Giacomazzi: "Bravo Lecce, ti sei preso la rivincita"

Il primo capitano dei giallorossi ad alzare il trofeo della Serie B (nel 2010): "Ora si può continuare a scrivere altre importanti pagine di storia"
Giacomazzi: "Bravo Lecce, ti sei preso la rivincita"
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Un sudamericano salentino: così oramai si può definire Guillermo Giacomazzi, che in Uruguay ci è nato e cresciuto per il resto la sua vita è tutta a tinte giallorosse, un legame fortissimo che va ben oltre il calcio ma che si è addirittura addentrato anche nell’ambito familiare. Prima di Lucioni, Giacomazzi era stato l’unico calciatore giallorosso ad alzare al cielo il trofeo del primo posto in Serie B.

Lecce in Serie A, Baroni: "Orgoglioso dei ragazzi"
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Lecce in Serie A, Baroni: "Orgoglioso dei ragazzi"

Che emozione è stata vedere il Lecce tornare a vincere il campionato dopo dodici anni? L’ultima volta su quel podio c’era lei, adesso è stato il turno di Lucioni.

«Come leccese acquisito è stato bellissimo, c’è stata la rivincita dello scorso anno in cui anche quella formazione avrebbe meritato il pronto ritorno in Serie A. È stata una grande emozione che sono felice di aver condiviso con tutte quelle persone che collaborano con la società che è composta da uno straordinario gruppo di professionisti che vivono in funzione della squadra».

Una promozione che è figlia di un progetto questa però che valore ha?

«Le promozioni sono tutte uguali, perché significa che hai raggiunto l’obiettivo. Ora però c’è da porre delle basi importanti per attrezzare una squadra importante per il prossimo anno affinché si possa raggiungere un traguardo ancora più grande come quello della salvezza che sarebbe veramente straordinario per questo territorio».

Nel Lecce di questa stagione è emerso un giocatore che gioca in quella che era la sua posizione, Morten Hjulmand. Cosa ne pensa del talento danese?

«Lui è un play marcato. Mi auguro che il direttore Corvino riesca a trattenerlo nel Salento. Credo che sia fondamentale per la sua crescita perché a Lecce troverebbe spazio. Penso però che il mister debba osare di più con lui, sarebbe bello vederlo più vicino alla porta, ha i piedi per per fare l’ultimo passaggio ma soprattutto una straordinaria intelligenza tattica che si vede quando la squadra è in fase di non possesso. È straordinario quando deve intercettare il pallone riesce sempre a leggere in anticipo la linea di passaggio».

Che futuro vede per lui?

«Mi auguro ancora nel Lecce di Baroni, ma ha tutte le qualità per poter diventare un giocatore di fascia alta, non mi meraviglierei se tra qualche anno dovessi vederlo protagonista in Champions League, ha le caratteristiche ideali per il calcio moderno».

Non solo Hjulmand, ci sono tanti altri talenti in questo Lecce? Quanto merito c’è di Corvino?

«Di Pantaleo c’è tanto, sia nella costruzione della sqaudra che è equilibrata con giocatori che hanno rispettato le aspettative, giovani con delle qualità importanti. E poi ci sono giovani di prospettiva, con ragazzi interessanti che in A possono dire la loro. Corvino e Sticchi sono stati bravi a gestire i momenti in cui la situazione chiedeva una gestione supplementare, così sono stati abili a mantenere il profilo basso anche quando le cose andavano per il meglio».

Il Lecce non è solo un affare di sport, ma anche di famiglia? Presto diventerà nonno giallorosso?

«Sono molto contento per mia fi glia e per Tony Gallo che hanno deciso di intraprendere questo percorso. Il compito della mia famiglia è quello di accompagnare questi due ragazzi. La mia è una famiglia a tinte giallorosse, oltre al nipote anche mio figlio che gioca nel Lecce under 16».

Come vede la prossima Serie A? È stato il primo capitano dei giallorossi ad alzare il trofeo della Serie B (nel 2010).

«Prima di tutto bisogna capire che cosa ha in mano Pantaleo Corvino dal punto di vista economico. Sicuramente la società investirà su giovani, magari più pronti rispetto a quanto fatto fi no a questo momento. In Serie A però non si può fare a meno di giocatori di categoria e d’esperienza che possono essere importanti a gara in corso così come però nello spogliatoio nella gestione dei momenti».

Lei come si comporterebbe?

«Io terrei i ragazzi più giovani, dopo quanto fatto nel corso di questa stagione in B meritano di continuare il loro percorso di crescita in A. Non mi permetto di fare nomi, ma uno è inevitabile: Hjulmand. Lui potrebbe essere un giocatore importante. È obbligatorio però ripartire anche da Coda e Lucioni, due che conoscono la piazza e lo spogliatoio e che potrebbero avere un ruolo di straordinaria importanza per chi arriverà nel corso dell’estate».

Di cosa si occupa oggi Giacomazzi?

«La mia collaborazione con la nazionale maltese continua piacevolmente. La mia priorità in questo momento è quella di stare vicino alla mia famiglia, saranno mesi importanti per tutti, anche per mio figlio che deve essere seguito nel suo percorso di crescita sportiva. Contemporaneamente sto studiando e mi sto formando grazie all’esperienza maltese dove ho trovato uno staff di alto livello che mi sta aiutando tantissimo».

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