La Lazio contro la Fiorentina con cinque assenti: Sarri punta tutto su Dia
Sarri appeso a un nome e ad una preghiera: Dia aiuti la Lazio. Non dall’alto dei cieli, davanti alle porte. Maldini salterà Firenze ed è a rischio per Napoli, sempre che l’allarme non si allarghi a Bergamo. Qui entra in gioco Dia, al di là di proverbi e parabole. E’ rimasto impigliato in panchina, chiuso dall’arrivo di Maldini. E se Ratkov non avesse fallito l’impatto si sarebbe trovato davanti anche lui. La combinazione favorevole s’è compiuta per Firenze: Maldini out e Sarri è pronto ad affidarsi a Dia. In campionato non segna dal 31 agosto, gol al Verona in casa. Fuori non ha mai segnato. Dal ritorno dalla Coppa d’Africa ha giocato titolare contro il Lecce il 24 gennaio, poi non più. Né in campionato né in Coppa. Solo comparsate fino a metà febbraio, due panchine, un’apparizione di due minuti contro l’Atalanta e la panchina di Cagliari. Da lì 9 minuti col Torino, 25 col Sassuolo, 23 col Milan, 28 contro il Bologna e 25 col Parma. Non è andata meglio in Coppa Italia: 29 minuti col Bologna e 14 con l’Atalanta all’andata. Era il 4 marzo scorso, la data dell’ultimo gol di Dia. E’ stato l’unico sollievo, una liberazione. In campionato ha subito il contraccolpo, la sua corsa era inquieta, gli assalti confusi tranne a Bologna. Quando è entrato ha cambiato il finale spalancando la porta a Taylor per il raddoppio. Aveva ritrovato la forza di graffiare. Non s’è ripetuto con il Parma, deve riuscirci a Firenze stando in preallarme almeno per Napoli. Il vero Dia, visto con Baroni, molto meno con Sarri, era un leone. E’ la versione migliore che s’è vista, è la versione che la Lazio vorrebbe rivedere. A giugno scatterà il suo acquisto, il riscatto è obbligatorio dopo due anni di prestito, costerà 11,3 milioni. A gennaio è stato in ballo sul mercato con Noslin, c’era qualche opzione in Premier. Non s’è realizzata.
La crisi degli attaccanti della Lazio
La scossa. Ogni centravanti della Lazio quest’anno ha vissuto momenti di crisi, si è sentito perso, s’è trovato a misurare la propria vita nella Lazio, le rivalità o è finito sul mercato. Alla regola non è sfuggito Dia. I numeri ne hanno risentito. La percentuale realizzativa è crollata al 9,1% (un solo gol in A), l’anno scorso era del 23% (9 gol). La media dei tiri totali è dell’1 per cento (l’anno scorso 1,6), i tiri in porta (0,55% contro 0,78), i tocchi in area (2,5% contro 2,9%). C’è urgente bisogno del suo aiuto, siamo al momento delle sentenze. In campionato, contro Fiorentina e Napoli, non si può crollare, pena la discesa in classifica. In Coppa c’è la partita del giudizio. Dia ha la chance che aspettava, se la giocherà oggi. Alla Fiorentina ha segnato l’unica tripletta in A, giocava con la Salernitana, era il 3 maggio 2023 (Salernitana-Fiorentina 3-3). Quell’anno aveva segnato anche a Firenze (2-1 per i viola). E’ la squadra che ha colpito di più con il Verona (4 gol). Ma non ha mai vinto (un pareggio e 4 ko). Aiutati che Dia t’aiuta, verrebbe da dire a Sarri. Sta chiudendo la stagione sfinito, ha alternato tutti i centravanti (Castellanos, Dia, Noslin, Ratkov, Maldini e finanche Pedro in corsa) senza mai trovare un top scorer. Oggi forse cambierà due/terzi del tridente: Dia centravanti, Noslin e Pedro in ballottaggio a sinistra. Isaksen o Cancellieri a destra. Nel secondo caso toccherebbe al tridente bis visto in corsa contro Bologna e Parma.
