La furia dei tifosi sul Milan: Cardinale e Ibrahimovic sotto processo. Tanti volantini spuntati in città

Lo svedese in particolare non è più un idolo: rabbia per i suoi post social. Cosa sta accadendo
Antonello Gioia
6 min

MILANO - La protesta dei tifosi milanisti dura ormai da diverse settimane e i suoi decibel sono destinati ad aumentare ancora nelle prossime ore e nei prossimi giorni: a farla da padrone, infatti, è la rabbia per la gestione scellerata - ai limiti del dilettantesco - del club da parte della proprietà Redbird. I primissimi effetti si sono già visti con il poker di licenziamenti all’indomani di Milan-Cagliari, di Furlani, Moncada, Tare e Allegri. Ciò nonostante, la situazione è peggiorata. Anzi: molto lascia pensare che si possa scavare ancora più a fondo nel disastrato pozzo rossonero. Per questo motivo, la tifoseria sia in Italia sia all’estero, sia per le strade che sui social, sta tirando su contestazioni mirate, frequenti, veementi e roboanti. Fino al comunicato durissimo diramato ieri dalla curva non possiamo permettere che trasformino il Milan in un’azienda priva di valori e identità»). E’ attesa anche una grande manifestazione.

Milan, i volantini

Nella notte scorsa, sono apparsi nella città di Milano diversi striscioni, appesi un po’ ovunque: lungo le torri di San Siro, davanti a Casa Milan, in metropolitana, sui tram, sui pali dell’illuminazione pubblica e in alcuni luoghi strategici della viabilità cittadina. Il messaggio è chiaro: “Cardinale devi vendere”. In primo piano vi è la foto individuale del numero uno di Redbird, accompagnata da uno scatto col presidente Paolo Scaroni e da uno con Zlatan Ibrahimovic; sui loro volti campeggia la scritta in maiuscolo: ”Liberate il nostro Milan”. In basso, sono poi riassunti in un elenco spicciolo i motivi principali della protesta: “Devastazione di storia, identità, passione e Milanismo; Sfruttamento speculativo del marchio; Aumento dei prezzi di biglietti e abbonamenti oltre ogni decenza; Sabotaggio dell'ambiente e del tifo organizzato; Manifesta incapacità su tutti i fronti societari”. Nelle ultime ore i volantini hanno fatto il giro d’Italia e tantissime città, soprattutto quelle sedi di Milan Club, ne sono state tappezzate. A breve, supereranno anche le Alpi.

Il caso Ibrahimovic

Il caso più clamoroso delle proteste milaniste è legato alla figura di Ibrahimovic, passato da idolo assoluto a nemico primus inter pares, da quando ha appeso gli scarpini al chiodo per diventare un dirigente che dirigente non è, un uomo di calciomercato che calciomercato non fa, un esperto di finanza e di trattative che non tratta, un influencer dai post inopportuni e un opinionista televisivo in un periodo storico non adeguato a volare oltreoceano con un microfono in mano.

Esempio pratico. Negli ultimi tre giorni, lo svedese ha pubblicato tre post pubblicitari: il primo con Lewis Hamilton; il secondo con Nike (nonostante il Milan abbia da anni Puma come sponsor tecnico); e il terzo, ieri, con Fox Sports. Il tenore dei commenti sotto ognuno di essi è facilmente immaginabile: 300 milioni di follower totali sui social e una miriade di commenti solo da parte dei milanisti inferociti. Considerando la situazione, dunque, nessun ad, nessun direttore tecnico, nessun allenatore, nessun calciatore dal mercato, potrà risollevare la reputazione di Cardinale e di Ibrahimovic.


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