Napoli-Sarri, non ci sarà un ritorno: De Laurentiis e Manna virano su Allegri e Italiano
Arriva il momento in cui certe interpretazioni diventano conclusioni: il Napoli ha accontentato Maurizio Sarri in tutte le sue richieste ma lui, alla fine, non ha ancora superato tutti i dubbi che negli ultimi giorni hanno ampliato le distanze fino a farle diventare incolmabili. E questo a prescindere dai giorni che gli occorreranno per liberarsi dalla Lazio, a cui è formalmente legato da un contratto fino al 2028: lo aspetta la Dea. Negli ultimi due giorni l’irrigidimento è diventato irritazione: non c’è più tempo, no. De Laurentiis e il ds Manna hanno fretta di costruire il futuro e assicurare al club un domani ambizioso, all’altezza del talento e della qualità di una squadra che ha giocatori importanti e una stagione tremendamente impegnativa ma altrettanto gratificante all’orizzonte. Campionato, Champions, Coppa Italia: Conte lascerà basi solidissime ma il nuovo ciclo deve partire sulle ali dell’entusiasmo e delle certezze. Il Napoli ha vinto due scudetti e una Supercoppa italiana dal 2023 e non vuole smettere bruscamente, nonostante l’addio di Antonio. E così, dopo un’altra giornata trascorsa ad attendere una risposta positiva che non è arrivata, sono state tirate le somme e gli scenari hanno preso forma: Sarri è orientato verso l’Atalanta. E a Bergamo ritroverà Cristiano Giuntoli, ormai prossimo ad assumere ufficialmente la direzione delle operazioni sportive, e anche Giuseppe Pompilio detto Peppe, storico braccio destro di Giuntoli che sta risolvendo il suo contratto con la Juventus. A meno di improvvisi stravolgimenti, sarà Dea e non sirena (Parthenope).
Amarcord e scelte
Vira Sarri, l’uomo a cui il club aveva pensato di affidare gli oneri e gli onori dell’eredità di Conte e della gloria del Centenario, e virano anche Aurelio e Manna. Il ds non ha mai chiuso le altre piste, da manuale del mestiere, né smesso di lavorare sugli altri profili ritenuti ideali per il salto nel futuro. Magari anche pescando dal passato, sagome e volti noti agli occhi azzurri del Napoli. Uomini che in passato, ognuno a suo modo, hanno già sfiorato la panchina del Maradona. Per la verità Massimiliano Allegri ha addirittura giocato al San Paolo: è stato un giocatore di un altro Napoli, uno dei peggiori della storia e non per colpa sua (1997-1998, arrivò a dicembre mentre il gruppo già colava a picco). Poi, storia famosa, l’estate scorsa è stato a un palmo dalla panchina: aveva già la stilo tra le mani per firmare, avrebbe sostituito Conte, ma Antonio decise di difendere lo scudetto e lui tornò al Milan. Dove oggi vive una situazione di attesa, a tratti tesa: tutto sarà più chiaro lunedì, dopo l’ultima di campionato.
Italiano e il futuro
E ancora, Vincenzo Italiano. Un allenatore che De Laurentiis apprezza sin dalla sua prima vittoria al Maradona: da pilota dello Spezia, nel 2021. Aurelio andò a fargli i complimenti negli spogliatoi e lo raccontò. Gli entrò nella mente e da allora non è mai più uscito: un flirt senza sbocchi che dura da cinque anni. E Vincenzo, siciliano passionale, dopo aver battuto il Napoli con la Fiorentina l’ha fatto anche con il Bologna una decina di giorni fa. A proposito, Italiano è legato al suo club fino al 2027 mentre il rinnovo del contratto di Allegri con il Milan fino al 2028 sarà automatico con la Champions. Tecnicamente è così. E poi si vedrà.
