Gasperini: “Non siamo mosci, Dybala ha chiarito. Ferguson sta dando risposte negative in campo”
"Le parole di Dybala dopo la sconfitta con il Viktoria Plzen? Lì per lì mi hanno non mi erano piaciute, ma ci siamo chiariti nello spogliatoio con tutti i quanti. Non devono esistere parole come mosci o sottovalutazione dell'avversario. Accettiamo di avere dei limiti, ma questo gruppo non merita che venga messo in discussione dal punto di vista dell'atteggiamento. Sarebbe preoccupante se sbagliassimo sotto questo punto di vista. Domani Paulo può giocare, ha un'ottima resistenza, deve iniziare a calpestare di più l'area e a fare gol e assist. Non deve fare il centrocampista, lui è un attaccante. Ora sta molto bene e questomi fa ben sperare". Così Gian Piero Gasperini alla vigilia di Sassuolo-Roma, gara valida per la nona giornata di Serie A. Il tecnico dei giallorossi ha iniziato la sua conferenza stampa dichiarando: "Manca l'attitudine ad attaccare l'area, è il problema principale, ma si tratta di una caratteristica allenabile. In attacco, come in difesa, si gioca di reparto lavorando sulle posizioni, sugli smarcamenti e altro ancora. Dobbiamo recuperare tutti i giocatori. Dopo Dybala è tornato Bailey e ora bisogna dare una risposta in quel senso".
Gasperini, il chiarimento sulla richiesta di un esame di coscienza della squadra
Dopo il match di Europa League contro il Plzen, Gasperini aveva parlato della necessità di un esame di coscienza, ma chiarisce: "Intendevo che bisogna lavorare assieme per capire come giocare in zone più pericolose, soprattutto dentro l'area, come si attacca la profondità e come si creano i presupposti per fare gol. Mi consola che, finora, c'è sempre stata una reazione, a dimostrazione che dal punto di vista atletico ci siamo".
Gasperini su Ferguson: "Ieri gli ho visto fare il primo allenamento giusto"
Su Ferguson: "Finora ha preso parte a 9 partite su 10. Lui deve dare delle risposte sul campo, al momento stanno mancando in maniera evidente. Ieri gli ho visto fare il primo allenamento giusto. Ha 21 anni ed è reduce da campionati in cui ha giocato poco. Bisogna dargli fiducia, com'è giusto che sia, ma l'unica soluzione è quella di lavorare. Non è necessario giocare sempre con un centravanti alto e fisico, quello che conta sono altre cose come la velocità, la tecnica, l'abilità nel tiro e nel triangolare. Certo, se poi hai qualcuno che ti risolve dei problemi meglio ancora".