Lazio, l’ordine di Sarri alla squadra: cosa ha chiesto per aiutare Immobile

Il capitano riceve meno palloni in area rispetto ad un anno fa e i tiri si sono dimezzati: ecco come Mau corre ai ripari
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Daniele Rindone

ROMA - I gol di Immobile sono 197 con la Lazio, ma sembra che pesi di più l’unico segnato quest’anno il 20 agosto contro il Lecce. Di qui la parabola del Ciro perduto. La pena è indicibile soprattutto per il capitano, uno che non si crogiola sui record e che vive dei gol che deve ancora segnare. Non si può fare di Ciro il solo responsabile delle poche reti segnate dalla Lazio (5 in 5 partite totali). I numeri non sono il vangelo, aiutano a fare analisi. Immobile quest’anno ha giocato più palloni rispetto ad un anno fa considerando lo stesso numero di partite: 178 contro 168. Ma sono di meno i tocchi in area avversaria (29 attuali, 35 un anno fa), si sono dimezzati i tiri totali (8 quest’anno, 14 l’anno scorso) e i tiri in porta (4 contro 8, media di 0,8 contro 1,6). Alti e bassi, gol e non gol sono umani. Ma al centravanti non basta cogliere l’attimo, deve essere messo nelle migliori condizioni per colpire. Non a caso Sarri ha chiesto alla squadra di verticalizzare di più per Ciro, noto come il bomber verticale: «Dobbiamo servirlo di più in profondità», l’ordine di Mau. Era già scattato dopo Torino, è stato ribadito prima dell’Atletico, sarà ricordato oggi alla vigilia di Lazio-Monza. Sarri ha catechizzato la Lazio e ha spinto lo stesso Immobile a concentrarsi sull’attacco della profondità. E’ stato proprio il tecnico ad ammettere che «ora la squadra sta dando poca profondità, questo ci costa qualcosa a livello realizzativo». E a ricordare che «Immobile ha il destino dei grandi bomber, è un giocatore di cui non puoi fare a meno quando segna ed è criticato quando non lo fa. È così per chi fa 30 gol a stagione». Ci sono momenti in cui il gol ti scappa via anche se è a due passi. E’ capitato contro il Genoa, è capitato contro l’Atletico. Ci sono stati momenti in cui la Lazio in partita s’è persa in un possesso prolungato e infruttuoso, non certo la condizione ideale per il capitano.

Immobile con pochi gol, i precedenti

Non è la prima volta che Ciro parte segnando così poco con la Lazio nelle prime 4 giornate di campionato, è la terza: è successo nel 2020-21 e nel 2018-19. In entrambe le occasioni si è sbloccato al quinto turno. Tutti sperano che la regola si confermi domani. Immobile conta un solo gol e aggiunge le due traverse colpite contro Lecce e Genoa, il bottino sarebbe aumentato e anche i punti della Lazio. Parliamone della mira e anche della jella. «Immobile? A tu per tu col portiere ha calciato col piattino di chi non è sereno, si deve liberare e trovare il gol, non ha più la capacità di scattare sempre con energia, forza e lucidità ma 15-20 gol in Serie A può ancora farli. Si deve sbloccare, ha avuto una grande occasione e l’ha sbagliata», è stata l’analisi di Paolo Di Canio offerta a Sky dopo l’Atletico. Ciro sa di dover affrontare difficoltà, ma è sempre il primo a buttarsi sui palloni, a cercare traiettorie anche quando non ci sono. Si è sempre risollevato da solo, trovando dentro di sé la forza, il furore: «Le critiche? Quando raggiungi un certo livello è normale, i tifosi probabilmente sono stati abituati molto bene e si aspettano sempre tanto», erano le parole pronunciate da Immobile prima dell’Atletico. In partita un gol se lo sarà divorato, un altro gli è stato negato da Gimenez nel secondo tempo, era una incornata destinata in porta. «Mi sono ispirato a Immobile», ha detto Provedel raccontando la sua incornata da portiere-centravanti. I falsi Ciro servono, il vero Ciro di più.


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