Frattesi esclusivo: “Sto bene al Sassuolo, ma coronerò il sogno Roma”

Ceduto nell’ambito dell’operazione Defrel, il centrocampista è stato vicinissimo al ritorno nella capitale durante l’ultima sessione di mercato. Superata la delusione è tornato grande protagonista
Frattesi esclusivo: “Sto bene al Sassuolo, ma coronerò il sogno Roma”© ANSA
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Roberto Maida
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INVIATO A DOHA - Un ragazzo biondo, appena nascosto da un cappellino blu, si avvicina all’imbarco. E’ un volo di calciatori, quello che ci ha condotti in Qatar. Qualche metro accanto passa Marco Materazzi, che ha segnato un gol di una certa importanza in una finale mondiale: «Vado a vedere qualche partita» sorride, prima di consegnare il pass all’assistente di volo. Chissà se si affaccerà negli stadi dove gioca la Francia... Davide Frattesi invece no, si concede una vacanza con la famiglia al gran completo dopo aver lasciato il ritiro della Nazionale per infortunio. C’è la fidanzata Eleonora, c’è mamma Sonia, ci sono fratello e sorella. Scalo a Doha, poi tre ore e mezza per raggiungere il paradiso delle Seychelles. «Ma solo una settimana, già il 28 si torna al lavoro. Il Sassuolo giocherà qualche amichevole in giro per l’Europa» sussurra, prima di confessare: «Non guarderò nemmeno le partite del Mondiale. Mi fa stare troppo male. Potevamo esserci noi. E invece è andata male, speriamo di giocare il prossimo e intanto ci concentriamo sull’Europeo. L’idea di essere in Qatar solo di passaggio mi dà fastidio». A Frattesi invece piace sapere che la Roma non lo ha dimenticato. Tiago Pinto lo ha messo nel mirino l’estate scorsa e non ha cambiato obiettivo, dopo averlo definito «il miglior giocatore della Serie A dopo quelli che giocano da noi». Nell’estate 2023, anche grazie alla percentuale del 30 per cento sulla rivendita che garantisce uno sconto sul cartellino, l’affare può finalmente andare in porto. Magari con l’inserimento di uno o due giovani che interessano al Sassuolo

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Frattesi, chi vince in Qatar? 
«Mi pare un torneo aperto. Per me sarà determinante il fattore infortuni, perché veniamo da un periodo in cui abbiamo giocato davvero tanto. Tra le solite favorite mi incuriosisce la Germania».

La giovane Germania. 
«Giovane? Per noi. Musiala ha 19 anni ma ha già fatto 100 partite nel Bayern. Solo in Italia un calciatore di 19 anni è considerato giovane. E noi di ragazzi bravi ne abbiamo, guardate ora Miretti e Fagioli. E’ un discorso culturale, in questo ragioniamo in modo diverso dagli altri». 

Questo meccanismo l’ha penalizzata? 
«Quando la Roma decise di vendermi al Sassuolo ci rimasi male perché speravo di vivere tutta la carriera lì. E’ stata un’ansia da distacco. Ma razionalmente ho capito la logica della società che doveva chiudere una trattativa (per Defrel, ndi). E sono contento della strada che ho fatto. Ho girato tanti posti e ho sempre giocato, raggiungendo un buon livello di maturità».

L’estate scorsa, seconda beffa. 
«Sì, stavolta ero convinto che fosse tutto fatto. E ho già spiegato di aver pagato questa delusione con un ritiro estivo inadeguato, irrispettoso verso il Sassuolo. L’allenatore, Dionisi, mi ha dovuto allontanare un paio di volte dall’allenamento perché non ero concentrato. Giusto così. D’altra parte anche qui, capisco la Roma: non poteva aspettare tutta l’estate per prendermi. E capisco il dottor Carnevali: non poteva smantellare la squadra e aveva già incassato tanti soldi da Scamacca e Raspadori». 

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Non era una questione di denaro invece tra Frattesi e la Roma. 
«Ma scherziamo? Ti racconto questa. Quando il mio procuratore Giuseppe Riso discuteva del contratto con Tiago Pinto, io gli ho dato una botta con il gomito per fargli capire che non me ne fregava nulla di un euro in più o in meno. Volevo solo giocare nella Roma».

Vuole ancora? 
«Certo. E prima o poi sento che ce la farò. Anzi, come si dice dalle mie parti, je la faccio».

Già a gennaio? 
«Non credo, perché penso che il Sassuolo adesso abbia bisogno di me, magari in estate sì. A Riso l’ho detto (ride, ndi): hai fatto i contratti di Mancini e Cristante, ora tocca pure a me! Scherzi a parte, io al Sassuolo sto bene e ho grande rispetto del club e dei tifosi che mi hanno sempre trattato benissimo. Vediamo più avanti cosa succederà».

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E’ solo la voglia di tornare a casa o c’è dell’altro? 
«La Roma è tutto per me. Sono nato a Fidene, a cento metri dal mio amico Scamacca. L’idea di segnare un gol all’Olimpico con quella maglia, davanti a tutte le persone che mi vogliono bene, completerebbe il mio percorso. Sarebbe come dire: ecco, ora ce l’ho fatta davvero».

Ma lei ha giocato anche in Nazionale. Qualche soddisfazione se l’è già tolta da calciatore. 
«Quello è un sogno che viene mano a mano, quando cominci a giocare. La Roma c’era prima».

E se le offrono un’altra squadra? 
«Qualcosa c’era anche l’estate scorsa, le proposte non mancano. Ma io ho espresso una preferenza». 

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