Milan, cosa c’è dietro il crollo: solo 25 punti da gennaio. L’aspetto fisico, mentale e il mercato
Dov’è finito il Milan della prima parte di stagione? La squadra compatta che a dicembre era ad un solo punto dal primo posto si è totalmente sciolta da gennaio in poi con l’inizio del girone di ritorno. Un cambiamento spaventoso nei numeri, un crollo verticale certificato da statistiche da brividi. Infatti il Diavolo nel girone di ritorno ha totalizzato solamente 25 punti in 16 partite, una media da Conference League, pur avendo solamente una competizione a settimana. Nelle ultime cinque partite addirittura il dato è peggiorato perché il Milan ne ha vinta solo una e ha segnato solamente una rete. Una situazione preoccupante che ha portato lo stesso Max Allegri ad invitare il gruppo a non buttare via quanto costruito in dieci mesi. Infatti il traguardo della Champions League non è stato ancora raggiunto e ora in queste condizioni precarie, dal punto di vista fisico e mentale, il Milan dovrà giocarsi tutto contro Atalanta, Genoa e Cagliari.
Crollo psicologico, Milan sulle gambe: la squadra di Allegri è andata in blackout
BOTTA PSICOLOGICA. Ma è una squadra sulle gambe, svuotata e con parecchi problemi in fase offensiva. Il dato dell’attacco è sconcertante: nelle ultime cinque partite il Milan ha segnato solamente una rete, quella contro il Verona. Poi nessuna contro Napoli, Udinese, Juve e Sassuolo. La squadra di Allegri è andata in blackout ma dietro al calo c’è una spiegazione sia mentale che strutturale. Dal punto di vista delle motivazioni, infatti, a Milanello sono convinti che la sconfitta contro la Lazio nel momento cruciale della corsa scudetto con l’Inter abbia distrutto mentalmente la squadra. Lì si è capito che il Milan non avrebbe più recuperato punti e infatti da quella partita la squadra ha dato la sensazione di aver mollato e di essersi accontentata solamente della corsa Champions. Infatti dopo la partita all’Olimpico del 15 marzo, i rossoneri sono crollati nella media punti e della produzione di gioco, diventando irriconoscibili da due mesi a questa parte. E nemmeno il derby vinto ha modificato l’inerzia della stagione, segno evidente che la squadra mostra ancora dei limiti caratteriali nonostante la presenza di giocatori esperti come Modric, Rabiot e il capitano Maignan.
Milan, fattore mercato
MERCATO. C’è anche il fattore del mercato che ha inciso. Perché il Diavolo ha tirato al massimo fino a gennaio quando era solamente a un punto dal primo posto, ma in quella fase Massimiliano Allegri si sarebbe aspettato dei rinforzi per alimentare la corsa al titolo. Almeno un difensore forte e un attaccante prolifico diverso da Fullkrug, ad esempio come la Roma ha fatto con Malen. Invece il supporto dal mercato non è arrivato e alla lunga il Diavolo è incespicato lasciando punti dolorosi per strada. Il Milan è arrivato con il fiato corto a queste ultime partite dell’anno e rischia di compromettere tutto, ma Allegri ha chiesto alla squadra compattezza e soprattutto una prova d’orgoglio in casa contro l’Atalanta per mettere al sicuro il posto in Champions League, che sarebbe fondamentale per il rafforzamento dell’organico in vista del prossimo anno.
