Juve, decide tutto Elkann: i dubbi su Comolli, l’attesa di Spalletti e il mercato sospeso con Vlahovic e Bernardo Silva
Dentro il tempo sospeso della Juve, sprofondata dalla Champions alla probabile condanna all’Europa League, c’è anche il mercato paralizzato. Bernardo Silva, di cui si attendeva la risposta, sembra ormai destinato a diventare un obiettivo impossibile e si sta orientando sull’Atletico Madrid. L’appuntamento per il rinnovo di Vlahovic è stato rinviato alla prossima settimana. Sembrava previsto un aggiornamento in queste ore e invece no, si arriverà davvero alla fine della stagione, come la Signora più volte ha fatto intendere. L’incontro con Dusan e papà Milos, con un’altra atmosfera forse sarebbe andato in scena lo stesso. Ci sono tanti, troppi dubbi da risolvere, a partire dalla permanenza di Damien Comolli, assunto da Elkann l’estate scorsa per sostituire Giuntoli e nominato amministratore delegato lo scorso novembre.
La lunga attesa
L’ultimo mercato estivo è stato bocciato (da David a Openda senza trascurare Zhegrova e Joao Mario) ancora più delle sessioni precedenti: è questo il tema più caldo da affrontare alla Continassa, a maggior ragione se il club bianconero non dovesse entrare in Champions. Tudor, confermato in estate e poi esonerato, è l’altra scelta di cui si discute a Torino, ipotizzando una nuova rivoluzione dirigenziale. Deciderà John Elkann, ancora all’estero per impegni legati a Exor e annunciato di rientro nel week-end. Vedremo se verrà discussa la continuità aziendale sino a pochi giorni fa sventolata come manifesto programmatico. Certo a Taormina l’azionista di riferimento aveva proclamato Yildiz e Spalletti come figure su cui appoggiare il futuro, senza citare Comolli. Tutti lo aspettano per chiarire e decifrare la programmazione della Juve. Martedì sembra il giorno indicato per vertici e confronti.
Gli scenari e il futuro in casa Juve
L’ex ct dell’Italia attende di confrontarsi con la proprietà dopo aver già avuto un colloquio con l’ad Comolli a inizio settimana. Dopo il ko con la Fiorentina, si è assunto ogni responsabilità. Non era scontato arrivare in Champions, ma pensava di farcela. Ora vuole chiudere bene e senza ulteriori rimpianti (battendo il Toro) se le concorrenti si dovessero fermare. Si è indispettito nel sentir parlare di fallimento, ma ha protetto il gruppo per effetto del risultato e delle conseguenze. «Devo analizzare me stesso prima di discutere i giocatori». La spesa sul mercato verrà ridotta e non si possono sbagliare altri acquisti, soprattutto se il budget fosse limitato. Le cosiddette garanzie chieste da qualsiasi allenatore. Lucio ha intenzione di proseguire, altrimenti non avrebbe firmato il rinnovo il 10 aprile, ma reclama una fiducia totale e deve chiarire bene il mandato (scudetto o qualificazione Champions?) per la prossima stagione. I prestiti con diritto di ritorno (da Arthur a Douglas Luiz) per finire ad altri giocatori (Koopmeiners, Di Gregorio) complicati da piazzare sul mercato appesantiranno la gestione e preoccupano la dirigenza. La Juve ha bisogno di “allargare” la rosa, non il contrario. Porterebbero soldi le cessioni di Bremer, Cambiaso e Conceiçao. Mica tanti altri. Un paradosso se ti vuoi rinforzare.
