Retroscena David, cosa è successo dopo il rigore sbagliato con il Lecce e perché nessuno è andato a consolarlo
TORINO - Il giorno dopo il pareggio tra Juve e Lecce allo Stadium continua a far discutere il calcio di rigore malamente fallito dal bianconero David, che (sul risultato già di 1-1) ha tentato di sorprendere con il 'cucchiaio' Falcone ma ha sbagliato il gesto tecnico e si è visto così respingere la conclusione dal portiere ospite.
Juve, chi è il rigorista: perché con il Lecce è toccato a David
Un errore, quello del canadese, che ha suscitato critiche e ironie sui social, dove in tanti tra i tifosi juventini si sono chiesti perché sia stato lui a presentarsi sul dischetto. A consegnargli la palla dopo averla presa dalle mani dell'arbitro è stato capitan Locatelli, che in carriera ha trasformato 7 penalty su 7 e insieme a Yildiz (3 reti su 3 rigori calciati) era diventato il rigorista della Juve dopo l'infortunio di Vlahovic (29 gol su 33 tentativi per il serbo). "David è uno specialista" ha detto però poi Spalletti nel post partita riferendosi al canadese, all'ottavo errore in carriera dagli undici metri (31 reti su 39 tentativi) e al momento il più 'esperto' in questa specialità nella rosa bianconera insieme a Koopmeiners (36 rigori trasformati su 43), che però non era in campo in quel momento.
Cos'è successo dopo l'errore dal dischetto del canadese
Alla fine ha tirato e sbagliato David, dopo l'errore consolato dal solo Yildiz che da lontano lo ha invitato a reagire. Un segno forse di fastidio da parte del gruppo per il modo in cui è stato calciato il rigore dall'attaccante, poi difeso in qualche modo da Spalletti nel post partita: "Aveva fatto anche la scelta giusta tirandolo al centro della porta, ma non è riuscito ad alzare la palla quei 20 centimetri per metterlo sopra la sagoma del portiere - ha spiegato il tecnico bianconero parlando dell'episodio -. Locatelli è un rigorista, Yildiz è un rigorista, glielo concedono. Se lo avesse sbagliato un altro? Si decide lì per lì, poi la prossima volta interverrò anche io, perché ogni tanto - ha poi chiosato Spalletti - mi garba anche decidere".