C'è chi può e chi non può: Antonio Conte può

C'è chi può e chi non può: Antonio Conte può© Inter via Getty Images
Ivan Zazzaroni

Domani c’è la Juve, meglio stemperare gli animi, mostrare compattezza, arginare le fantasie giornalistiche e insomma buttarla in caciara ricorrendo all’autonarrazione: di problemi l’Inter ne ha fin troppi, fuori dallo spogliatoio campione d’Italia, perché aggiungerne altri dentro? Riepilogo: Conte ha suggerito a Lautaro, particolarmente nervoso dopo la sostituzione, di tirarsi i calci in faccia risparmiando le bottigliette d’acqua? E Oriali gli ha ricordato che ha iniziato a giocare soltanto da pochi anni, per cui non deve fare il fenomeno? Lukaku e compagni non hanno rispettato i limiti d’orario imposti dal governo (errore che hanno commesso anche colleghi di altre squadre)?

Benissimo: noi dell’Inter, sempre pronti a rifugiarci in universi onirici, azzeriamo tutto con qualche multa e organizzando una simpatica scenetta, che riprendiamo con il cellulare più evoluto e postiamo su Instagram. Non conosco il regista dell’operazione, ho qualche sospetto, il video ha però ottenuto un discreto successo. L’avrete visto tutti: ad Appiano, in mezzo al campo d’allenamento, è stato riprodotto un ring, Lukaku ha interpretato il ruolo di Frank Cappuccino, il più famoso arbitro nella storia del pugilato mondiale, e - tra una risata e un abbraccio - Conte e Lautaro hanno indossato i guantoni mimando i gesti tipici della noble art.

Domani c’è la Juve, certo, e proprio Antonio può spingerla all’inferno dell’Europa League affrancandosi definitivamente dalla juventinità, parzialmente abbandonata il giorno del “suca” che produsse la reazione scomposta di Andrea Agnelli (in giro c’è tuttavia qualcuno che li rivede presto insieme, conoscendo i caratteri e il senso della sfida di entrambi).

Per stare a un antico gioco - un’emozione da aggiungere alla lotta per lo Scudettino Uefa - dopodomani c’è anche un Fiorentina-Napoli che quelli del Vesuvio ricordano come un’eruzione di guai per l’arbitraggio di Orsato, episodio che rese insonni e impotenti Sarri e gli azzurri in un hotel fiorentino. Conte ha già i suoi motivi personali per impedire alla Juve di entrare in Europa, dichiarandone il completo fallimento, ai quali si aggiungono le invocazioni dei napoletani che hanno i bianconeri alle terga e chiedono a sant’Antonio il miracolo decisivo. Se è vero - almeno per i predicatori disfattisti - che questo è il campionato del menga, è innegabile che le risorse d’emozioni siano tuttavia infinite. In ore di amarezze appena addolcite dal trionfo sul Sassuolo, la Signora può almeno menar vanto d’essere protagonista assoluta non solo quando vince, ma anche quando un gruppo assai nutrito di gufi bubolanti la pretende sconfitta.

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