siro nei confronti di Koulibaly, guarda caso durante un altro Inter-Napoli, il club interista lanciò la campagna “Buu”, ovvero “Brothers Universally United”, coinvolgendo anche i giocatori e altri tesserati. Ovvio, quindi, che sarebbe una macchia pesante da sopportare verifi care che un proprio calciatore si sia reso protagonista di un tipo di comportamento che la società storicamente ha sempre condannato.


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Acerbi resta fermo sulla sua posizione: nelle parole rivolte a Juan Jesus durante Inter-Napoli non c’era alcun intento discriminatorio o razzista. Il difensore lo ha ribadito anche nel confronto avvenuto ieri in mattinata con i dirigenti del club nerazzurro. Ed è stato particolarmente determinato e perentorio nel difendere il suo comportamento. L’Inter avrebbe anche provato a insistere, per capire se ci fosse spazio per una correzione di rotta. Ma il difensore non si è mosso di un millimetro: ha escluso qualsiasi possibile addebito, garantendo, peraltro, di confermare tutto anche davanti alla Procura Federale. In viale Liberazione, inizialmente, c’era l’idea di diffondere un comunicato, facendo seguito a quello trasmesso lunedì. Per ragioni di opportunità, invece, la scelta è stata di rimanere in silenzio, sostanzialmente passando la palla al Giudice Sportivo. Che emetterà la sua sentenza in base al materiale che gli fornirà la Procura Federale. A tal proposito, Acerbi ancora non è stato ufficialmente convocato per la sua audizione (avverrà in videoconferenza), ma il giorno giusto potrebbe essere domani, probabilmente direttamente alla Pinetina, visto che è in programma la ripresa degli allenamenti.


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