Lazio, passerella Pedro e un doppio evento: presto svelerà il futuro

Lo spagnolo pronto all’addio con il club che gli renderà omaggio: il programma e le idee per il saluto
Daniele Rindone
4 min

Dopo Klose, Ciro. Dopo Pedro, chi? Che miti, da dream team della Lazio di tutti i tempi. Una doppia generazione eccezionale, un’altra eredità lasciata sul campo. Quella di Pedro dopo quella di Miro. La decisione annunciata ad ottobre, dopo la partita di Pisa, è confermata. Pedrito saluterà la squadra dopo il derby, nella settimana che precederà la partita col Pisa. Ha già scelto la location. La Lazio preparerà la passerella d’onore proprio nell’ultima gara di campionato che si disputerà all’Olimpico. Il giro di campo, la celebrazione dei suoi colpi sui maxischemi, alcune delle iniziative su cui si lavorerà. Eventi in cui è difficile trovare le parole. Peccato per l’Olimpico vuoto o semivuoto stando alla decisione dei gruppi organizzati di entrare solo nella finale. Pedro sembra intenzionato a tornare a vivere in Spagna. Svelerà lui il futuro: continuare a giocare o ritirarsi. L’idea di restare alla Lazio con un ruolo in società non è uno scenario imminente, chissà in futuro. A ottobre aveva annunciato la decisione con queste parole: «Non è ancora un fatto ufficiale, ma questa, anche per questioni anagrafiche, sarà la mia ultima stagione alla Lazio e farò di tutto per lasciarla più in alto possibile». Da Pisa al Pisa, che doppio crocevia.

Pedro e quell'ultimo regalo: la Coppa

Pedrito vuole chiudere in bellezza. Parlava di Coppa Italia in tempi non sospetti: «Ringrazio tutto l’ambiente per come sono stato accolto e trattato in questi anni e fino alla fine aiuterò la Lazio a vincere. Anche la Coppa Italia è una buona opportunità per cercare di riconquistare un posto in Europa». Ci credeva ed eccoci qui a pochi giorni dalla finale. Pedrito sogna di vincerla. Nei mesi scorsi s’interrogava sul futuro: «Non riesco a immaginarmi in nessun altro mondo che non sia il calcio, anche se non so ancora in quale ruolo. Per ora, voglio solo continuare a segnare». E’ pronto per l’addio alla Lazio, forse anche al calcio: «Quando arriverà il momento cercherò di accettarlo nel miglior modo possibile, ma per ora cerco di non pensarci troppo e mi concentro sul godermi ogni allenamento e ogni partita. Continuerò a dedicarmi al calcio giocato con la stessa passione di sempre. Sono aperto a studiare e probabilmente seguirò i corsi da allenatore. Quando mi ritirerò avrò più tempo per analizzare, guardare e capire se mi vedo più in panchina o in un ufficio come direttore sportivo». Compirà 39 anni a luglio, appena lascerà la Lazio sarà tentato dagli amici di sempre, è sicuro. Può essere Fabregas o qualcuno delle vecchie stelle del Barça. Per ora Pedrito è della Lazio, mancano 4 partite, le più lunghe per lui. Darà il suo aiuto in corsa, come ha sempre fatto. Addi così, per campioni così, viene voglia di rimandarli all’infinito. Quante grandi avventure, quanti trionfi coi club e con la Spagna (25), quanti gol, quante partite, oltre 700. Pedrito resterà un faraone del calcio. E la Lazio dovrà programmare la sostituzione. Un altro Pedro non c’è. 

 


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