Carnevali alla Juve e Comolli fuori: la svolta di Elkann, oggi il CdA e l’ufficialità
La Juve alla resa dei conti: via alla rivoluzione societaria con l’addio di Damien Comolli e l’arrivo di Giovanni Carnevali come nuovo ad. Certe curve a gomito non puoi sapere da prima come ti restituiranno la macchina sul rettilineo, ma la sensazione è che potrà finire solo meglio rispetto alle tensioni, alle incompatibilità e alla scontentezza (eufemismo) trapelate nell’ultima stagione.
Chiellini, ruolo centrale
E questo finale che va ad impattare su Comolli dimissionario (oggi l’ufficialità con il CdA straordinario) è la conferma di quanto la Juve fosse dentro un tunnel da cui vuole uscire. A chiamare il fuorigioco e a chiedere l’intervento di John Elkann è stato Giorgio Chiellini, uno che ha la Juve nel sangue, che ha studiato ed è tornato in punta di piedi per iniziare un percorso e imparare, ma dopo due giri di lancette ha capito di essere colui che doveva e poteva lanciare il grido di allarme e chiamare la ripartenza verso una nuova società. Che poi deve solo tornare a fare la vecchia Juve: programmare, abbassando il più possibile il margine di errore e, ovviamente, vincere. «Non si può andare avanti così, c’è incompatibilità con Comolli»: questa, in sintesi, la posizione di Chiellini esposta a John Elkann.
Un mercato fallimentare
Inevitabile che il conto lo paghi il dirigente francese: alcune sue operazioni hanno fatto storcere la bocca alla proprietà, come gli investimenti per Openda e Zhegrova, le commissioni per David, alla luce degli spietati verdetti del campo. E c’è chi sostiene che, da ultimo, Spalletti abbia gradito pochissimo le uscite sull’austerity, la gestione della vicenda Alisson e quella legata a Vlahovic dentro un attacco spappolato e che ora rischia di dover essere rifatto con due, meglio ancora se tre acquisti. Le tensioni poi tra l’ex ad francese e Spalletti non si sono mai risolte, anzi: il clima si è di fatto di nuovo surriscaldato in occasione dell’intervista di fine stagione di Comolli. L’utilizzo della parola “fallimento” non è stato affatto gradito dal tecnico toscano, che ora aspetta anche il ritorno di Tognozzi nelle ore dell’addio di Modesto. Così, appena Giovanni Carnevali ha dato il via libera, è partita la rivoluzione firmata e voluta fortemente anche da John Elkann. Carnevali è molto legato alla famiglia Squinzi e per questo si è voluto prendere il giusto tempo per comunicare la sua decisione. Non è la prima volta che viene chiamato dalla Juve: era successo anche in passato, ma in quest’occasione ha voluto rispondere presente.
Ora tutto sulla qualità
Carnevali è stato scelto per esperienza, capacità manageriale, visione strategica e spirito di condivisione: il suo compito sarà quello di riportare armonia e unità per rilanciare il club. E potrebbe anche essere raggiunto da Giovanni Rossi, suo ds di fiducia al Sassuolo e già alla Juve dal 2010 al 2013. Gli algoritmi di Comolli verranno messi da parte. Non va infatti dimenticato che sia Tudor la scorsa estate sia Spalletti a gennaio non sono stati mai ascoltati sul mercato. Al tecnico era stato tra l’altro garantito l’arrivo di Alisson, e lu stesso si era esposto con il brasiliano con cui ha un ottimo rapporto. Ma la trattativa con il Liverpool è stata gestita male dalla Juve e così Spalletti ha dovuto registrare l’ennesima delusione. Addirittura Tudor non aveva mai partecipato ad una riunione di mercato: Comolli lo aveva escluso da tutte le decisioni sugli acquisti.
La Juve adesso non vuole più sbagliare. Vanno sistemati i conti, corretto il tiro sul mercato e rilanciato il club.
