Keith Lee esclusivo: "Voglio il titolo WWE, prima però sistemo Braun Strowman"

The Limitless si racconta: "Non ho mai cambiato obiettivo da quando sono entrato in questa compagnia. Voglio lottare con i migliori"
Keith Lee esclusivo: "Voglio il titolo WWE, prima però sistemo Braun Strowman"

ORLANDO (Florida) - Secondo le stime ufficiose più recenti Keith Lee è una montagna di muscoli alta 188 cm e pesante circa 160 kg. Un "big man", insomma, tanto per utilizzare il gergo del wrestling, che però rispetto agli altri giganti ha un suo particolare stile sul ring, paradossalmente più simile a un cruiserweight che a un peso massimo. Da qui il soprannome "Limitless" che lo sta accompagnando nella sua avventura in WWE, come racconta l'atleta su corrieredellosport.it: "So che possa sembrare strano, ma in fondo faccio quello che è naturale per me. Sono le caratteristiche che utilizzavo quando giocavo a football, basket o negli altri sport che ho praticato. Il calcio? Sì, mi piace molto e lo guardo spesso. Non sono mai stato fortissimo, ma so giocare. Diciamo però che non avevo l’abilità giusta per diventare un calciatore, pur avendo provato anche quello. Sono sempre stato così eclettico e duttile. Ho provato a portare queste mie doti nel wrestling. Le cose che vengono naturali, in genere, sono anche percepite come reali e organiche. E questo è l'effetto che cerco di produrre".

Keith Lee, un gigante "Limitless" in WWE
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Keith Lee, un gigante "Limitless" in WWE

Keith Lee verso Survivor Series

Ci riesce bene, altroché. E non sorprendere che abbia avuto una crescita costante dal momento del suo ingresso nella più importante compagnia di wrestling al mondo. L'anno scorso ha debutto a Survivor Series da membro del team NXT, adesso si avvia a partecipare dall'altra parte della barricata, già inserito nella squadra che dovrà rappresentare Raw insieme ad AJ Styles, Sheamus, Braun Strowman e un altro ancora da stabilire, forse nella prossima puntata dello show rosso, in onda lunedì notte: "Non credo di essere cambiato molto rispetto a un anno fa. Forse c'è qualche aggiunta nel look, nella mia musica. Ma la differenza sostanziale è una, ossia che ho differenti compagni di squadra. E sono tutti atleti con i quali non condivido lo spogliatoio da molto". Effettivamente la sua esperienza nei main roster è cominciata ufficialmente solo lo scorso agosto, quando ha salutato il roster giallo-nero dopo aver vinto tutto quello che poteva, diventando il primo nella storia a detenere contemporaneamente sia il North American Championship, sia l'NXT Championship: "NXT è passione, è opportunità. Mi ha mostrato la via per chiedere sempre di più a me stesso, per lavorare sodo al fine di migliorare e fare ogni giorno di più di quello precedente. Senza limiti, tanto per utilizzare la terminologia che mi contraddistingue. E soprattutto mi ha aiutato a sfruttare al massimo ogni opportunità che mi è stata data. NXT significa costruire i tuoi progressi, NXT è il progresso".

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L'importanza di Terry Taylor

E a NXT ha potuto conoscere Terry Taylor, ex wrestler oggi tra gli allenatori nel territorio di sviluppo della WWE: "Terry Taylor è una delle persone più importanti in assoluto per quello che riguarda le mie attuali conoscenze di base. Sono stato davvero fortunato a trovarlo sulla mia strada in WWE. Lui ha contribuito molto a formare ciò che potete vedere oggi. Mi ha stimolato su molti aspetti, spingendomi a dare il massimo e aiutandomi a raggiungere grandi risultati. Anche grazie a lui adesso si è aperto un nuovo parco giochi per me, dove potrò continuare a dare il mio meglio". E pensare che prima di entrare a far parte della WWE, Keith Lee aveva fallito tre diversi provini: "Difficile da dire cosa non abbia funzionato in quelle occasioni. Credo che semplicemente nelle prime due non fossi pronto. Ed ero fin troppo convinto di quello che sapessi fare. Al terzo tentativo non so davvero, difficile da dire. C’è gente che prende delle decisioni e a cui evidentemente non ero piaciuto. Non ho fatto domande, non mi sono concentrato su quello che ormai era il passato. Il mio scopo era di guardare avanti e fare qualcosa di sconvolgente. Se ti fermi a guardare indietro è difficile andare avanti".

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Da Braun Strowman alla WWE Championship

Il suo sguardo è costantemente rivolto a raggiungere un livello più alto, senza mai accontentarsi: "I miei obiettivi sono gli stessi di quando sono entrato in WWE, cioè combattere contro i migliori. Di conseguenza la mia aspirazione adesso è quella di essere coinvolto nel giro della WWE Championship. Ma nel breve termine, e intendo subito dopo Survivor Series, credo che dovrò sistemare alcune cose con Braun Strowman. Noi abbiamo, come dire, delle opinioni divergenti, così come il modo di approcciarci ad esse. Una volta conclusa questa questione, il mio obiettivo senza dubbio sarà la WWE Championship. Se c'è un wrestler in particolare che vorrei affrontare? Dico la verità, non mi voglio precludere niente in questa mia esperienza. Adesso c’è Braun Strowman, in futuro chissà. Ci sono talmente tanti atleti con cui confrontarsi che non posso sceglierne uno. Sotto questo punto di vista la mia mentalità è molto aperta".

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La nostalgia del pubblico in arena

Di sicuro spera di poter festeggiare gli eventuali prossimi successi insieme al pubblico, cosa che adesso non è ancora possibile: "Penso che a tutti noi manchi il pubblico. Personalmente mi sono domandato cosa sia Keith Lee senza il pubblico. Voglio dire, senza nessuno che canta per lui, che lo incita. E alla fine credo che questo mi abbia reso migliore come wrestler e professionista, perché mi ha permesso di tirare fuori qualcosa in più. Quando c’è il pubblico che canta, che fa colore, che ti dà la spinta, che accende quel fuoco, tutto diventa più facile. Ti dà qualcosa di extra in più: questo è stato inizialmente un cambio drammatico per me, i colpi sul ring facevano più male senza pubblico, così come il primo giorno di lockdown. Alla fine dei conti a me manca tantissimo condividere momenti con la gente, vista l’interazione che ho con sempre avuto con loro. Credo di aver vissuto questa cosa peggio di tutti, è come se fossi sempre a fare l’allenamento con l’arena vuota. È stata ed è una cosa dura e infatti posso dire che mi manca tanto la gente. E ci tengo a inviare loro un messaggio di vicinanza con il cuore in questi tempi duri”.

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