Crollo Milan nel ritorno: mancano i gol e non solo…
Il differente rendimento del Milan tra il girone d'andata e il girone di ritorno è evidente già nei numeri classici: 42 punti conquistati nelle prime 19 partite grazie a 12 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta (media di 2,21 punti a partita), 25 nelle successive 16 con 7 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte (media di 1,56 punti a partita); i gol fatti fino al primo match di gennaio erano 32, solo 16 quelli poi messi a segno in quattro mesi, mentre è rimasto simile il numero di reti subite (15 nel girone d'andata, 14 in quello di ritorno, ma con tre match ancora da disputare). Ci sono, inoltre, altre statistiche più specifiche che confermano quanto sia calata la squadra di Allegri tra una parte e l'altra del campionato.
I numeri della fase offensiva
Innanzitutto, il Milan ora crea di meno: nel girone di andata, la somma degli xG (gol attesi) era di 32,57 per una media di 0,79 a gara, mentre in quello di ritorno (con tre partite mancanti) ci si ferma a 25,63 con una media di 1,60 a partita. È diminuita anche l'efficacia sotto porta: nelle prime 19 gare, Leao e compagni mettevano a segno un gol ogni 8 tiri tentati, mentre nelle successive 15 una rete arriva ogni 12 conclusioni; con un'aggravante: nell'ultimo mese, il Milan ha tirato pochissime volte nello specchio della porta, fino al singolo innocuo tiro di Pulisic contro il Sassuolo. In generale, la media tiri si è abbassata: quasi 14 di media a match nel girone d'andata (263 in totale), poco più di 12 nel girone di ritorno (186 in totale).
I gol subiti: i numeri
Se la media dei gol subiti è rimasta piuttosto stabile (da 0,79 reti concesse a partita si è passati a 0,88), si registra ugualmente un aumento sia nelle occasioni concesse (1,09 di media xGA all'andata, 1,23 xGA di media al ritorno) che nei tiri subiti (10,84 a gara nelle prime 19 partite, 11,62 nelle successive 15). La fase difensiva, però, si gioca sui dettagli: bastano uno-due azioni pericolose permesse agli avversari per subire gol, come accaduto, per esempio, nei tre contropiedi concessi all'Udinese che hanno fruttato lo 0-3 in favore dei friulani e nell'unica vera occasione da gol del Napoli al "Maradona", da cui è scaturita la rete decisiva di Politano.
Il verdetto in casa Milan
Oltre a diversi cali individuali nei singoli, tali dati possono avere una spiegazione tattica. Nel girone di ritorno, il Milan ha aumentato il pressing offensivo (327 PPDA_for nell'andata, 231,64 PPDA_for al ritorno), ma ha subito anche meno pressing dagli avversari (313,77 PPDA_against all'andata, 264,87 PPDA_against al ritorno), riducendo le possibilità di contropiede a favore, arma principale della squadra di Allegri. In generale, dunque, si osserva non tanto un cambio di identità di squadra o di gioco, ma una perdita, nei singoli e nel collettivo, di concretezza e continuità. Il Milan crea quasi le stesse occasioni, difende in modo simile e pressa persino di più, ma trasforma meno e raccoglie meno, pagando soprattutto l’inefficienza sotto porta e le disattenzioni difensive. Ad Allegri il compito, nelle prossime tre partite, di riportare la testa dei suoi calciatori a quella delle prime 19 partite: lo spettacolo offerto è rimasto più o meno lo stesso, ma i punti sono molti di meno. E sono quelli che contano.
