Lazio, Maldini ingrana da falso 9: la lezione di Sarri

La società crede fortemente in lui. Adesso ha due mesi per scrivere il proprio futuro
Carlo Roscito
4 min

 Si sta creando l’occasione del riscatto. Nove partite con la Lazio, un solo gol, ma anche il calciatore più pericoloso da quando è arrivato a Roma. Lo dicono i dati, evidenziano il numero delle azioni create e dei duelli ingaggiati. Maldini ha due mesi per scrivere il suo futuro e guadagnarsi la permanenza. L’esordio il 30 gennaio contro il Genoa, 73 minuti in campo prima di lasciare il posto a Ratkov, decisivo nel recupero con il rigore procurato. Il serbo, nonostante quel penalty procurato nel recupero, non ha più trovato continuità per le gerarchie fissate da Sarri nel tridente d’attacco. Il centravanti in panchina e il falso nove titolare fisso. Maldini ha saltato una sola gara, cioè la trasferta di Torino che ha preceduto la semifinale d’andata di Coppa Italia. Una rinuncia gestionale in vista del primo round con l’Atalanta.

La società crede in Maldini

La società ci crede fortemente, sta apprezzando il suo apporto, al netto delle poche realizzazioni: un unico timbro al Sassuolo (dribbling a Muric e appoggio a porta vuota), più 2 assist serviti a Pedro e Dele-Bashiru contro Juventus e Atalanta (nella sfida di Coppa). Ci sono altre statistiche, però, che valorizzano il contributo di Daniel. Dal suo debutto con la Lazio nessun altro giocatore della rosa ha creato più occasioni su azione rispetto a lui in campionato: finora sono state 7, al pari di Tavares, uno dei rilanciati da Sarri nell'ultimo periodo. Non solo, da Lazio-Genoa in poi, Maldini è stato anche il calciatore biancoceleste che ha ingaggiato 73 duelli e ne ha vinti 32, più di tutti in Serie A. 

Per Sarri è un centravanti

Numeri che spiegano maggiormente la voglia del Comandante di continuare in questa direzione, puntando al centro del tridente su un attaccante con caratteristiche differenti rispetto agli altri nel reparto. Ora Maldini deve crescere negli ultimi sedici metri, riempire meglio l'area e non solo creare gli spazi per gli esterni e le mezzali. Sarri non lo vede in un'altra posizione, nemmeno l'infortunio di Zaccagni - fuori per una lesione muscolare di medio grado a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra - gli ha fatto cambiare idea: «Maldini a sinistra? Ha certe caratteristiche, con me l'esterno non lo può fare. Poi è chiaro che a 15 minuti dalla fine può anche succedere». Si va avanti così, salvo situazioni d'emergenza legate al risultato. Maldini, a prescindere dai compiti offensivi, si è sentito subito rinfrancato dalle occasioni concesse appena prelevato in prestito: «La fiducia è la cosa più importante». 
 

 

 


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