Alcaraz, la bufera dopo Wimbledon e il retroscena che chiarisce tutto: "Ha deciso perché..."
Le polemiche ci sono state. Come se fosse scontato vincere ogni Slam. E invece, dopo il ko di Wimbledon, Carlos Alcaraz, soprattutto in patria, si è trovato ad affrontare (soprattutto sui social) critiche forti. Molte immeritate. È capitato anche a Sinner, perché quando l'attesa è alta, così come la pressione, tutto viene amplificato. Per questo quando Carlitos, al termine di qualche giorno di vacanza - ma stavolta niente Ibiza - ha deciso, come Sinner, Djokovic e altri, di dire no a Toronto, qualcuno si è messo di traverso. Come se fosse scontato dover giocare sempre per recuperare punti a Sinner. Alcaraz ha detto no e ha ascoltato il suo corpo. In questo senso un articolo di Marca, tra analisi e retroscena, chiarisce tutto.
Alcaraz e il no a Toronto, chiarimenti e retroscena
Scrive il quotidiano spagnolo: "Il cinque volte vincitore di uno Slam ha affrontato molte settimane di intenso lavoro, sia fisico che emotivo. Il tour sulla terra battuta ha avuto il suo peso su di lui. Wimbledon gli ha richiesto un grande impegno. Il conto inizia a vedersi in ogni gesto, in ogni sessione di allenamento. Ed è qui che sta la differenza tra un giocatore che compete e uno che lo fa con una visione. Invece di forzare la macchina, Charly sceglie di affinarla. Non riposa per debolezza, ma per maturità. Perché sa che il tennis non si vince solo in campo, ma anche con la gestione". Alcaraz, quindi, ha capito che per arrivare al top a New York deve giocare a Cincinnati, per riprendere confidenza con il cemento, ma non doveva esserci a Toronto. Riposarsi e allenarsi: questa è la ricetta.
Bufera Alcaraz, la reazione di Carlos
Quindi, in sintesi, Alcaraz ha pensato solo a se stesso, senza preoccuparsi di polemiche, bufere, voci e indiscrezioni. Quelle le lascia agli altri: "Il dibattito è aperto. Non giocare in Canada significa perdere il ritmo competitivo, certo. Significa anche esposizione, partite difficili e adattamenti sui campi in cemento. Ma la pausa potrebbe avere più valore di quanto sembri. L'aspetto fisico è parte della discussione, ma quello mentale non è il meno importante". E proprio questo rappresenta una grande lezione, che ha molto da insegnare a tutti: fermarsi, a volte, è necessario. Alcaraz, soprattutto con tanti tennisti che, a partire da Tsitsipas e Zverev stanno affrontando momenti complicati, ha capito che la mente viene prima del corpo. Un po' come il suo grande rivale Sinner. Giovani sì, ma anche molto maturi.
