Ippica
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Ripartenza senza risposte

Nessuna replica di Conte e Speranza alla richiesta della ministra Bellanova. La situazione ippica torna molto incerta: senza fatti nuovi, altro che corse dal 22... Per ora confermatissime quindi le manifestazioni di protesta previste per domani e venerdì. Napoli ieri non ha ricevuto il permesso del Mipaaf per l'odierna dichiarazione dei partenti per venerdì e l'ha posticipata di 24 ore

Ripartenza senza risposte
© FRANCE GALOP

Si complica, la ripartenza ippica in Italia. Ci si aspettava magari già ieri un DM o una circolare della ministra Teresa Bellanova (Mipaaf), per il via libera alle corse addirittura nella giornata di venerdì, e invece nessun atto ufficiale è spuntato dagli uffici del Palazzo dell’Agricoltura. Soltanto un comunicato stampa della stessa ministra intorno alle 14, nel quale è stato riportato il contenuto di quanto scritto e inviato lunedì dalla titolare del Mipaaf al premier Giuseppe Conte e al collega Roberto Speranza (Salute).

Ne avevamo dato notizia già ieri, di questo carteggio (o mail, come preferite...), nel quale appunto la Bellanova sollecitava la data del 22 maggio per la ripresa delle corse a porte chiuse, parlando dei danni subiti fin qui dall’intero comparto ippico con il blocco da Covid-19, durante il quale però l’attività di allenamento dei cavalli negli ippodromi e nei centri privati invece non s’è mai fermata, proseguendo invece  in totale sicurezza come da disposizioni indicate proprio dal Ministero della Salute, con una movimentazione di animali e persone inferiore a quella che sarebbe coinvolta per garantire un normale convegno di corse. La ministra ha poi dato notizia dell’adeguamento delle Linee Guida sanitarie, sulla base delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, per garantire «il massimo livello di sicurezza a tutte le attività oggetto di riapertura». Per il resto, ha fatto riferimento al «costante flusso di emigrazione dove le corse ippiche sono già riprese»: peccato che il riferimento sia agli allevatori che in realtà sono la categoria meno protagonista dell’esodo...

Insomma, oggi il calendario recita 20 maggio e allora viene difficile pensare alle corse dal 22: gli spifferi parlano di Conte propenso solo a provvedimenti da inserire nei DPCM e di Speranza poco disposto alla “liberazione” ippica. In assenza di fatti nuovi per oggi, ci saranno picchetti di protesta domani a Napoli, Milano, Sassari, Pisa e Siena, e venerdì a Roma, con gli ippici sempre più dibattuti tra rabbia e delusione. Un esempio è la lettera aperta che Antonio Di Carlo, ex calciatore della Roma e ora proprietario di cavalli al galoppo, ha inviato al Governo e al sottosegretario con delega all’ippica, Giuseppe L’Abbate: «Noi siamo pronti, in sicurezza lavoriamo e ci alleniamo tutti i giorni. Che differenza farebbe correre? Non è un controsenso? Allora dateci la possibilità di ricominciare, ma subito!».

NAPOLI - Intanto Napoli ha continuato con le procedure tecniche per le eventuali corse di venerdì: chiusa lunedì la raccolta delle iscrizioni, ieri ha effettuato e pubblicato il sorteggio dei numeri e per le ore 9 di questa mattina avrebbe pure effettuato la dichiarazione dei partenti, per la quale la Ippodromi Partenopei aveva chiesto autorizzazione al Mipaaf. Invece l'autorizzazione non è arrivata (anzi, non c'è stata affatto risposta alla mail inviata da Agnano) e allora partenti rimandati a domattina, nel tentativo di un recupero in extremis a quel punto ad appena 24 ore dalle corse stesse.

Tutto questo mentre la Francia da domani riblocca sì le corse nella zona rossa di Parigi e dintorni (nella foto il tondino di Chantilly in versione "lockdown”), dopo che l'attività era ripresa appena lunedì scorso, recuperandole però in altri ippodromi in zona verde.

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