Il Napoli riabbraccia Di Lorenzo: lunedì contro il Bologna può tornare titolare
La solitudine finirà dopo cento giorni: in un colpo solo Di Lorenzo si riprenderà il Napoli e la squadra ritroverà il suo capitano. E il tutto, in un giorno cruciale per la qualificazione alla prossima Champions: basterà una vittoria con il Bologna per mettere (aritmeticamente) in tasca il pass che vale il ritorno immediato nell’élite d’Europa, e visto che nel conto bisogna anche aggiungere che con Italiano non è mai facile sarà fondamentale avere un alleato in più. Il ritorno di uno degli uomini simbolo degli ultimi due scudetti e della Supercoppa non sarebbe potuto capitare in una notte migliore: mai banale Di Lorenzo, anche nelle scelte del destino. Il gioco si fa duro e un atleta duro come l’acciaio si rimette a giocare al fianco dei compagni. Probabilmente dal primo minuto nei tre centrali, è ancora presto con due allenamenti da completare prima della sfida, ma in ogni caso è pronto: i 94 minuti dell’allenamento congiunto contro la Scafatese, indossati giovedì con la solita fierezza al centro sportivo di Castel Volturno dopo più di tre mesi dall’ultima partita, sono un indizio concreto.
I cento giorni
Il capitano ritroverà il calcio vero e una giornata ufficiale al centesimo giorno: l’uscita di scena il 31 gennaio, contro la Fiorentina al Maradona. In barella e con le mani sul volto, a schermare le lacrime e allontanare l’odore di uno spettro tremendo: la rottura del crociato. Di Lorenzo credeva davvero che il ginocchio sinistro avesse fatto crac: un movimento innaturale, una danza del dolore e bum. Steso sull’erba, con Vergara di sasso e la squadra in panne: arrivederci a tutti, Mondiali compresi. L’America è andata sul serio, la Nazionale non ce l’ha fatta, e invece Giovanni è stato un lampo. Il giorno dopo la paura s’era già trasformata in gloria pura: visita incredibilmente positiva, soltanto una distorsione e questa volta solo lacrime di gioia. E poi una riflessione: dopo mezzo anno di lotta contro un problema al piede sinistro, quale migliore occasione di questo periodo di pausa forzata per risolverlo? «Forse non tutti lo sanno, ma ho giocato per sei mesi sul dolore. Ora la situazione è diventata insostenibile, mi opero. Approfitto dello stop forzato». Detto, fatto. E ritrovato.
La corsa Champions
Cento giorni dopo, dicevamo. E più di cento vale Di Lorenzo, 33 anni ad agosto e una media di 45 partite a stagione nelle sei precedenti. Un’infernale macchina da calcio, l’insostituibile di tutti gli allenatori: da Ancelotti a Conte, da Sarri a Spalletti. Nessuno ha mai voluto e potuto rinunciare a lui e il capitano non s’è mai fermato: non è casuale che nonostante tutto sia ancora il sesto per minuti complessivi della rosa del Napoli (2.751). Incredibile ma vero. Come anche pensare che quello di gennaio sia stato il primo infortunio a tagliarlo fuori per così tanto tempo dal 2019: dodici partite, undici in campionato e una in Coppa Italia, più la panchina di una settimana fa a Como. Il rientro, però graduale, da spettatore. Ma lunedì sarà un’altra storia. Da Champions.
