Nave di teseo, ecco tutte le nuove uscite in libreria

Dal XY di Sandro Veronesi a Economia sentimentale del Premio Strega Edoardo Nesi: ecco tutte le novità di novembre
Nave di teseo, ecco tutte le nuove uscite in libreria

ROMA - Dal XY di Sandro Veronesi a Economia sentimentale del Premio Strega Edoardo Nesi: ecco tutte le novità di novembre della casa editrice La nave di Teseo.

XY di Sandro Veronesi

La nave di Teseo, Milano 2020

Euro 15.00, pagine 450

Se esistono le parole per dirlo, è possibile. Un albero ghiacciato, di un rosso vivo, pulsante, intriso di sangue. Una strage indicibile si è consumata ai piedi di quell’albero: undici vite strappate da undici cause di morte diverse, avvenute contemporaneamente, in un lampo. I quarantadue abitanti di Borgo San Giuda, travolti dall’onda d’urto di quella scoperta, si ritrovano al centro dell’attenzione mediatica. Semplici testimoni del male, diventano i protagonisti dimenticati di questa storia, e tutti insieme scivolano nella follia. Mète, il giovane protagonista degli Sfiorati, dopo vent’anni è diventato don Ermete, e ora che custodisce il suo segreto sotto la tonaca non può abbandonare i suoi parrocchiani. Insieme a Giovanna Gassion, giovane psichiatra in fuga da un amore finito, cercherà in tutti i modi di mettere in salvo quel mondo di poche anime perse e mute, che sembrano lontanissime ma che in realtà siamo noi. Pagina dopo pagina sembrerà di entrare in quelle case modeste dove germina la follia, di incrociare quegli sguardi disperati e soli, e infine di sentirsi lievi e salvi, una volta arresi davanti al mistero. Sandro Veronesi, due volte vincitore del premio Strega, compone un romanzo che tiene col fiato sospeso, e illumina con la forza della scrittura, nella tradizione letteraria di Balzac e Dostoevskij, le ombre più nascoste dell’animo umano.

 

Economia sentimentale di Edoardo Nesi

La nave di Teseo, Milano 2020

Euro 17.00, pagine 164

Dieci anni dopo Storia della mia gente, premio Strega 2011, Edoardo Nesi torna a parlare allo stesso pubblico: gli italiani colpiti da un nuovo stravolgersi delle loro vite. Economia sentimentale è la cronaca dal vagare di un’anima in questi mesi assurdi, e se il virus e la quarantena rimangono sullo sfondo poiché irraccontabili e già vissuti, l’attenzione dell’autore si punta sui mutamenti tellurici dell’economia, e sull’impatto che hanno, hanno avuto e avranno, sulle nostre vite di sopravvissuti. “In questi giorni sospesi l’economia mi appare sempre più una scienza viva e umanissima, certamente la più adatta di tutte le discipline a raccontare la sostanza delle nostre vite e il fervore dei nostri sogni e la miseria delle nostre paure, una stupefacente generatrice di storie e di speranze, lontana anni luce dal gelo tagliente dei numeri coi quali si usa raccontarla.” Nesi ci fa ascoltare le parole di imprenditori tessili piccolissimi, luminari della sostenibilità, baristi, industriali dell’intimo, partite IVA, disoccupati, dando voce a tutte le anime di una società smarrita e impaurita, di un popolo che ancora non si fida a sortire di casa. È un viaggio straordinario e affascinante, narrato coi toni e lo stile d’un romanzo, in cui le cose continuano a succedere e le mutazioni ad avvenire. È la cronaca delle nostre vite, raccontata da un autore che somiglia molto a ognuno di noi, perpetuamente sballottato da pietà e rabbia e amore, che sembra però intuire una via d’uscita, e mostrarcela, e come sempre in Nesi, la speranza si comunica coi libri, col leggere, con la bellezza.

 

L'opzione di Dio di Pietro Caliceti

Baldini + Castoldi, Milano 2020

Euro 19.00, pagine 420

Era una pura assenza: un vuoto, un nulla, totale. Non era più uno dei tanti nomi di Dio, come diceva l’iman: era l’unico, l’unico nome possibile, l’unico nome che lo definiva. L’Assente. La cristianità è in crisi: un violento attentato jihadista, il primo in Italia, ha fatto una strage proprio davanti a San Pietro, e ben presto una notizia altrettanto esplosiva inizia a diffondersi all’interno del Palazzo Apostolico: il Papa sta morendo. Subito nella Curia si scatena la lotta per la successione. Il candidato dei tradizionalisti è Angelo Vignale, un asceta in odore di santità, che il Papa uscente ha voluto quale suo prelato allo IOR. I progressisti puntano invece su Warren Hamilton, un ex rugbista sudafricano divenuto famoso per aver conciliato moltissimi casi di pedofilia prima che arrivassero in tribunale, facendo così risparmiare alla Chiesa un sacco di soldi. Entrambi si lanciano a cercare freneticamente il modo per sbarrare al rivale la strada per il soglio pontificio. La strategia di Hamilton consiste nel passare al setaccio i conti dello IOR sperando di trovare irregolarità che il rivale non ha notato, aiutato da Alessio Macchia, giovane prete dalla fede incrollabile, e dal fratello di lui Giovanni, un avvocato specializzato in questioni finanziarie, che invece ha perso completamente la fede. Dal canto suo, Vignale sguinzaglia il suo assistente a indagare sul passato di Hamilton, sperando di trovare qualche scheletro nel suo armadio. Mentre la polizia indaga sull’attentato, le piste si moltiplicano e l’intrigo di potere, soldi, terrorismo e compromessi all’interno del Vaticano si fa sempre più fitto. Ma proprio quando tutte le indagini sembrano essersi arenate, inaspettatamente emerge un filo che le unisce, e che porta alla luce una verità agghiacciante.

 

La modella di Klimt di Gabriele Dadati 

Baldini + Castoldi, Milano 2020

Euro 17.00, pagine 224

Sono trascorsi dieci anni da quando si è spento Stefano Fugazza, l’indimenticato direttore della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, e fervono i preparativi per la mostra che lo celebrerà. A curarla è stato chiamato Gabriele Dadati, che era il più stretto collaboratore dello studioso nell’ultimo periodo della sua vita. Quando l’allestimento è ormai concluso, avviene un fatto clamoroso: a distanza di ventitré anni dal furto, fa la sua ricomparsa in città Ritratto di signora di Gustav Klimt. Un capolavoro divenuto celebre nella primavera del 1996, quando si scoprì che il maestro viennese aveva inspiegabilmente dipinto due volte la stessa tela, e che fu sottratto al museo pochi mesi dopo in maniera rocambolesca. La notizia fa il giro del mondo. Dal «New York Times» alla BBC, da «Le Figaro» allo «Spiegel»: tutti ne parlano. Sembra quasi un risarcimento ideale per la memoria dello storico dell’arte, che a lungo aveva convissuto con il dolore e l’umiliazione per quella vicenda. Ma chi rubò l’opera? Chi l’ha restituita ora, infilandola in un sacco della spazzatura e nascondendola in una nicchia sporca e umida? E prima ancora: chi è la donna ritratta in due momenti diversi da Klimt? Qualcuno è depositario delle risposte a tutte queste domande. Con lui, all’indomani dell’inaugurazione, Dadati trascorrerà una lunghissima giornata. Scoprendo nelle sue parole una vicenda incredibile e struggente che inizia a Vienna nel 1910, attraversa tutto il Novecento e arriva fino a noi. Tra verità e menzogne.

 

Odiodio di Andrea Salonia

La nave di Teseo, Milano 2020

Euro 20.00, pagine 448

Io dubitavo tra due estremi della vita. Dubitavo della mia resistenza, e ciò rendeva la mia vita inquieta, le mie notti sudate di terrore freddo. Ero forse un bugiardo? Mi ero detto bugie per tutti quegli anni? Faustino, da piccolo, è un bambino silenzioso e indipendente: nato a Como, da una famiglia laboriosa e di idee forti, coltiva una passione per l’Inter, che lo lega al padre, e un’altra, intima e infinita, per le parole. Le annota e le pesa, le rende importanti, e attraverso di esse impara a conoscere l’intorno. Importante è il rapporto con il sagrestano del paese, Felice: esperto di piante e genuinamente saggio, Felice trasmette a Faustino un profondo interesse per la botanica, per ciò che è fragile, minuto, bisognoso d’acqua. Un giorno tutto cambia: Faustino sente Dio, vede Dio, e prende la decisione di farsi prete. Ma la sua non è una religiosità dottrinale, è una vocazione fatta di attenzione e cura del mondo. Quello con Dio è per lui un dialogo costante e una continua messa in discussione. Quando parte per una missione in Togo, la sua vita si prepara a prendere una nuova direzione: qui vivrà non soltanto la stagione della scoperta dell’altro, di una religiosità vivace e ancestrale, sperimentando il peso del suo credo e dell’ambiente culturale da cui proviene, ma scoprirà soprattutto l’amore, grazie a Nives. Nives è l’altra metà, Nives è la radice e il fiore di ogni pianta incontrata sul suo cammino, è l’esperienza, il futuro. Con lei, Faustino fa esperienza della gioia e del dolore, percorre strade inedite e insperate, fino a quando quella felicità inesprimibile non trova un ostacolo duro, violento, definitivo. Un romanzo non convenzionale e di grande bellezza, questo libro ci restituisce il ritratto di un uomo pronto a rivedere ogni credo e ogni certezza, ma anche e soprattutto capace di scoprire il sacro in ogni più piccolo aspetto della vita, di decifrare la lingua dell’altro, di mettersi al servizio del destino e, ciononostante, continuare a combatterlo.

 

Rendiconto, la sinistra italiana dal Pci a oggi di Claudio Petruccioli 

La nave di Teseo, Nave+, Milano 2020

Euro 20.00, pagine 356

Ho raccontato un fallimento? No, non lo penso. Ho descritto un successo? Nemmeno. Questa è solo la necessaria premessa di un progetto che riguarda la sinistra tutta, il modo stesso in cui la politica si organizza e vive. Nel febbraio del 1991 nasceva a Rimini il Partito democratico della sinistra, mettendo fine alla storia del Pci, una delle grandi forze politiche della vita italiana del ventesimo secolo, ma la svolta era iniziata due anni prima con la caduta del muro di Berlino. La fatica di cercare e di costruire una sinistra nuova cominciava appena, e ancora oggi non può dirsi conclusa. Il duello tra Occhetto e D’Alema, l’inconciliabilità con Craxi, l’esplosione di Tangentopoli, l’uscita dal governo Ciampi – dopo sole 10 ore – dei ministri Pds, la prudenza di Veltroni, i machiavellismi di Cossiga, la linearità di Fassino… e intorno a questi avvenimenti, più o meno significativi, prendono corpo la passione, il subbuglio, le speranze di milioni di persone. Un rendiconto, un resoconto. A volte, una resa dei conti piuttosto amara. Claudio Petruccioli a Botteghe Oscure ha vissuto da protagonista un momento cruciale della sinistra nel nostro paese e di quel momento racconta i momenti di entusiasmo e le estenuanti trattative, le decisioni storiche, le miserie e gli splendori. In questo saggio, pubblicato per la prima volta nel 2001 e diventato un libro di culto, Petruccioli adotta una prospettiva nuova, in cui i fatti di allora dialogano con l’attualità più estrema. E mentre la storia della sinistra italiana, nelle sue divisioni e nelle sue lotte, si rivela imprevedibile e problematica nella sua continuità, questo libro solleva domande cui è necessario, oggi più che mai, dare una risposta.

