Arbitro aggredito, Gravina: «Stop alla violenza: ora un aumento delle pene»

Il presidente della Figc dopo l'episodio che ha coinvolto il giovane Riccardo Bernardini: «Mai più persone del genere nel nostro mondo». Malagò: «Vicenda vergognosa, bisogna crescere culturalmente»
Arbitro aggredito, Gravina: «Stop alla violenza: ora un aumento delle pene»

ROMA - "Sono rimasto molto impressionato dalla violenza dell'episodio. Oggi farò un colpo di telefono a Nicchi, da parte nostra c'è piena disponibilità e supporto a questa vergognosa vicenda che purtroppo, con dinamiche e forme diverse, si è ripetuta ancora una volta". Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha condannato in questo modo l'aggressione subita dal giovane arbitro Riccardo Bernardini dopo aver diretto una partita del campionato di calcio dilettantistico del Lazio. "Serve indispensabilmente crescere di cultura a 360 gradi per tutti coloro che operano nel mondo dello sport e del calcio in particolare - aggiunge il capo dello sport italiano a margine di un evento al Coni - visto che è quello che maggiormente, se non unanimamente, si caratterizza per questi episodi. Lo dico a tutta la comunità: dirigenti, allenatori, atleti, tifosi e addirittura familiari".

GRAVINA - "Basta, basta, basta negoziare sulla passione di questi ragazzi che hanno solo voglia di stare in campo e si trovano a pagare con il proprio fisico un momento di follia". Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, in conferenza stampa al Viminale in merito all'ultimo caso di violenza su un arbitro nei campionati dilettantistici. "Tutti – ha aggiunto - devono sapere che chiunque sfiora un arbitro deve pagare con pene che possono arrivare fino all'allontanamento. Non vogliamo più queste persone nel nostro mondo". L'argomento verrà affrontato nel prossimo consiglio Figc.

NICCHI - "Oggi è arrivato il punto zero, da qui dobbiamo ripartire per un calcio pulito, corretto. È accaduto un episodio gravissimo. Un ragazzo che ancora non sta bene, è in ospedale. È arrivato il momento di cambiare pagina. L'Associazione italiana arbitri non accetta e non accetterà più di mandare al massacro i nostri ragazzi – è la condanna di Marcello Nicchi -. Non abbiamo mai scioperato e non lo faremo mai – ha argomentato ancora in riferimento a quanto accaduto in un campionato dilettantistico del Lazio -. Non vogliamo arrivare all'extrema ratio di non mandare gli arbitri sui campi. Si tratta di violenze vigliacche che non sono accettabili – ha concluso - non è possibile che un giovane smetta di arbitrare per questo rischio". 

SALVINI - "Riduco gli sbarchi e abbatto le ville dei Casamonica, ma non posso essere tranquillo se ogni giorno ci sono tantissimi ragazzi che rischiano la proprio incolumità – ha invece detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini -. Siamo di fronte a un'emergenza educativa e vorrei che gli italiani lo sapessero: mi rifiuto di prendere in esame l'idea di militarizzare i campi di calcio, ma oggi si cambia: chi sbaglia paga e lo farà pesantemente. Plaudo all'iniziativa di sospendere i campionati nella regione Lazio, questo sarà l'ultimo segnale. Farò tutto il possibile per riportare disciplina, regole, ordine, rispetto, buona educazione e sanzioni nei campi di calcio: tutti i fondamenti dell'educazione e del senso civico, ma intanto bisogna sanzionare pesantemente i delinquenti che picchiano gli arbitri. Non pensavo ci fossero da difendere anche i campi da calcio - ha sottolineato Salvini -. I numeri devono fare riflettere, si parla di centinaia di aggressioni ogni anno e ricoveri al pronto soccorso per ragazzi che hanno una passione. Una violenza animale e ingiustificata che per il 75 per cento dei casi arriva da tesserati e non da tifosi, una assolutamente inammissibile e inaccettabile. Difenderemo i campi di calcio e la salute degli arbitri. Higuain? Da milanista mi sono vergognato del comportamento di Higuain domenica a San Siro. E' stato indegno. Quando sei pagato milioni di euro per controllarti non puoi andare mento a mento con l'arbitro altrimenti un ragazzino su un campo di provincia si sente legittimato a farlo vado contro il mio interesse di tifoso ma spero in una squalifica lunga"

GIORGETTI - "È successo quello che purtroppo non è un episodio isolato. Ieri, un giovane arbitro, Riccardo, è stato aggredito e picchiato dopo una partita di Promozione. Ha perso conoscenza, è andato al pronto soccorso, poi si è ripreso e ora, per fortuna, sta meglio. Ma questi episodi non sono isolati – le parole di ieri, a Tiki Taka, del sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio dei Ministri, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti -. Dopo la notizia, ho chiamato Nicchi e ho avuto un riscontro abbastanza raccapricciante su quello che succede nei nostri campi da calcio. È chiaro che non possiamo mandare polizia e carabinieri in tutti i campi di calcio, di tutte le categorie. Questo è un problema di cultura sportiva - ha spiegato Giorgetti -. Queste cose accadono in centinaia di campi, in tutta Italia. Non è accettabile una cosa del genere e anche l'esempio dei giocatori professionisti spesso non è così impeccabile. Questi giovani arbitri, volontari, lo fanno per garantire lo svolgimento delle partite di tutte le categorie". Tifoso del Southampton e affascinato dal calcio britannico, Giorgetti ha sottolineato: "Nelle mie esperienze di frequentazione dei campi di calcio e degli stadi inglesi non ho ma avuto nessun tipo di problema di ordine pubblico. E chiunque, atleta o allenatore, che ha vissuto il calcio inglese torna in Italia con un bagaglio di cultura sportiva importante. Abbiamo molti passi in avanti da fare ma quello che mi scandalizza è che questo livello di violenza si abbassa perfino nei campionati giovanili. Con che tipo di esempio crescono i nostri giovani. Non so cosa si possa fare, si può certamente contribuire con l'esempio che è importante per i ragazzi. Poi ovviamente ci sono i delinquenti e questi sono inalienabili".

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