Isaksen, la cura Sarri funziona: così il tecnico della Lazio lo ha cambiato

Il danese di ghiaccio si è sciolto: l’allenatore lo ha fortificato in campo anche gestendolo bruscamente
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Daniele Rindone

Scongelato all’arrivo, ricongelato dopo l’esordio, riportato a temperatura ambiente per la Champions. Gustav Isaksen ha pagato le basse temperature danesi, l’agosto più caldo di sempre italiano e l’alta pressione che s’è abbattuta sulla terza Lazio di Sarri. E’ passato per meteora nei primi mesi anche per aver sofferto i fenomeni meteorici. Era stato Sarri a individuare nelle scienze fisiche i problemi di adattamento del ragazzo venuto da Herning, città del Midtjylland, suo ex club. Ad agosto la massima lì è 21 gradi, al suo arrivo a Roma se ne percepivano anche 40. «Il caldo italiano lo ha bollito», raccontò così Sarri l’impatto del danese a Formello, era il 28 agosto, aveva appena perso contro il Genoa, iniziò a picconare il mercato. Gli effetti dello scongelamento e del congelamento si sono visti per la prima volta contro il Celtic. Isaksen era partito titolare contro il Monza il 23 settembre, è ripartito titolare contro gli scozzesi martedì sera, poco più di due mesi dopo. Ha sfruttato contingenze varie, dall’infortunio di Zaccagni agli avvincendamenti vecchi-nuovi post-Salerno, per ritrovarsi in campo. E’ stato uno degli esordienti totali in Champions, è stato uno dei più decisivi.  

Lazio, i progressi di Isaksen

Per Isaksen non è stato facile l’impatto né è stato semplice vivacchiare in panchina, subentrare per spezzoni (all’inizio) o pochi minuti (negli ultimi tempi). Sarri l’aveva preferito a Karlsson (ex AZ Alkmaar, oggi al Bologna) perché mancino, pensandone l’utilizzo a destra con il piede invertito. Per indottrinarlo tatticamente, scuoterlo e caricarlo a livello spiriturale, non è stato tenero. Risale a qualche settimana fa il racconto di un allenamento in cui Mau ha spronato con impeto il danese per istruirlo su movimenti e atteggiamento da tenere in campo. Quasi una strigliata, l’ha stimolato a modo suo. Isaksen, forse impressionato, ha ricevuto il sostegno di Guendouzi. «Sarri è molto esigente e vuole che le cose siano perfette, questa è una cosa nuova per me. Nel mio vecchio club giocavamo un calcio più fisico mentre qui alla Lazio c’è un calcio più strutturato. Sarri sa come vuole giocare e questa è la strada giusta», è una confessione dell’attaccante datata metà novembre. Sarri e il suo staff hanno lavorato affinché riuscisse ad irrobustirsi, fortificarsi, prepararsi tatticamente. Mau sa temprare i giovani e i risultati si sono visti. L’Isaksen visto all’opera in Champions ha esibito personalità ed è entrato nelle azioni dei due gol, il secondo è nato da un suo assist. Ora il danese vuole tenersi il posto. Zaccagni resta out, Felipe Anderson può essere riproposto a destra. Isaksen può ripartire titolare domani contro il Cagliari. Sarri preferisce utilizzare Pedro part-time, deve calcolare anche l’esordio in Coppa Italia di martedì prossimo. Isaksen ha bisogno di continuità, tornare subito in panchina potrebbe infiacchirlo.  

Isaksen, il personaggio 

Dal regno di ghiaccio danese s’è ritrovato a vivere in una Roma bollente. L’ambientamento prosegue, ma è a buon punto. Sarri, raccontando l’evoluzione di Isaksen, ha indicato tra i fattori decisivi anche il nuovo piano alimentare che sta seguendo. «Sto migliorando. All’inizio ho dovuto imparare tante cose nuove e mi manca ancora qualcosa a livello tattico. Qui ci sono tanti grandi giocatori e ottime persone, sono contento di stare alla Lazio», le emozioni recenti del danese. A Roma vive con la fidanzata Olivia Møller Holdt, classe 2001, gioca anche lei. Ex Fortuna Hjørring e Rosengard, è stata vicina alla Lazio Women. Centrocampista e difensore centrale, ad agosto si vociferava di un passaggio imminente nella squadra di Grassadonia. Il sogno non si è avverato. Chissà in futuro. La storia di Isaksen, invece, è nata al contrario. S’era presentato dicendo «voglio vincere lo scudetto» salvo doversi ricredere presto. Come diceva il filosofo danese Kierkegaard «la vita si può capire solo all’indietro, ma si vive in avanti». 


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