Lazio, Romagnoli e Provedel le prime cessioni per acquistare
Romagnoli e Provedel sono vendite dolorose. Per i tifosi è il continuo declassamento di una Lazio che diventa povera. Vista dalla Lazio operazioni obbligate per alleggerire il monte ingaggi, continuare ad abbassare l’età media e sbloccare operazioni di mercato in entrata. Le cessioni di Alessio e Ivan attendono il via di Lotito. La maratona di Romagnoli è iniziata il 3 giugno, siamo al 19. Il conto alla rovescia di Provedel è iniziato mercoledì. I ragionieri del presidente sono all’opera per quantificare gli incassi e calcolare quali operazioni in entrata possono essere chiuse. Il saldo zero prevede la cessione per l’acquisto e i parametri economici, legati al cartellino e agli ingaggi, devono coincidere. Lotito, anche a gennaio, è come se avesse operato a saldo zero. Via Castellanos, dentro Ratkov. Via Guendouzi, dentro Taylor. Ma sei mesi fa il mercato era libero e non c’era necessità di chiudere affari corrispondenti. C’era solo l’accortezza di non appesantire i conti per provare a rientrare nella soglia dello 0,7% dell’indicatore del costo del lavoro allargato. La fotografia del 31 marzo ha certificato il tentativo fallito.
Gli scenari
Per Romagnoli e Provedel sono stati offerti 3 milioni dall’Al-Sadd e dall’Inter. Sei milioni totali in cassa appena Lotito dirà sì. Entrambi avevano un solo anno di contratto (2027). Alessio pesava, al lordo, per 5 milioni. Provedel poco meno, circa 4. Dunque la Lazio appena chiuderà avrà un tesorotto di 8 e 7 milioni. Con questi soldi potrà chiudere nuovi acquisti. Un esempio: con gli 8 milioni di Romagnoli, tra incasso e risparmio, deve coprire l’acquisto del cartellino e l’intero corrispettivo dell’ingaggio da riconoscere al nuovo acquisto per tutta la durata contrattuale (in base agli anni offerti, 4 o 5). Lo stesso vale per i 7 milioni complessivi generati dalla partenza di Provedel. Se Lotito non sbloccherà, tutto il mercato estivo andrà sviluppato con questa formula. Per sbloccare servono 19,5 milioni. Due le opzioni: l’immissione da parte del presidente, ad esempio con un versamento in conto futuro aumento di capitale, formula utilizzata nel 2021, o attraverso cessioni multiple. Nel primo caso un esborso record, mai coperto. Nel secondo servirebbero più cessioni per arrivare alla quota necessaria da versare per avere il mercato libero. La Lazio in questo caso potrebbe utilizzare le risorse derivanti da cessioni “pro soluto” chiedendo ad un ente finanziario (ad esempio una banca) l’anticipo dell’intera copertura degli incassi (ci sono operazioni che non prevedono incassi immediati, vengono pagate attraverso rate annuali). E’ uno strumento finanziario riconosciuto dalle Noif che regolano la sostenibilità economico-finanziaria delle società. Ad oggi l’ipotesi più concreta, e più conveniente per Lotito, è operare vendendo e comprando.
Le uscite
In uscita ci sono anche Cancellieri, Lazzari e Pellegrini. Possono produrre altri incassi, seppure minori. I prezzi di Lotito non collimano mai col valore che dà il mercato, la previsione è al ribasso. Ma in questa estate tutto fa brodo. In uscita può esserci Dia, sarà riscattato dopo due anni per 11,3 milioni. La sfida è provare a cederlo guadagnandoci. Il 30 giugno scadranno i contratti di Pedro, Basic e Hysaj. Al 31 marzo figuravano nella fotografia dei conti che hanno portato al saldo zero. Al 30 settembre non peseranno più i 10 milioni lordi dei loro ingaggi annui. Le loro uscite non aprono all’arrivo di nuovi giocatori perché servono cessioni. Aiutano a risparmiare.