"Trovato il corpo di Gesù insieme all'Arca dell'Alleanza", la scoperta che cambia tutto

L'antropologo britannico Paul Warner ha assicurato di aver trovato il corpo di Gesù Cristo e l'Arca dell'Alleanza in una doppia grotta
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L'esistenza e la presunta ubicazione dei resti di Gesù Cristo sono state oggetto di intense speculazioni e controversie per secoli, con diverse affermazioni avanzate, dibattute e smentite. Ora, un antropologo britannico, Paul Warner, ha affermato che il corpo del Messia e l'Arca dell'Alleanza sono nascosti all'interno della Grande Piramide di Giza. Secondo il ricercatore, questi importanti reperti storici sono conservati nella Grotta dei Patriarchi, una camera nascosta all'interno della piramide. Sostiene che la tomba di Gesù e l'Arca dell'Alleanza, il luogo dove erano custodite le Tavole della Legge con i Dieci Comandamenti, siano collocate all'interno di una doppia grotta sigillata da un enorme blocco di pietra, situata nei pressi di uno specifico tunnel noto come Passaggio Meridionale. Warner ha osservato che il blocco di pietra alla fine del tunnel non indica la fine della struttura e ritiene che oltre questo punto vi siano ulteriori strutture artificiali. Lo studioso ha analizzato questa teoria per ben 10 anni e nel 2021 ha presentato i suoi risultati al Consiglio Supremo delle Antichità Egiziano. Il direttore dell'Ufficio Scientifico ha osservato che queste scoperte potrebbero segnare una rivoluzione scientifica a beneficio di tutta l'umanità. A sostegno delle sue affermazioni, Warner ha fornito presunte immagini e video provenienti dalle sezioni più profonde e remote della piramide. Ha confrontato questi reperti con riferimenti ai testi sacri dell'Ebraismo, del Cristianesimo e dell'Islam, nonché con antiche iscrizioni su tavolette d'argilla mesopotamiche.

Questa scoperta potrebbe cambiare il mondo?

A detta di Warner, luoghi come il Monte Sinai, il Monte d'Israele, il Monte degli Ulivi, il Monte Sion e il Monte della Luce del Corano alludano tutti alla Grande Piramide. Per questo il dottore ritiene che la rivelazione potrebbe avere un impatto positivo nei rapporti tra popoli e fedi, contribuendo a una possibile distensione in Medio Oriente. Il suo obiettivo finale è quello di far rimuovere l’ultimo blocco che sigilla la camera, per portare alla luce l’Arca dell’Alleanza e renderla il fulcro del nuovo Grand Egyptian Museum. La notizia, se confermata, potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione storica e religiosa dell’identità di Gesù, ridisegnando le coordinate simboliche del cristianesimo. Ma per ora il dibattito resta aperto. Il progetto ha suscitato fin da subito reazioni contrastanti. Da una parte, il Consiglio Supremo delle Antichità egiziane ha mostrato apertura, tanto da inserire Warner nel gruppo internazionale della missione Scan Pyramids, il consorzio che utilizza la tecnologia dei raggi muonici per scandagliare le strutture di pietra in profondità. Dall’altra, però, alcune figure influenti nel panorama archeologico egiziano, come l’ex ministro Zahi Hawass, si sono opposte duramente, paventando il rischio di speculazioni pseudo-scientifiche e una strumentalizzazione ideologica della scoperta.


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