Cardinale rifà il Milan dopo il "fallimento totale": i motivi della decisione su Allegri, Tare, Furlani e Moncada
Una clamorosa rivoluzione attuata da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic ha portato a quattro licenziamenti al Milan dopo il fallimento della stagione calcistica. La sconfitta contro il Cagliari, con la mancata qualificazione in Champions per il secondo anno consecutivo, ha avuto un effetto devastante. Il proprietario americano ha scelto di mandare tutti via, con i consigli di Ibrahimovic e Calvelli, entrambi della galassia Redbird. A farne le spese sono stati Massimiliano Allegri, Igli Tare, Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani. «Dopo la delusione della scorsa stagione, il mandato definito dalla proprietà per il club era chiaro: tornare in Champions e costruire le basi per vincere e rimanere con continuità ai vertici della Serie A - recita la nota ufficiale -. Il finale di stagione, però, è stato ben al di sotto del livello e l’ultima deludente sconfitta ha trasformato la stagione in un fallimento inequivocabile. È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell'area sportiva del club».
Milan, via tutti
Una rivoluzione totale, che ha coinvolto allenatore e direttore sportivo, ma anche direttore tecnico e soprattutto l’amministratore delegato. Furlani ha pagato la scarsa capacità di fare squadra con gli altri dirigenti. Cardinale aveva pensato al suo addio a prescindere dall’esito del match contro il Cagliari. Su Allegri invece il proprietario americano è rimasto deluso dal gioco degli ultimi mesi in cui non sono arrivati risultati. Il Milan, infatti, da febbraio in poi è crollato e nel girone di ritorno ha collezionato solamente 28 punti. Nemmeno il mercato messo in piedi da Tare è stato convincente, così come il modo di lavorare in questi anni del capo scout Moncada.
La lista di Cardinale
Cardinale ha fatto capire di voler scendere in campo e prendere in mano la situazione dopo quattro anni di cattivi risultati. Insieme a Ibra e Calvelli prenderà decisioni in prima persona, senza più delegare. Adesso andranno scelte figure apicali per la società, come il nuovo ad, poi si andrà a puntare su un nuovo ds e infine sull’allenatore. Nel ruolo di ad piace molto Giovanni Carnevali del Sassuolo ma nella lista di Calvelli ci sono anche profili stranieri. Risulta complicato, invece, un ritorno in società di Adriano Galliani. Sull’allenatore l’idea è prendere un profilo giovane che proponga qualcosa di nuovo come ha fatto Fabregas con il Como. Nelle prossime ore ci saranno altri incontri e telefonate per Ibrahimovic e Cardinale, insieme a Calvelli i due cercheranno di riempire le caselle il prima possibile per dare il via al mercato in vista della prossima. Per quanto riguarda Paolo Scaroni, si occuperà molto di più dello stadio che dell’aspetto sportivo.
Ai tifosi non basta
Per i tifosi del Milan, però, la rivoluzione attuata in queste ore non basta. Infatti hanno chiesto a Cardinale di vendere il club e di allontanare anche Ibrahimovic. Sono stati eloquenti due striscioni esposti ieri davanti alla sede della società: «Cardinale go home», il primo, e poi «Non deve restare nessuno, via anche Ibra subito». Intanto l’ex dirigente Paolo Maldini, il vero sogno di tanti milanisti, è stato a Istanbul per incontrare Hakan Safi, uno dei candidati alla presidenza del Fenerbahce, cher ne ha parlato così: «Una mente calcistica brillante, un leader appassionato e, cosa più importante, un vero amico. Abbiamo avuto grandi discussioni sul calcio e sono sicuro che continueremo a condividere molti altri momenti in futuro».
