Milan, Sportiello non chiude il buco della rosa

Leggi il commento del Corriere dello Sport-Stadio sulla situazione rossonera
Milan, Sportiello non chiude il buco della rosa© Getty Images
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Franco Ordine

Sportiello, chi era costui? La risposta è molto meno letteraria di quella dedicata al Carneade manzoniano e non soltanto perché l’interessato è nato da quelle parti, a Desio, 31 anni fa. Marco Sportiello è il portiere che in gioventù ha girovagato tra Bergamo e Firenze, con una puntata a Frosinone, prima di fissare, un mercato fa, residenza definitiva in quel di Milanello, a costo zero, e quale supplente di Mike Maignan, il portierone francese che un campionato fa rimase assente dai tabellini del Milan per 4 mesi abbondanti. E gli effetti, sulla classifica e sulla sicurezza del team, a causa delle performances di Tatarusanu, furono vistosi.

Champions e Verona, Sportiello c'è

Sportiello si è liberato subito dell’ansia da prestazione in occasione del viaggio negli Usa per le tre amichevoli impegnative con Real Madrid, Juve e Barcellona. Ha preso appunti, ha studiato meccanismi e intese conservate nel cassetto. Alla prima vera occasione - martedì scorso in Champions contro il Newcastle - ha spedito un messaggio rassicurante a tutto lo stadio: paratona nel finale sull’unico tiro in porta degli inglesi. Applausi e sospiri di sollievo. Ieri, col Verona, Sportiello si è ripetuto con quell’intervento sulla capocciata di Folorunsho, unico pericolo giunto dalle sue parti. Sì, ma qual è la morale? La morale è la seguente: e cioè che il mercato milanista, celebrato per i numeri, fin qui ha prodotto sicuramente un dato positivo proprio nel ruolo di portiere. E non invece nel resto della difesa tornata subito nell’area di servizio destinata all’emergenza per gli acciacchi traditi da Calabria e Theo Hernandez e l’insulto muscolare denunciato da Kalulu durante la sosta nazionale. Segno che non tutti i calcoli sono risultati giusti, come segnalato su questo giornale qualche tempo prima.

Milan, ennesimo infortunio muscolare

La partenza di Ballo-Touré (unica alternativa a Theo Hernandez) all’ultimo minuto del 1° settembre ha provocato un “buco” che soltanto l’applicazione generosa di Florenzi ieri ha coperto grazie al suo piede educato e a una tecnica di tutto rilievo. La cessione di Gabbia poi è stata ricucita con l’arrivo di un giovanissimo argentino, Pellegrino, alle prime armi e perciò non ancora perfettamente inserito nella scuola calcistica italiana. Domato il Verona con qualche affanno, Pioli ha lamentato ieri «un clima di eccessiva negatività intorno al suo Milan». Non è frutto del pregiudizio. È forse dettato dall’ennesimo infortunio muscolare (Krunic) che lo priverà per tempo (almeno fino alla prossima sosta) del centrale di centrocampo (Reijnders e Adli i cambi in scaletta tra Cagliari e Lazio). E se la sequenza dei ko dovesse ricalcare esattamente quella della stagione precedente, beh qualche interrogativo bisognerà porselo offrendo risposte pertinenti e convincenti.


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