Lazio, la protesta dei tifosi costa 20 milioni: le stime tra abbonamenti e biglietteria

La contestazione nei confronti del presidente rischia di incidere in modo pesante sulle casse del club biancoceleste: i dettagli
Daniele Rindone
6 min

ROMA - Dal sostegno record al boicottaggio pesante. Dai 29.918 abbonati a chissà quanti al ribasso. Il no agli abbonamenti comunicato dai gruppi del tifo organizzato per colpire e indebolire Lotito rischia di creare una reazione a catena che comprende anche i ricavi da gara.

Lazio senza tifosi e senza Europa

Un dissesto economico doppio per una Lazio senza Coppe europee per il secondo anno di fila. Nella peggiore delle ipotesi, tra no alle tessere e astensione da stadio, si potrebbe generare un buco da 20 milioni nel bilancio della prossima stagione. Parliamo di stime. I ricavi da gara totali della stagione 2024-25 furono 22,9 milioni di euro (27,7 milioni nel 2023-24). Gli abbonati erano stati 29.036, nel conto c’erano le partite europee. I ricavi da gara calcolabili precisamente nella stagione chiusa a maggio sono legati alla semestrale del 31 dicembre scorso: 8,7 milioni (9,9 milioni nel primo semestre 2024-25). Nel dettaglio: 4,713 milioni (ricavi da gara) e 3,962 milioni (da abbonamenti). In questo caso il conteggio tiene conto delle partite giocate da fine agosto a fine dicembre. Da gennaio a maggio l’arco di tempo è maggiore e maggiori sono le proporzioni dei calcoli. Il gettito totale che hanno prodotto i 29.918 abbonati della stagione 2025-26 si conoscerà con precisione nella prossima semestrale. I 3,962 milioni incassati fino a dicembre, al doppio, generano un incasso di 7,924 milioni. La cifra totale può essere leggermente superiore, tra 8 e 9 milioni. Il boicottaggio, stando agli annunci, rischia di comprendere anche i ricavi da merchandising. Al 31 dicembre scorso erano pari a 1,23 milioni. Al doppio circa 2,5 milioni.

 

 

La contestazione contro Lotito

La campagna abbonamenti 2025-26 si era chiusa registrando il sold out in Curva Nord e nei Distinti Nord. Circa 18.000 tessere rispetto alle 29.918 totali. Abbonamenti ripartiti negli altri settori dello stadio, principalmente in Tevere. Ad oggi si possono fare soltanto stime sull’impatto che la contestazione avrà sulle presenze all’Olimpico e su quanto peserà per le casse della Lazio. I ricavi da gara meritano un approfondimento a parte: quanto produrranno in termini di ricavi dipenderà dalle presenze. I biglietti avranno un costo maggiore, soprattutto nei big match, rispetto alla media dei costi dell’abbonamento. I gruppi hanno annunciato che saranno presenti ai derby, la partita di cartello per eccellenza. Il match di andata si giocherà in casa della Lazio. Un pienone di solito genera un incasso di circa 3 milioni. Il sacrificio, in ogni caso, è dei tifosi laziali, abbonati e non. Hanno rinunciato allo stadio da fine gennaio pur avendo pagato l’abbonamento per tutta l’annata. Ci hanno rimesso soldi. Non abbonandosi rischiano di pagare biglietti costosi per accedere alle singole partite.

 

 

Il paradosso dello stadio Flaminio

Nel mirino dei tifosi le pay tv. I ricavi da diritti televisivi erano scesi da 53,7 milioni a 29,5 milioni nei primi sei mesi del 2025. Al rialzo, nella Lazio, c’erano i costi: da 87 a 90,9 milioni di euro. Quello del personale era salito a 51,2 milioni (era 48,8 milioni). Oggi si va verso il mercato a saldo zero (cessioni per acquisti). Da gennaio la sopravvivenza si chiama player trading (cessioni per plusvalenze). Lotito proverà ad attutire i colpi con i 15-18 milioni che riceverà dalla Lega di A, frutto di una vecchia transazione per i diritti tv. Ha chiuso la sponsorizzazione con Polymarket dal valore di circa 20 milioni di euro totali (senza bonus) fino al 2027-28 (con opzione). Rimanda al novembre 2027, quando si estinguerà il debito con il Fisco. Parla di quotazioni future al Nasdaq e lavora per il Flaminio. Il più grande paradosso dei suoi 24 anni da presidente: costruire uno stadio senza tifosi.


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