Napoli, retroscena Meret: cosa pensano davvero i compagni di lui

L'errore sul gol di Barrow non ha creato timori: il portiere potrà riscattarsi contro la Roma
Napoli, retroscena Meret: cosa pensano davvero i compagni di lui© LAPRESSE
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Fabio Mandarini

NAPOLI - Un grandissimo portiere e un errorino: sono le due espressioni scelte da Luciano Spalletti domenica, dopo la partita con il Bologna, per definire Alex Meret e l'episodio di cui è stato protagonista - ahilui - in occasione del gol di Barrow. Poche parole che però valgono tanto: il Napoli ha fatto quadrato intorno ad Alex sgombrando immediatamente il campo dagli equivoci. Lo hanno fatto i giocatori in campo, subito dopo il 2-2 di Musa, e poi l'ha fatto l'allenatore. E sia chiaro: i gesti e le parole non profumano di circostanza, piuttosto di squadra. Di squadra vera: quella che lui ha difeso a testa alta e grandi parate in campionato e in Champions.

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Azzerare

E allora, la porta non gira. Non scricchiola: è andata com'è andata, è successo che Meret ha sbagliato una presa (fatale) e un'uscita (tutti illesi) ma ora comincia un'altra partita. Un'altra settimana che porterà dritti alla grande sfida di domenica con la Roma all'Olimpico, e come dice il signor Luciano bisogna azzerare. Tutto: la vittoria e anche gli errori. L'errorino di cui sopra: quel bolide da fuori di Barrow non era per niente irresistibile, anzi, e sebbene Alex abbia una palese responsabilità tecnica, proprio lui che di tecnica ne ha in dote un quintale, è fondamentale allontanare i fantasmi e ritrovare la serenità che fino a domenica lo ha accompagnato in Italia e in Europa. E in sede di un rinnovo meritato, smarrito, inseguito, riconquistato e poi firmato a dispetto dei santi baschi e costaricani.

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Serenità

Sì, Kepa e Navas sono ancora al Chelsea e al Psg e il portiere del Napoli è lui. Alex Meret. E d'accordo, con il Bologna è andata male e poteva anche andare malissimo se Osi e gli altri non l'avessero raddrizzata in un clic, però è così che va. Capita nel calcio come nella vita: l'importante è rialzarsi al volo e poi rimettersi a volare. L'importante è ricordare quelle certezze che sin dall'inizio della stagione, dopo un'estate tremenda di dubbi e umani timori, hanno accompagnato il suo percorso di (notevole) crescita. La fiducia e l'affetto, tra l'altro, non mancano: i compagni e Spalletti, dicevamo, ma anche la gente. Il popolo azzurro: nessuna critica, nessun fischio e soltanto applausi di incoraggiamento. Vorrà pur dire qualcosa, no? 


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