Cronaca
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Zangrillo: "Coronavirus addio? È solo la realtà". Pregliasco: "Carica virale più bassa"

Contro-replica del direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. E in suo supporto arrivano le parole del virologo

Zangrillo:

MILANO - Torna a parlare il prof. Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, dopo le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni a 'Mezz'ora in più': "Il Covid-19 non esiste più, qualcuno sta terrorizzando il Paese e dovrà assumersi la responsabilità". Questa volta il medico si rivolge a Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico, che si era dichiarato sconcertato: "Sono molto dispiaciuto - ha detto Zangrillo all'Adnkronos - che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti". Anche la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, aveva definito "fuorvianti" le parole di Zangrillo, che ha replicato: "Rassicuro la sottosegretaria Zampa: non ho detto che da domani ci possono essere gli assembramenti. Ho detto che sarà opportuno essere cauti per un certo periodo. D'altronde, il viceministro Sileri, che parla la mia stessa lingua, sa che parlo a ragion veduta". Il direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano aggiunge che anche l'infettivologo Matteo Bassetti, dell'ospedale San Martino di Genova, la pensi come lui: "Una ragione ci sarà...".

Coronavirus, le parole di Zangrillo e Pregliasco

E non è l'unico, visto che ne ha parlato anche il virologo Fabrizio Pregliasco, che è intervenuto così durante la trasmissione Agorà su Rai3, in merito al dibattito nato dalle parole del direttore di Anestesia del San Raffaele: "Dal punto di vista clinico i casi attuali sono oggettivamente meno pesanti. Bisogna capire se il virus sia davvero mutato". Alcuni studi avrebbero mostrato delle "varianti meno aggressive, ma non sappiamo quanto potrebbero essere diffuse. Zangrillo ha ecceduto nei toni", ma non è l'unico. "Uno studio di Clementi del San Raffaele, su 200 casi, ha dimostrato che la carica virale ora è inferiore", ha detto il direttore sanitario dell'IRCCS Galeazzi di Milano. "Anche nel nostro ospedale vediamo meno casi e meno pesanti". Tra le ipotesi "potrebbe essere che questa prima ondata abbia toccato in modo più massiccio le persone più fragili e con più comorbidità". Ciò non significa che possiamo star tranquilli. "Questo virus ci ha presi alla sprovvista. Quindi è giusto pensare al peggio". Pertanto, attenzione alla movida: "Il virus - ha concluso - ancora circola e ognuno di noi deve sentirsi potenzialmente contagioso".

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