Napoli, ballottaggio in porta: Conte sceglie il numero uno© FOTO MOSCA

Napoli, ballottaggio in porta: Conte sceglie il numero uno

La concorrenza tra Meret e Milinkovic-Savic si è accesa nell’ultima settimana tra Firenze e la Champions League
Fabio Mandarini
6 min

Scritto, diretto e parato a quattro mani: è il Napoli dei due portieri, Alex Meret e Vanja Milinkovic-Savic. Anzi, noblesse oblige, è il Napoli che Antonio Conte ha consegnato nelle mani di due alfieri della porta di alto livello, difficilmente eleggibili alla vigilia, intercambiabili a seconda delle esigenze, delle storie ed evidentemente dei momenti. Delle circostanze. La certezza è una: fino alla fine della stagione sarà un tormentone e insieme un tormento. C’è uno oppure l’altro, forse Vanja o forse Alex. Già, ma chi gioca? Alla domanda delle domande, la più gettonata sul pianeta azzurro sin dalla vigilia della prima di campionato con il Sassuolo, ha risposto più volte Conte: «Sono due ottimi portieri, ci sarà spazio per entrambi. E comunque, loro già sanno chi giocherà domani». Ma domani, cioè oggi, è solo sabato. Ieri al centro sportivo di Castel Volturno è andato in scena un classico allenamento post partita di rientro da Manchester, e alla gara contro il Pisa al Maradona mancano ancora settantadue ore (o giù di lì). Magari domani scopriranno a chi toccherà. E in ogni caso sarà un successo per qualcuno, il sorpasso: al momento la sfida tra amici è sul 2-2, due volte dall’inizio Meret e due Milinkovic. Palla al centro, qua il guanto: qualcuno, lunedì, diventerà un pizzico più titolare dell’altro. Fino alla prossima volta.

Il debutto

A conti fatti, la sintesi di questo grande girotondo partito con l’acquisto del gigante serbo dal Torino per 21,5 milioni di euro è che fuori la porta del Napoli regnano dubbi che per Conte, comodamente sistemato all’interno dell’uscio, ogni volta sono il simbolo di un’opportunità. E se le prime due giornate di campionato sono state più che altro la prosecuzione di un percorso iniziato un anno fa con la scalata fin su la vetta, è stata l’ultima settimana di impegni sull’agenda della squadra ad aver introdotto il romanzo. Per cominciare: a Firenze, alla vigilia della partita contro la Fiorentina, Meret rimedia un affaticamento muscolare che lo esclude dalla serata del Franchi, gli toglie la terza di fila da titolare e consegna la prima a Milinkovic-Savic. Esordio assoluto, con gol incassato nel finale un po’ così: il primo dopo due clean sheet. Poi, Manchester, giovedì, si parte anche in Europa: Alex recupera ma Conte spedisce in porta Vanja per scelta tecnica (spiegazione testuale). Uno con la sua capacità di calcio e palleggio, evidentemente, è ritenuto più idoneo ai codici della partita contro il City. E così, Milinkovic debutta in Champions: ha fatto un Mondiale ma la grande coppa non l’aveva mai giocata. «Un sogno», scriverà sui social. E molto, molto convincente è stata la sua prestazione: grandi interventi su Rodri, O’Reilly, Gvardiol e sul tiro di Reijnders deviato-smorzato da Politano. Insomma, mica soltanto costruzione e lanci lunghi. Tra l’altro un piano di gioco fallito per forza di cose dopo l’espulsione di Di Lorenzo.

Le opportunità

Fatto sta che Conte per il momento ha dosato e orientato le scelte in base ai momenti, alle contingenze (vedi infortunio) e agli avversari. In totale coerenza con le premesse: dicevamo, ha ritenuto che il mercato dovesse rinforzare tutti i reparti aumentando la profondità della rosa in maniera adeguata anche in porta, e dalla concorrenza ha creato le famose opportunità, accettando il rischio delle conseguenze dell’incertezza anche in relazione al ruolo del portiere. Generalmente meno coinvolto nelle logiche del turnover. Conoscendo le sue capacità di gestione delle risorse umane, e alla luce dalla quantità di partite in calendario fino alla fine della stagione, è davvero molto probabile che Meret e Milinkovic chiuderanno con carnet egualmente pieni e soprattutto carichi e sereni come in questa prima fase.

Il precedente

La prossima scelta andrà in scena in vista della sfida di lunedì contro il Pisa al Maradona. E si ripeterà a San Siro con il Milan e ancora a Fuorigrotta con lo Sporting Lisbona, nella notte che segnerà il debutto in Champions della squadra davanti ai propri tifosi. Lo stadio è già sold out: saranno brividi, altroché, ma questa è un’altra storia. Per la cronaca, Meret ha già vissuto all’epoca di Ancelotti, Gattuso e Spalletti una convivenza con un collega di pari livello: David Ospina. Il dualismo parte per necessità nel 2018, in estate: Alex s’infortuna gravemente al primo allenamento del primo giorno di ritiro e il club compra il colombiano. E per tre campionati, i due, si dividono la porta. Poi, nel 2021-2022, Ospina prende il sopravvento prima di salutare a fine stagione. Anche Meret è pronto a partire, quasi accetta lo Spezia, ma alla fine resta al Napoli. E in due anni solari vince due scudetti da titolare indiscusso. È storia.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli