Jashari ora è un problema per il Milan: l’investimento è da rivalutare
Doveva essere la partita dei primi bagliori, del primo rilancio, della speranza di intravedere qualcosa che facesse ipotizzare prossimi futuri più luminosi. E, invece, Ardon Jashari non è stato all’altezza. Non di Modric, chiaramente, ma, in questo caso, ce lo si poteva anche aspettare: il croato è un campione, un calciatore sontuoso, con una esperienza enorme nella gestione della partita, dei ritmi, delle due fasi, del campo. Lo svizzero col 30 non si è dimostrato all’altezza del Milan per questa sua prima stagione in rossonero. È ancora presto per un giudizio definitivo, ma di certo l’anno di esordio è da bocciatura. A cominciare dalla partita di ieri.
Gli errori commessi
Qualche appello c’è, ma ci sono anche molte valide motivazioni. Perché Jashari ieri ha steccato malamente, come molti suoi compagni, chiaramente: la sconfitta non può essere solo colpa sua, e non lo è, ma il suo errore ad inizio gara è stato preambolo di ciò che è successo per tutti i successivi 85 minuti di gara. Palla persa a centrocampo nel contrasto con Thorsvedt che spalanca il campo al vantaggio neroverde: un errore banale, pesante, determinante. Forse anche imputabile alla scarso minutaggio dello svizzero in stagione: non è facile giocare poco e riuscire, quando si è in campo, a entrare subito nell’anima e nel carattere di una partita.
Il minutaggio di Jashari
E Jashari è uno che ha giocato pochissimo: 28 giri di lancette nell’ultimo mese e mezzo. L’ultima presenza da titolare risale, infatti, al 15 marzo, a Roma contro la Lazio, ma da mezzala per sostituire lo squalificato Rabiot; stesso ruolo occupato quasi un mese prima, nel match casalingo contro il Parma. Di fatto, il numero 30 non agiva da play con continuità da quasi tre mesi. Decisamente troppi per riuscire ad essere performante. Certo, sono appelli, parziali attenuanti, le quali, però, non giustificano la brutta prova di ieri. E, per il momento, non convalidano in alcun modo l’acquisto da 37 milioni di euro fatto in estate e le settimane passate ad inseguirlo. Il pensiero - e le speranze - della dirigenza rossonera sono per un Tonali bis: anche l’azzurro, al primo anno al Milan, faticò tantissimo, per poi trovare il giusto equilibrio tecnico e mentale alla seconda stagione milanista. Per Jashari un precedente che può aiutarlo, ma anche lui, nelle prossime tre partite, dovrà fare di più.