 

Gli onorevoli duellanti ovvero Il mistero della vedova Siemens di Giorgio Dell’Arti

La nave di Teseo, Milano 2020

Euro 18.00, pagine 176

Eleonora Füssli, ovvero la vedova Siemens, era una bruna singhiozzante, così attraente che agli uomini risultava impossibile, mentre procedevano lenti con il cappello in mano, non girarsi ogni tanto a darle un’occhiata. Roma, 1909. Quando il generale Tancredi Saletta muore, la sua relazione con Eleonora Füssli, giovane vedova dell’erede del colosso tedesco Siemens, viene alla luce. Si scopre così che l’affascinante signora, animatrice nei salotti romani della belle époque, intrattiene relazioni enigmatiche con importanti rappresentanti dell’esercito, come Luigi Fecia di Cossato, generale e senatore, e con il generale Pollio, il successore di Saletta. E poi, incontri nei più rinomati luoghi di villeggiatura, scambi di preziosi pezzi di antiquariato… Ci sono tutti gli ingredienti perché ne nasca una a caso. Che la vedova sia una spia austro-tedesca che approfitta della sua avvenenza per carpire informazioni riservate a vecchi generali? Dopo una prima eco sui giornali, il caso viene portato in Parlamento. A sostenerlo, soprattutto il repubblicano milanese Eugenio Chiesa: tipico liberale, avverso all’alleanza con l’Austria e la Germania, filo-francese, è un duro oppositore dei militari e delle spese per sostenere l’esercito, e si serve del “caso Siemens” per attaccare quel mondo che detesta. La sua interrogazione parlamentare, cui il governo si rifiuta di rispondere, fa deflagrare la tensione: Chiesa arriva a offendere l’onore di diverse persone e viene sfidato a duello ben cinque volte. Con penna affilata e grande senso dello humor, Giorgio Dell’Arti ci offre il racconto tragicomico e surreale di una vicenda di cronaca che infiammò l’Italia degli anni dieci.

 

Intervista alla sposa di Silvio Danese

La nave di Teseo, Milano 2020

Euro 19.00, pagine 528

Lei vuole sapere da me chi era mio marito? Perché forse non lo so nemmeno io, cioè non sapevo. Nemmeno io. La storia di Stefania incomincia quando in realtà tutto finisce per sempre, una notte sconvolgente dopo vent’anni di matrimonio. Aggredita, intrappolata, reagisce alla brutalità e inverte con equivalente potenza una sorte certa. Viva. Ma poi? Mentre sconta la sua pena, Stefania accetta di raccontare emozioni e fatti, anche nei dettagli meno riferibili, a uno scrittore, forse disposto a riscattarne il destino, forse pronto a manipolare e sfruttare ancora una volta un “racconto”. Ricostruendo il lungo ménage borghese con Dino, un legame idealizzato, protetto e insieme ritualmente violento, Stefania interroga in realtà l’intera vita di moglie e madre e, non riconciliata, a tratti rabbiosa, a tratti rassegnata, la offre a domande inesorabili sull’amore, il sacrificio, l’identità, l’abuso e l’omertà, mentre la relazione con il suo interlocutore evolve ambigua, squilibrata, toccando una questione cruciale: come si racconta una storia come questa? Dove ci porta se la percorriamo fino in fondo e con coraggio? Sempre più lucida, man mano che si rende conto di diventare protagonista di un libro, Stefania sembra impugnare la sua vicenda e imporre allo scrittore un confronto inevitabile con le radici e le forme del dominio, ma anche con l’oscurità e le contraddizioni della famiglia, “la sede perpetua della libera prigionia”, fino a un colpo di scena in modo diverso liberatorio per entrambi. Con una scrittura in perfetto equilibrio tra intensità e delicatezza, Silvio Danese firma un romanzo che interpella nel profondo donne e uomini.

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