Romagnoli-Lazio, la storia non è finita: c’è anche Gila in scadenza
Crisi, scontri, invasioni di campo, contraddizioni, divisioni. Il mercato di gennaio aveva spaccato la Lazio, ricomposta a fatica da Sarri nell’ultimo mese. L’effetto calmante ha prodotto una reazione in termini di carattere e vittorie. Mau ha ricucito dove c’era da ricucire. Ha tamponato dove c’era da tamponare. Gli equilibri di oggi dovranno essere comprovati a giugno, quando in ballo torneranno i casi da risolvere. L’affaire Romagnoli sarà uno dei primi. Il passaggio all’Al-Sadd, saltato all’ultimo, aveva lasciato una scia di rancori. Alessio non ha fatto l’attaccabrighe, ha continuato a lottare per la Lazio con anima e corpo rinviando a giugno ogni decisione. Lotito non ha imposto l’esilio, seppur tentato.
Romagnoli, Mancini e la variabile del conflitto in Medio Oriente
Nel frattempo è esploso e si è allargato il conflitto in Medio Oriente coinvolgendo anche il Qatar e Doha, la capitale, città dell’Al-Sadd, il club allenato da Mancini con cui Romagnoli aveva trovato un accordo da fantamilioni. Una realtà che anche Mancio sta soffrendo. A inizio marzo era rientrato in Italia, salvo fare rientro a Doha dopo qualche giorno, appena la situazione dei voli si è stabilizzata. A novembre aveva firmato fino a giugno 2026, con opzione di rinnovo, è anche a suo favore. Deciderà a giugno se restare o no, la guerra non facilita la permanenza. Mancio ha vinto la Supercoppa a gennaio, l’Al-Sadd oggi è primo in campionato a più 4 sul secondo posto occupato dall’Al-Shamal.
Lazio, a giugno svelate le intenzioni sul futuro di Romagnoli
L’arrivo di Romagnoli in Qatar era stato deciso dallo sceicco Mohammed bin Khalifa Al Thani, presidente dell’Al-Sadd. L’operazione era stata favorita dal canale aperto con Enzo Raiola, manager di Alessio. Mancini aveva avallato l’acquisto. L’Al-Sadd, dopo il caso di gennaio, aveva promesso a Romagnoli di riprovarci a giugno. Gli scenari di guerra e le incertezze di Mancio sul futuro possono cambiare il quadro della vicenda. Alessio resta in scadenza a giugno 2027, ha ancora un anno di contratto con la Lazio. È casa sua. C’è chi non esclude la possibilità che possa riconsiderare l’idea di restare, se a scadenza o meno non dipenderebbe solo da lui. Il rapporto con Lotito si era incrinato dopo il mancato rinnovo del 2023, promesso e non concesso. A gennaio c’era stato un confronto e il presidente era stato chiaro: solo con l’assenso di Sarri avrebbe dato l’ok alla cessione in Qatar. Sarri non ha mai dato il via. Alla fine Lotito, anche su input del diesse Fabiani, aveva aperto alla vendita di Romagnoli. Solo a giugno si conosceranno le intenzioni di Alessio e del presidente.
Lazio, oltre a Romagnoli in scadenza Gila, Patric e Gigot
Servirebbe una soluzione di compromesso per il bene della Lazio. In scadenza nel 2027 non c’è solo Romagnoli, c’è anche Gila, con loro Patric e Gigot. Quattro centrali su cinque per quanto il francese sia ai margini. Perdere Gila e Romagnoli in un colpo creerebbe un vuoto enorme in difesa. Provstgaard è promettente, si sta facendo valere. S’è riaperta l’operazione Diogo Leite, centrale portoghese di 27 anni in uscita dall’Union Berlino. Non ha avuto una grande carriera dopo un buona partenza. La coppia Gila-Romagnoli non si rimpiazza facilmente in quanto ad affinità, garra, esperienza, attitudini al calcio di Sarri. Sempre che Sarri resti, è il dilemma dei dilemmi.
